Ismar, in 50 anni il Mediterraneo ha perso il 41% dei mammiferi marini e il 34% dei pesci

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È terminata la missione di monitoraggio delle specie marine a rischio e di censimento di materiale plastico disperso in acqua dei ricercatori Jacopo Pulcinella e Valentina Corrias, coordinati da Antonello Sala, dell’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Ismar Cnr) di Ancona. La ricerca è stata condotta a bordo della Costa Luminosa. Le attività rientrano nell’accordo siglato dal Cnr e Ismar con Costa Crociere per svolgere attività di comune interesse nelle tematiche della sostenibilità ambientale e della salvaguardia dell’ambiente marino. 

Il team è salpato dal porto di Venezia e ha raggiunto varie città  da Trieste, a Dubrovnik, da Corfù a Katakolon e Mykonos, attraversando l’Adriatico, lo Ionio e l’Egeo per verificare lo ‘stato di salute’ del Mediterraneo orientale.

Parte delle attività ha riguardato l’avvistamento di cetacei e altre specie di interesse conservazionistico: in particolare, sono stati avvistati alcuni esemplari di tartaruga marina, di berta minore e gruppi di tursiopi –  affermano i ricercatori Ismar-Cnr. – L’opportunità di effettuare monitoraggi a bordo di navi che transitano regolarmente in tratti di mare in cui sono presenti specie protette è utile per ampliare le nostre conoscenze. Teniamo presente che negli ultimi 50 anni il Mediterraneo ha perso il 41% di mammiferi marini e il 34% delle quantità totale di pesce”.

Effettuato anche il censimento del materiale plastico galleggiante, registrando informazioni sul tipo di oggetto, la probabile sorgente di rilascio, il materiale, le dimensioni e il colore: i rifiuti sono stati avvistati maggiormente nel tratto tra il mar Adriatico meridionale e lo Ionio orientale, con prevalenza di cassette di polistirolo in uso dai pescherecci buste e bottiglie di plastica.

 

Fonte: Ismar

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