Roma: chiudono i nasoni e scoppia la polemica

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Roma. Siccità, crollo delle precipitazioni, delle portate dei fiumi e delle sorgenti sono i fattori responsabili della crisi idrica che ha colpito molte città italiane, inclusa la capitale.

Secondo il Coordinamento Romano Acqua Pubblica la situazione è drammtica ed è il risultato del matrimonio tra il ciclo dell’acqua e il ciclo economico, dovuta cioè a una scarsità “man-made”, prodotta dall’uomo.

Per cui all’emergenza climatica globale si somma una decennale mancanza di pianificazione e investimenti infrastrutturali legata alla politica monopolistica e privatistica di ACEA che sottomette l’acqua alle regole del mercato, del profitto e della concorrenza.

In questo senso appare assurdo individuare una possibile soluzione nella chiusura dei “nasoni”, vista innanzitutto come una decisione che va a colpire le fasce più deboli della popolazione, a partire dai senza fissa dimora per i quali le fontanelle pubbliche costituiscono l’unica fonte di acqua necessaria alla sopravvivenza.

Inoltre, i “nasoni” sono fonte di approvvigionamento per decine di migliaia di persone che, in alternativa, sarebbero costrette ad acquistare acqua in bottiglia aggravando l’impatto ambientale derivante dalla plastica da smaltire, e sono spesso le uniche fonti di approvvigionamento per molte attività economiche, ad esempio per i mercati rionali.

L’approvvigionamento idrico della città di Roma è garantito da 5 sistemi acquedottistici per un totale di 21,1 mc/s (metri cubi al secondo) di media, con possibilità di arrivare fino ad un massimo di 24/25 mc/s.

Essi sono:
– Peschiera-Le Capore: portata media pari a 13,5 mc/s, rispettivamente 9 mc/s per il Peschiera e 4,5 mc/s per Le Capore;
– Acqua Marcia: portata media pari a 4,5 mc/s;
– Nuovo Acquedotto di Bracciano – NAB: portata media pari a 1,1 mc/s;
– Acquedotto Vergine: portata media pari a 0.4 mc/s;
– Acquedotto Appio-Alessandrino: portata media pari a 1,6 mc/s.

Il 26 giugno, a seguito dell’incontro tra l’Osservatorio Permanente Usi Idrici del Distretto Appennino Centrale, il Ministero dell’Ambiente, l’Autorità di Distretto, il dipartimento della Protezione Civile, e altri enti locali e nazionali, sono state prese importanti decisioni quali:

– la riduzione a 1.300 l/s del prelievo di Acea Ato 2 dal lago di Bracciano, invece dei 1600-1800 programmati per giugno e luglio;
– l’aumento del prelievo dal Pertuso (acquedotto Simbrivio che approvvigiona soprattutto la zona dei Castelli) a 190 l/s;
– l’implemento della ricerca delle perdite su Roma;
– la sostituzione di cinquanta chilometri di condutture a Roma;
– la possibile chiusura dei nasoni a Roma (misura caldeggiata dal Ministro Galletti);

Dopo tre giorni, il Presidente di Acea Ato 2 S.p.A, Saccani ha inviato una lettere alla Sindaca Raggi con cui ha comunicato “l’intenzione di attuare a decorrere dalla prossima settimana la chiusura temporanea e graduale di parte delle circa 2.800 fontanelle pubbliche” su Roma.

Obiettivi dichiarati:
– ottenere “una drastica riduzione delle portate erogate”, pur lasciando aperte quelle dove si effettuano prelievi per la potabilità;
– contenere il più possibile il prelievo dal lago di Bracciano.

Saccani si dice consapevole dei disagi che tale iniziativa può provocare, ma confida nella comprensione della Sindaca e in quella dei cittadini romani.

I nasoni censiti su Roma sono circa 2.800 ed erogano in media circa 196 l/s di acqua (ossia 0,19 mc/s), ogni singolo “nasone” circa 0,07 l/s.

Per il Coordinamento Romano Acqua Pubblica, la loro chiusura (orientativamente 2700), comporterebbe una riduzione dell’erogazione dello 0,9 % rispetto alla quantità d’acqua totale che arriva a Roma ogni secondo (21,1 mc/s).

Sarebbe preferibile invece attuare l’installazione di rubinetti, tramite un investimento di poche migliaia di euro rispetto agli utili di decine di milioni che annualmente produce Acea Ato 2 S.p.A.

Per il Coordinamento Romano Acqua Pubblica, la chiusura dei “nasoni” ha permesso di dare un segnale prettamente mediatico che distorce la realtà dei fatti sostenendo che attraverso questa scelta già in questo momento si risparmiano 0,5 mc/s.

 

Fonte: Coordinamento Romano Acqua Pubblica

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