Tra canyon, immense distese e ritmi ancestrali: la Terra dei Nativi, l’altra faccia dell’America

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Se il Grande Spirito avesse voluto che noi vivessimo sempre nello stesso posto, avrebbe lasciato fermo il mondo.
(Proverbio dei Navajo)

Banditi i grattacieli e la frenesia delle metropoli, i fast food e i tacchini per la festa del ringraziamento. Siamo sempre negli Stati Uniti, ma quelli che mostrano un’altra faccia al mondo, un’altra America: quella dei Nativi americani, la cui vita e il cui paesaggio sono scanditi dai ritmi lenti della natura, dell’orgoglio e dei riti ancestrali.

Una lunga fascia di America da esplorare con rispetto e stupore dinnanzi all’immensità di Madre Natura, che forse poco ha saputo proteggere gli abitanti di queste terre, prima della colonizzazione europea, che la giustizia del tempo ha voluto iniziassero a essere chiamati nativi americani, e non più indiani, come li aveva erroneamente denominati Colombo, credendo di essere sbarcato in Asia, nelle Indie Orientali.

Si usa suddividere l’America Indiana secondo i quattro punti cardinali, e Padre Cielo e Madre Terra.

• Nel Nordest domina la nazione Chippewa che con i Menominee, i Winnebago, i Potawatomi, gli Oneida ed altre ancora condivide la zona dei Grandi Laghi composta da Minnesota, Wisconsin e Michigan.

• Nel Nordest domina la nazione Chippewa che con i Menominee, i Winnebago, i Potawatomi, gli Oneida ed altre ancora condivide la zona dei Grandi Laghi composta da Minnesota, Wisconsin e Michigan.

• Nello stato di New York identifichiamo gli Iroches, Cayuga ed i Seneca.

• Nel sudest vivono gli eredi della Cultura del Mississippi, gli Shawnee;

• nel North Carolina i Cherokee nelle Great Smoky Mountains.

• In Florida i Seminole ed i Miccosukee nelle Everglades. In Mississippi i Choctaw.

• In Oklahoma vivono circa trenta tribù: Cherokee, Creek, Choctaw, Pawnee, Miami, Shawnee, Comache, Kiowa ed altre.

• In California i Pomo, i Mowok, gli Shoshone, gli Hupa, i Cahuilla ed altri gruppi tribali.

• Nel Nord Ovest la Grande Nazione Sioux con le sue diverse tribù: Arapaho, Bannock, Shoshsone, Flathead, Nasi Forati, Piedi Neri, Dakota, Nakota e Lakota, Corvi, Gros ventre, Cheyenne, Hidatsa, Mandan, Arikara.

• Infine la più grande tribù Nativa, i Diné o Navajo (250.000), è compresa nella Navajoland, in oltre 5 milioni di ettari tra Arizona, New Mexico e Utah, mentre i 19 Pueblos occupano il New Mexico.

Distese aride e poi fertili, montagne rocciose, vallate, gole, Canyon. Luoghi in cui l’uomo non ha smesso di essere riconoscente all’immensità della Natura, celebrandone quotidianamente i frutti concessi.

Mettiamoci in viaggio nel leggendario Southwest, sulle tracce di una delle più grandi tribù native americane, i Navajo o Diné e i Pueblo. Le terre del sud-ovest americano si estendono negli stati del New Mexico, Arizona, Utah, Nevada, Colorado del sud. Paesaggi unici dal mondo e sono un paradiso per naturalisti, geologi e fotografi che cercano ambienti estremi, terra di Navajo e denso di popolazioni native. Lì dove ha casa il Canyon più celebre al mondo, maestose caverne, gole e strade infinite.

 New Mexico

Ad ovest del Texas, 3 diverse culture – Nativi americani, spagnoli e cowboys – convivono del New Mexico. Albuquerque è la città più grande dello stato, con una Old Town, fondata dagli spagnoli nel 1706, dove è possibile acquistare numerosi gioielli in pietra turchese.

Il Nuovo Messico è anche lo stato con capitale Santa Fe, città unica per il suo stile architettonico spagnoleggiante con le case basse costruite con i mattoni ‘adobe’, fatti di terra e paglia essiccati al sole. Qui il giallo domina. Camminando per Santa Fe, si incontra la famosa Plaza De Toros che ospita il Rodeo nel mese di Luglio, nel corso della quale i migliori cowboy e le cowgirl più brave d’America si fronteggiano nella dominazione di cavalli e tori selvaggi.

Spostandosi si entra nel mondo dei nativi. Non lontano da Santa Fe c’è un ‘avamposto’ Pueblo, quello dei Taos con l’omonimo sito storico designato patrimonio dell’Unesco. I Pueblo di Taos vivono qui da oltre mille anni ben oltre prima dell’arrivo di Cristoforo Colombo quindi.

Il sito di Taos e’ un paesaggio surreale. Si tratta di complesso residenziale di case costruite con mattoni di paglia e fango, diviso in due dal Rio Pueblo, venne probabilmente costruito tra il 1000 ed il 1450. È stato inserito tra i National Historic Landmark il 9 ottobre 1960, ed in seguito divenne un Patrimonio dell’umanità.

