A 25 anni dalla strage di Via D’Amelio, il ricordo dei giudici Falcone e Borsellino e della loro lotta alla mafia

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Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo.

Venticinque anni fa, alle 16 e 58 del 19 luglio, una Fiat 126 rubata con 90 chili di esplosivo saltò in aria in via Mariano D’Amelio 21 a Palermo, uccidendo il giudice Paolo Borsellino e 5 uomini della sua scorta. Il 19 luglio di quest’anno sarà la 25esima giornata del ricordo.

Strage via D’Amelio

Ricordo del coraggio di uomo che, assieme al suo amico, confidente e collega – Giovanni Falcone – prese una decisione definitiva per la sua vita, conscio che quella scelta avrebbe rappresentato un punto di non ritorno: combattere la mafia a tutti i costi e porre il proprio dovere di cittadino e magistrato al di sopra della propria vita.

Sette giorni fa proprio a Palermo l’ennesimo sfregio a Falcone, un atto vandalico, con uno scopo preciso, nel quartiere dello Zen dove la statua del giudice, situata all’esterno dell’Istituto Falcone-Borsellino, è stata decapitata. La stessa statua che più volte in passato aveva subito atti vandalici. Poi, in giornata, ignoti hanno bruciato un cartellone con un’immagine di Falcone posizionato davanti ai cancelli della scuola Alcide De Gasperi.

“A Palermo, dove il cambiamento è stato forte ed irreversibile questi comportamenti confermano che c’è ancora molto fare ma che siamo davanti a un fenomeno che dimostra il nervosismo di ambienti arroganti e mafiosi che non si rassegnano all’ inevitabile sconfitta“, ha commentato il sindaco Leoluca Orlando, dopo l’episodio.

Palermo, la Sicilia e l’Italia si preparano a commemorare il giorno delle strage in cui Borsellino e i suoi uomini persero la vita servendo il paese con un programma di eventi dedicati, affinché non si dimentichi e le coscienze nostre facciano i conti con l’omertà a cui sono abituate, con il silenzio che per troppo tempo ha concesso alle mafie di guadagnare terreno, un terreno di cui il paese ha bisogno di riappropriarsi senza paura, con coraggio, come Falcone e Borsellino sempre esortavano a fare, battendosi contro le ingiustizie.

Palermo. Via D’Amelio prende vita

La Fiaccolata a Piazza Vittorio Veneto: alle 20,30 del 19 luglio il ritrovo a nella Piazza Vittorio Veneto di Palermo per la tradizionale fiaccolata in ricordo di Paolo Borsellino e degli agenti di scorta uccisi, che attraverserà via Libertà, via Autonomia Siciliana e arriverà in via D’Amelio dove verrà deposto un tricolore e intonato l’inno nazionale. Come ogni anno sarà un corteo silenzioso e senza comizi finali, nel rispetto della sobrietà che contraddistinse in vita del giudice Borsellino.

Alle ore 18 di mercoledì 19 luglio la Questura di Palermo ricorderà Borsellino e gli uomini della scorta con una celebrazione eucaristica officiata da Don Ciotti, presidente di Libera.

A seguire, alle ore 19.30, si svolgerà presso il chiostro della Questura, l’ultimo degli incontri tematici dal titolo “Palermo, città normale”, nell’ambito dell’iniziativa “Da Capaci a via D’Amelio: il dovere della memoria”, cui parteciperanno i giornalisti Giovanni Bianconi e Salvo Palazzolo e lo scrittore Marco Malvaldi, moderati da Marco Romano, Vice Direttore del Giornale di Sicilia.Ciclo di iniziative di 3 giorni 17-18-19 luglio promosse dal Centro studi Paolo Borsellino.

“Via D’Amelio: memoria di strada. Dedicato a Paolo, Agostino, Claudio, Emanuela, Vincenzo, Walter”. Martedì 18 luglio dalle 16,30 avrà luogo in via Mariano D’Amelio, davanti all’ulivo piantato 24 anni fa per volere della madre di Borsellino (Maria Pia Lepanto), un momento di riflessione con la discesa in strada di cittadini e associazioni. In otto postazioni differenti, al fine di accogliere i ragazzi scout dell’Agesci nazionale che giungeranno a Palermo in migliaia per consegnare la loro onorificenza a Rita Borsellino, nei gazebo si alterneranno le testimonianze di Augusta e Vincenzo Agostino, Alex Corlazzoli, Alfio Foti, Jole Garuti, Marcella Gianfranceschi, Viviana La Rosa, Giovanni Paparcuri, Calogero Parisi, Renato Scarpa, Pippo Scudero, Marinella Tomarchio, Emanuele Villa, Salvo Vitale, Antonio Vullo. Si conclude con un saluto di Rita Borsellino ed un intervento a cura della Compagnia del Teatro Ditirammu.

