Carta di Bagno di Romagna: per una gestione forestale sostenibile

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Bosco

Slow Food Italia e Legambiente presentano la Carta di Bagno di Romagna. Chellini: “Urgente premiare la gestione sostenibile dei boschi”.

Slow Food Italia e Legambiente hanno promosso la Carta di Bagno di Romagna per valorizzare il ruolo delle foreste. Si tratta del progetto culturale e politico che intende mettere al centro la montagna, le aree interne e le condizioni di vita di questi territori e che sappia coniugare tutela dei boschi e attività agricola in generale. 

Il problema è che la superficie forestale in Italia sta occupando terreni prima dediti alla coltivazione e adesso abbandonati. Al giorno d’oggi, i boschi, che negli ultimi trenta anni hanno conquistato più di 3 milioni di ettari, coprono un terzo della penisola.

L’iniziativa è nata da un’idea di Slow Food Italia con i suoi Stati Generali degli Appennini in collaborazione con Legambiente. È sostenuta dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.

È stata presentata nell’ambito di “Oltreterra – Nuova Economia per la montagna”. L’obiettivo di questo progetto è favorire nei territori del Parco tra Toscana ed Emilia Romagna lo sviluppo di forme di lavoro a basso impatto per sostenere in montagna quelle persone che ci abitano da sempre. 

Sonia Chellini, vicepresidente di Slow Food Italia, dichiara: 

I genitori e i nonni di chi oggi vive in montagna sostenevano le proprie famiglie grazie a quelle risorse sicuramente povere – che la foresta e i magri coltivi erano in grado di fornire. Oggi dobbiamo tornare a valorizzare quel patrimonio forestale che si è generato negli anni grazie ad attente politiche di riforestazione che ci permettono di ragionare di una nuova economia forestale. Dobbiamo creare nuovi percorsi che possano portare a reddito le nostre foreste senza però incidere sulla sua complessiva importanza patrimoniale e naturale“. 

Slow Food Italia e Legambiente hanno definito gli elementi fondamentali su cui è urgente intervenire:

  • Sviluppare una politica nazionale di tutela del patrimonio forestale attraverso una gestione forestale attiva delle proprietà pubbliche e private.
  • Promuovere attività di formazione degli operatori forestali per valorizzarne la professionalità e la competitività.
  • Puntare sulla certificazione dei prodotti di origine forestale, per garantire standard etici e ambientali, la pianificazione e l’utilizzo sostenibile dei prodotti del bosco e del sottobosco, la crescita di filiere boschive con cui contrastare il lavoro nero, l’illegalità e la scarsa pianificazione della “risorsa bosco” in Italia.

Chellini conclude:

“È più che mai urgente riuscire a premiare la gestione sostenibile dei boschi”.

 

Info:

www.legambiente.it

www.slowfood.it

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