Guardare l’arte con gli occhi dei bambini: lo studio del ricercatore italiano Francesco Walker

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Secondo lo studio di  un giovane dottorando italiano in psicologia cognitiva, Francesco Walker, ricercatore in Olanda, all’Università di Twente, i bambini guardano i quadri in modo diverso dagli adulti. Lo studio, pubblicato sulla rivista statunitense Plos One, potrebbe essere utile nella realizzazione di percorsi museali dedicati ai bambini, ma anche nel campo dell’editoria e nella didattica.

I bambini si focalizzano sui dettagli fisici di un quadro, in particolare sul contrasto dei colori. Lo sguardo dei bambini è catturato dagli aspetti oggettivi di un quadro, a differenza degli adulti che si lasciano guidare dal cervello e dai ricordi. Nel caso in cui il quadro è opera di un artista famoso, come Van Gogh, la differenza è maggiore. 

 

Nella prima fase dell’esperimento Walker ha chiesto a 12 bambini (età media 11 anni) e 12 adulti (tra 20 e 29 anni) di guardare cinque quadri di Van Gogh, senza fornire informazioni specifiche sul contenuto. I risultati ottenuti dagli occhiali traccianti sono stati aggregati in una “mappa degli sguardi” per ogni quadro.

Attraverso un software sono state calcolate le zone dei cinque dipinti che hanno i contrasti più evidenti, e si è notato  che le aree più guardate dai bambini tendono a coincidere con queste zone. Gli adulti, invece, non guardano queste aree in modo preponderante: ciò che influenza la loro attenzione è il loro bagaglio culturale,  ciò che già sanno sull’arte.

 

Nella seconda fase dell’esperimento Francesco Walker ha letto cinque descrizioni dei quadri, molto semplici per essere capite da adulti e bambini, che evidenziavano alcuni particolari. E poi ha chiesto sia ai bambini che agli adulti di guardare ancora le opere: mentre le mappe degli sguardi sono cambiate bambini di molto

Inizialmente i loro sguardi si sono posati sugli oggetti nominati nelle descrizioni, come case, fiori, cancelli o mucchi di paglia, mostrando che i  bambini sono in grado di esercitare un’attenzione intenzionale,  a poco a poco, però, gli sguardi dei bimbi sono tornati sulle parti con colori più contrastanti.

 

Fonte: researchnews.plos.org

 

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