“We wear culture”: il maxi archivio digitale firmato Google

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Con Google si apre l’armadio del fashion e tutti ora possono essere informati sul mondo della moda.

Standosene comodamente seduti in poltrona o sotto l’ombrellone, è possibile accedere a oltre 400 esposizioni e storie online, per un totale di 30mila foto, video e altri documenti altrimenti difficilissimi da consultare. Inoltre oltre 700 di queste immagini sono in formato giga-pixel.

“We wear culture” è il nuovo progetto lanciato da Google, forte del successo della pubblicazione periodica del Fashion Trends, una guida sulle tendenze e sui singoli capi da indossare.

Un maxi archivio digitale, disponibile sia per piattaforme iOs che Android, che comprende oltre 30 mila oggetti e capi di abbigliamento, consultabile da pc, tablet o smartphone.

Notevole l’apporto dei musei: in totale hanno collaborato 180 istituzioni, spalmate su più di 42 Paesi, tra cui l’Italia che riveste in questo senso un ruolo da protagonista grazie a importanti musei, quali il Ferragamo, Palazzo Fortuny a Venezia e Palazzo Madama con la sua raccolta di abiti, cappelli, borse e sciarpe d’epoca.

Delle istituzioni straniere hanno aderito quelle della città di New York, Londra, Tokyo e Parigi.

Grazie a questo archivio, si può così percorrere oltre 2000 anni di storia della moda, dalle sue origini con la via della seta, allo stile sofisticato della reggia di Versailles, passando per le zeppe di Carmen Miranda e l’evoluzione del denim come capo da miniere a indumento imprescindibile e di lusso.

Tra le esposizioni si trovano quelle dei pionieri del genere, veri e propri must, quali quelle di Alexander McQueen, Audrey Hepburn, Gianni Versace, Oscar de la Renta e Vivienne Westwood.

In particolare, 4 sono le esperienze fashion imperdibili su cui Google pone l’accento:

  • il little black dress creato da Coco Chanel,
  • il famoso stiletto realizzato da Salvatore Ferragamo appositamente per Marilyn Monroe,
  • le prime elaborazioni vestimentarie by Rei Kawabubo per Comme des Garçons,
  • i corsetti di Vivienne Westwood, reinterpretazione new romantic di quelli settecenteschi ma con un’attitudine sexy tutta attuale.

“La moda è cucita nel tessuto delle nostre società” – ha dichiarato Kate Lauterbach, Program Manager di Google Arts & Culture – “C’è molto più stile di quanto possiamo vedere o anche pensare. Indossiamo la storia, indossiamo l’arte e il mestiere”.

 

Fonte: Repubblica

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