L’amatriciana a patrimonio Unesco

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L’Amatriciana a patrimonio Unesco. Non solo un modo di dire, ma uno degli obiettivi del 2018, anno dedicato al cibo italiano.

Per far tornare in vita, dopo il sisma del 24 agosto 2016, le principali attività di ristorazione di Amatrice, con ciò che ha reso il borgo reatino famoso nel mondo.

La sua cucina, e quel piatto, l’Amatriciana, è infatti il simbolo eterno di una terra ferita ma che vuole risorgere.

E’ quanto ha annunciato il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina presente all’inaugurazione del Polo della Ristorazione di Amatrice.

“Oggi” –  ha detto il ministro Martina“era importante essere ad Amatrice, per dire innanzitutto grazie ai tanti cittadini che hanno contribuito e per continuare a dare una mano a costruire passo dopo passo il futuro di queste comunità e di queste terre straordinarie”.

”Abbiamo completato i pagamenti degli aiuti diretti straordinari aggiuntivi per oltre 3800 agricoltori e allevatori delle terre colpite, per un impegno totale di 28 milioni di euro. Nel contempo” – ha aggiunto – “stiamo seguendo il progetto del riconoscimento dell’amatriciana come specialità tradizionale garantita (Stg) e oggi possiamo anche informare che è nostra intenzione candidare la tradizione amatriciana a patrimonio Unesco nell’ambito degli obiettivi del 2018, anno che come governo abbiamo voluto dedicare al cibo italiano”.

L’Area Food di San Cipriano, voluta dal Comune e realizzata grazie alle donazioni raccolte da Corriere della Sera-RCS e La7, con risorse dello stesso Comune di Amatrice e il sostegno della Regione Lazio, è pronta e il 29 luglio aprirà i battenti.

E’ lì che otto storici ristoranti del luogo hanno trovato la loro nuova casa, in un insieme di strutture disegnate dall’architetto Stefano Boeri e dal Consorzio Innova FVG e realizzate con elementi modulari prefabbricati con il legno della filiera del Friuli Venezia Giulia.

I locali, che ospiteranno anche la mensa per la nuova scuola, sorgono intorno a uno spazio pubblico aperto, una piazza alla quale bisognerà dare anche un nome e che ospiterà l’installazione temporanea in legno chiamata ‘Radura’, già installata nel chiostro dell’Università di Milano e costituita da un cerchio di 350 colonne cilindriche raffiguranti un bosco artificiale. La mensa è già attiva dallo scorso aprile, ha una superficie di 450 metri quadrati ed è composta da una sala da 150 posti a sedere e spazi di servizio.

Tra le otto attività che rinasceranno c’è anche il ‘Ristorante Roma’, lo storico complesso dell’omonimo Hotel, crollato con il sisma e delocalizzato nello spazio più ampio dell’Area Food, circa 400 metri quadrati. Riaprirà sabato.

Ma ci sono anche il ristorante ‘Da Giovannino’, ‘Pica Patrizia’, che fino a oggi aveva gestito la mensa, ‘Ma-Tru’, ‘La Conca’, ‘Il Castagneto’, ‘Mari e Monti’ e “Serafini Franco’.

“Il 29 luglio è una data chiave e una bella ripartenza”, afferma all’ANSA il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi. “Sabato” – prosegue – “riapriranno i ristoranti che sono la nostra eccellenza. E’ un bel momento, dopo tanta fatica e dolore per la comunità di Amatrice questi sono i giorni più belli degli ultimi tempi. Ringrazio i lettori del Corriere della Sera, i telespettatori di La7 e tutti gli italiani che da undici mesi ci stanno dando un grande aiuto”.

La Regione Lazio ha sostenuto il progetto finanziando 350mila euro in arredi e scorte. Sabato 29 luglio alle 18 l’inaugurazione a cui parteciperà anche il presidente della Regione, Nicola Zingaretti.

 

Fonte: Ansa

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