Testimonianze, musiche, veglia in Via D’Amelio a cura dell’Agesci Nazionale e a seguire la Santa Messa celebrata dall’arcivescovo di Palermo e d Don Luigi Ciotti. Martedì 18 luglio dalle ore 21 alle ore 24.

Coloriamo Via D’Amelio: il 19 luglio per i cittadini di domani. Mercoledì 19 luglio dalle ore 10 alle 12, L’Associazione Il Quartiere, Laboratorio Zen Insieme, Nati per Leggere-Sicilia con il Centro di Animazione territoriale “San Giovanni Apostolo” e Centro Santa Chiara, organizzano letture e laboratori creativi per bambini dei quartieri di Palermo e Monreale. Insieme ai ragazzi saranno presenti la presidente della commissione Antimafia, Rosy Bindi, e la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli.

Spettacolo teatrale “Mafia: singolare, femminile”, che andrà in scena mercoledì 19 luglio alle ore 19,30 al Teatro al Teatro Antico di Segesta, promosso dall’Associazione nazionale magistrati e dalla Commissione Antimafia. un lavoro che vuole ricordare Paolo Borsellino come un magistrato attento e vicino alle giovani donne di mafia che, come Rita Atria, hanno voluto rompere i legami con Cosa Nostra. Prima della rappresentazione interverranno il presidente dell’Anm Eugenio Albamonte e la presidente Bindi

Inaugurazione del Murale dedicato a Falcone e Borsellino. Prevista per giovedì 20 luglio alle ore 10 presso l’Istituto Nautico di Palermo. Un’opera voluta dall’Associazione nazionale magistrati.

Progetto Agenda Ritrovata. Ciclostaffetta da Bollate a Palermo. Per commemorare il venticinquesimo anno della morte di Paolo Borsellino e della sua scorta il fratello Salvatore, insieme ad una ventina di appassionati, in collaborazione con Orablù, Feltrinelli, l’Associazione Medaglie d’Oro al Valore Atletico, Radio Popolare e FIAB, hanno dato vita una ciclostaffetta da Bollate a Palermo. La ciclostaffetta è partita il 25 giugno 2017 da Milano e arriverà a Palermo il 18 luglio 2017. L’obiettivo è quello di dar vita ad un libro rosso che viaggi di regione in regione, testimoniando che c’è un’Italia che non ha dimenticato e che vuole ricordare e raccontare quel che è successo.

In quel luogo che è stato teatro di morte vogliamo ancora una volta costruire la vita, partecipare nella costruzione e potenziamento della coscienza civile nel nostro paese e lo facciamo a partire dai più piccoli e sopratutto da quelli che vivono in condizione di marginalità e svantaggio” ha affermato Rita Borsellino e prosegue “il nostro è un impegno costante e senza tempo, fatto di donne e uomini che a diverso titolo ed in luoghi diversi gettano i semi per una società migliore, ognuno nel suo piccolo, ognuno per quello che può, ognuno per quello che sa. E’ con questo spirito che prendiamo in carico l’eredità di mio fratello Paolo ed in questo senso è come se fossimo tutti un po’ parenti.”

Marsala

Mostra fotografica su Giovanni Falcone e Paolo Borsellino curata dall’Ansa che verrà presentata domani, martedì 18 luglio, alle ore 20,45 al Complesso San Pietro. Un’esposizione in tour dallo scorso anno in diverse regioni italiane, allestita anche nella sede del Parlamento Europeo e alla Camera dei Deputati• Poi la proiezione del documentario “L’eredità di Falcone e Borsellino” e, a seguire, la rappresentazione teatrale “Le Parole Rubate”, di Gery Palazzotto e Salvo Palazzolo, spettacolo presentato lo scorso maggio al “Massimo” di Palermo.

In Tv

La Docu-fiction “Adesso tocca a me” di Francesco Miccichè, andrà in onda mercoledì 19 luglio su Rai Uno. È incentrata sui 57 giorni più difficili, quelli trascorsi tra la strage di Capaci e quel pomeriggio assolato di Palermo in cui un’autobomba esplode tra le strade deserte uccidendo il magistrato i cinque uomini della sua scorta, Caudio Traina, Agostino Catalano, Walter Cosina, Emanuela Loi e Vincenzo Li Muli.

