Spagna, riesumata la salma di Dalì per causa su paternità

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I baffi di Dalì sono rimasti intatti. Lo ha dichiarato il segretario generale della Fondazione Gala-Salvador Dalì, Luis  Peñuelas, nelle conferenza stampa dove ha fornito tutti i dettagli sulla riesumazione predisposta dal tribunale per il prelievo di campioni di DNA dell’artista che serviranno in sede processuale per una causa di attribuzione di paternità.

La riesumazione nella cripta presso il Teatro-Museo Dalí a Figueres, nella Spagna nordorientale, è durata quattro-cinque ore. Prelevati per il test del Dna campioni di unghie, capelli e ossa, che una volta effettuato il test verranno rimessi al loro posto. I lavori sono stati eseguiti in una tenda posta sulla cripta a tutela della privacy. La Fondazione e le autorità hanno chiesto a tutti i presenti la consegna di cellulari ed altri dispositivi elettronici per evitare la registrazione di immagini.

Gli operai hanno dovuto installare anche una puleggia per sollevare la pietra del peso di mezza tonnellata che copre la tomba: si è trattato di uno dei momenti più delicati del processo. Da quel momento, all’interno della tenda c’erano solo un ridotto numero di rappresentanti delle parti in causa e del tribunale. 

Il tribunale ha ordinato la riesumazione a fine giugno per poter confrontare il Dna del pittore con quello di Pilar Abel, una indovina di 61 anni che afferma di essere figlia di una relazione clandestina tra Dalì e una cameriera conosciuta nella città di Cadaqués. Se la versione di Abel verrà confermata, l’astrologa diventerà l’unica figlia conosciuta di Dalì.

Fonte: Adnkronos

 

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