Brescia ospita l’arte di Mimmo Paladino nella mostra itinerante Overture

Print Friendly, PDF & Email

 

Dall’8 maggio fino al 7 gennaio 2018 Brescia ospita la mostra itinerante “Overture” con le opere di Mimmo Paladino. Il percorso si espande da Piazza della Vittoria a Piazza della Loggia e il Duomo Vecchio.

Paladino ha posizionato sei tra i più celebri totem della sua poetica: una riedizione bresciana del Sant’Elmo e lo Scriba, il gigantesco Zenith, il grande Anello e, in una superficie liquida, la Stella. A campeggiare sul basamento una imponente figura in marmo nero, realizzata appositamente per l’occasione, che riporta invece alla tradizione della grande avanguardia del Novecento.

I 20 Testimoni del 2009, opere in tufo dal richiamo archetipico, sono destinati ad accogliere i visitatori nell’area archeologica del Capitolium.

Nella prima Sala del Tempio Paladino ha voluto proporre gli evocativi 4 Corali del 1997, opere a tecnica mista su foglia d’argento su tavola e Senza titolo, egualmente del 1997, grande serigrafia e olio su tela. 
Nel Sancta Sanctorum dello stesso Capitolium, ovvero nella cosiddetta Quarta Cella, la divinità è evocata da Ritiro, 1992, colosso in bronzo dipinto.

Cinque Specchi ustori in ottone, serigrafia e pittura di ben 5 metri di diametro ciascuno, sono stati realizzati da Paladino appositamente per il Teatro Romano di Brescia e costituiscono davvero una delle principali attrazioni dell’evento.

La tappa successiva è al complesso museale di Santa Giulia, dove architetture e testimonianze romane convivono con quelle longobarde, rinascimentali e via via settecentesche. Un altro bronzo inedito del 2016 vigila sul Chiostro Rinascimentale, mentre la Grande Figura in vetro e acciaio del 2015 osserva, all’interno del Coro delle Monache, la Croce del 2008 in ferro patinato, appiattita sull’antico pavimento in pietra e in dialogo con l’immensa crocifissione cinquecentesca del Ferramola cha la sovrasta. Lo scabro nitore longobardo di San Salvatore, cuore del sito UNESCO, si coniuga perfettamente con il Velario, tela dipinta del 2010, e d’altra parte con la Testa in pietra del 1992.

Un altro grande Bronzo del 2002, all’interno della Cappella di Sant’Obizio, rende tridimensionale un particolare dell’affresco del Romanino. Coinvolge la poetica presenza del Senza titolo, la celebre figura in bronzo circondata da uccellini del 2002, collocato nella Cripta.
 

Scelti per la Sezione Preistoria e Protostoria due esemplari di Dormiente del 2000 mentre nelle Sezione Romana e Medievale si trovano  i Bue Apis del 1993 e dei Vasi ermetici del 1994, rispettivamente in bronzo e ferro. 

Popolano i mosaici romani delle Domus dell’Ortaglia due figure in alluminio dipinto, del 2005, mentre tra gli affreschi sempre romani campeggerà il Cavaliere rosso, bronzo del 2007, ispirato a Marino Marini.

Accanto alla Croce di Desiderio, in Santa Maria in Solario, scrigno di Santa Giulia, le forme solenni della Cattedra di San Barbato, in ottone e bronzo, dedicata al vescovo che converti a Benevento proprio i Longobardi, dialogano con la celebre croce di Desiderio, dove i segni del potere sacro si fondono con quelli del potere temporale.

Credits 

MIMMO PALADINO – OUVERTURE 

A cura di Luigi di Corato

 

Informazioni

MIMMO PALADINO – OUVERTURE 

Brescia, Museo di Santa Giulia | BRIXIA Parco Archeologico di Brescia Romana 
Piazza della Vittoria | Duomo Vecchio | Metropolitana Stazione FS

6 maggio 2017 – 7 gennaio 2018

Fonte: www.bresciamusei.com

 

Potrebbe interessarti

Mostre: Cento omaggia Minguzzi, tra i maggiori scultori italiani del Novecento

 

Print Friendly, PDF & Email

copyright Riproduzione riservata.

Vai alla barra degli strumenti