MARTEDì 18 LUGLIO

21.10 – “Era d’estate” di Fiorella Infascelli con Massimo Popolizio, Giuseppe Fiorello e Valeria Solarino racconta il soggiorno forzato all’Asinara di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino impegnati nella preparazione del maxiprocesso contro la mafia. RAI MOVIE• 21.10 – “Paolo Borsellino, L’ultima stagione” per il ciclo “Diario Civile” con l’introduzione del Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti. Dopo l’attentato di Capaci Borsellino si lancia nel lavoro d’indagine. Vuole fare luce sulla morte dell’amico, scoprendone le cause e trovandone i responsabili. Ai colleghi annuncia: ”Sappiate che questo è anche il nostro destino”.

RAI STORIA

MERCOLEDI’ 19 LUGLIO

19.30 – “Paolo Borsellino – I 57 giorni”, film di Alberto Negrin, con Luca Zingaretti, Lorenza Indovina ed Enrico Iannello racconta i 57 giorni che separano la morte di Falcone da quella di Borsellino. Giorni in cui il giudice intuisce il suo destino e traccia il bilancio della sua esistenza, dei suoi affetti e del suo impegno come magistrato nella lotta contro lo strapotere di Cosa Nostra.

RAI PREMIUM

21.30 – “Paolo Borsellino – Adesso tocca a me”  la docu-fiction con il racconto di Antonio Vullo, l’autista di Borsellino, unico sopravvissuto all’attentato di via D’Amelio. RAI1

23.50 – “Paolo Borsellino essendo stato”, documentario scritto, diretto e interpretato da Ruggero Cappuccio. RAI STORIA

VENERDI’ 21 LUGLIO

RAI CULTURA WEB e SOCIAL

Rai Storia  ha realizzato un esclusivo WebDoc, con video, fotogallery, testi e infografiche sulla figura di Borsellino.• Disponibili, inoltre, una selezione di puntate tratte da programmi come “Il Tempo e la Storia”, “Diario Civile”, “Lezioni di mafia”, “Italia della Repubblica” con commenti di storici, testimonianze di magistrati, deposizioni di boss, protagonisti della lotta alla criminalità organizzata integreranno il quadro.

Una sezione sarà dedicata, inoltre al ricordo personale sulle stragi di Capaci e via D’Amelio di Rita Borsellino, sorella di Paolo, e a quello di Pietro Grasso, ex collaboratore di Falcone e Borsellino, oggi Presidente del Senato.

Il Museo Falcone e Borsellino

Per chi si trovasse a Palermo poi,  TgTourism consiglia, per conoscere e toccare con mano la dedizione dei giudici eroi nella loro guerra alla mafia, una visita al Museo Falcone e Borsellino, allestito al Palazzo di Giustizia di Palermo, nel bunkerino dove i due giudici antimafia avevano pianificato e portavano avanti la loro guerra alla mafia. L’aula bunkerata che dal 24 maggio 2016 diventata un museo, aperto a tutti, addetti ai lavori e pubblico.

Ricostruita perfettamente grazie al contributo di magistrati e personale amministrativo che in quegli anni collaboravano con i due giudici, la stanza oggi si può visitare prenotando una visita.

L’Associazione nazionale magistrati ha ricostruito quelle tre stanze così come erano in quel periodo, ricollocandovi i mobili e gli arredi del tempo, recuperati non senza difficoltà, corredandoli di diversi oggetti personali che Giovanni e Paolo utilizzavano nelle loro interminabili giornate trascorse al lavoro, nelle quali la complessità e la delicatezza delle indagini, condotte con eccezionale professionalità, si coniugava a momenti di autentica goliardia, scanditi dalla sottile ironia di Giovanni e dagli scherzi sagaci di Paolo. Entrando in quelle stanze si avverte una forte emozione, é netta la sensazione che siano ancora tra noi e che in quegli uffici debbano tornare da un momento all’altro, per continuare a scrivere altre pagine straordinarie della storia giudiziaria di questo Paese.

Per maggiori informazioni sul museo: A Palermo il Museo Falcone Borsellino, in onore dei giudici eroi dell’antimafia

Credits: Centro studi Paolo Borsellino, Ansa, Dire, Palazzo di Giustizia di Palermo

 

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