I pueblos organizzano anche un mercato per vendere i loro lavori artigianali lungo il Palace of Governors, un edificio storico che risale al 1610. Fuori dalle principali città il territorio del New Mexico è geologicamente ricco e qui sorgono incantevoli piccole città.

Ma l’avventura sulle tracce dei nativi in New Mexico non si ferma a Taos, continua:

percorrendo la High Road da Santa Fe, si attraversa un territorio di particolari formazioni rocciose fino ad arrivare alla cittadina di Taos, divenuta oggi una colonia di artisti;

visitando le colline di sabbia bianca del White Sands National Monument, uno dei parchi più stranianti di tutta l’America, un vero e proprio deserto di sabbia bianca con le sue aride, diafane dune assolate, fatte di gesso che rimane in cristalli, che trasformano il deserto in un ibrido tra il paesaggio lunare e la landa innevata delle regioni antartiche.

Curiosità: Il White Sands National Monument è il sito dove nel 1945 fu testata la prima bomba atomica della storia.

perlustrando le 100 grotte e caverne di Carlsbad Caverns;

 ammirando il Bandelier National Monument dove è possibile esplorare un antico insediamento di Nativi e pueblos. Immerso nella storia, questo antico sito archeologico dei Nativi Americani è sede di abitazioni rupestri e le rovine di alcuni villaggi preistorici del popolo Pueblo. Con la fauna selvatica infinite e interessanti, è uno dei canyon più spettacolari dello Stato, un paradiso primitivo.

visitando il Chaco Culture National Historical Park. Sulla strada per raggiungere Albuquerque si trova il maestoso Chaco Canyon, annoverato tra i Patrimoni dell’Umanità. In queste zone, si insediarono e vissero gli ancestrali pueblos. Sul fondo del Chaco Canyon sorgono tredici grandi rovine di kivas. Questi luoghi ospitavano cerimonie religiose e numerose assemblee pueblos.

Maggiori info su New Mexico Tourism&Travel (https://www.newmexico.org/)

 Arizona e il Grand Canyon

Continuando il viaggio si arriva in questo immenso stato i cui sconfinati paesaggi e le gole provocano un turbinio di emozioni pronto a lasciare impietrito ed esterrefatto anche il più cinico dei viaggiatori. Qui il fiume Colorado forma una immensa gola che ha dato vita al celebre Grand Canyon, una delle sette meraviglie naturali del mondo, la cui maestosità non è ancora stato possibile catturare in istantanea.

Lungo più di 400 chilometri e profondo oltre 1.800 metri, uno degli aspetti che saltano più facilmente all’occhio in questa immensa gola che per la maggior parte è incluso all’interno del Grand Canyon National Park,  sono gli strati rocciosi delle pareti verticali, ognuno caratterizzato da una sfumatura di colore differente.

Ogni strato corrisponde a inondazioni di epoca diversa, che nei vari periodi hanno depositato tipologie differenti di roccia. Si notano facilmente almeno 3 strati: uno di arenaria, uno di scisto scuro e un altro di calcare chiaro, che corrispondono rispettivamente a precedenti depositi di sabbia, fango e resti calcificati di organismi marini. Il colore dominante rimane comunque il rosso, che deriva dal ferro ossidato presente in tutte le rocce. All’alba e al tramonto uno spettacolo naturale di luci e colori rendono magiche le pareti del canyon, in fondo al quale scorre il fiume Colorado.

Nel South Rim si susseguono i punti panoramici ma si può anche scendere nel canyon con un trekking diurno o notturno, oppure con un percorso effettuato sulla groppa di muli. Non ultima, l’opportunità di fare rafting sulle acque del fiume Colorado. Da qui in tutte le direzioni si prosegua, si possono ammirare altre meraviglie della natura:

a sud si possono ammirare gli altissimi cactus del Saguaro National Park, un’area naturale protetta degli Stati Uniti, dove le alte piante di cactus sembrano osservare saccenti e minacciose il visitatore.

nella regione centrale dello stato ci sono foreste di pini, formazioni di rocce dal colore rossastro e le montagne della Coconino National Forest dove è possibile sciare;

a nord est si inciampa sul Forest National Park (dove si trovano ancora reperti naturali come le tracce dei dinosauri) ed sul Painted Desert, il cui territorio cambia colorazione a secondo della diversa posizione del sole nel cielo.

Oltre al Grand Canyon, in Arizona, un’altra formazione naturale lascia esterrefatti: Canyon de Chelly, a Chinle, uno dei monumenti nazionali più suggestivi degli Stati Uniti, un’area protetta situata nella contea di Apache e nella Riserva indiana Navajo. I reperti ritrovati nella zona del Canyon hanno testimoniato come questa area fosse abitata già dal 2.500 avanti Cristo, fino all’arrivo dei Pueblo nel 750 dopo Cristo e dei Navajo che vi si stabilirono nel 1700. Ha un aspetto maestoso, con le sue 2 pareti di arenaria a strapiombo che salgono vertiginosamente formando imponenti dirupi alti fino a 300 metri.

Nel profondo del canyon è facile scorgere il fiume Chinle Wash, un’insolita vegetazione e spettacolari insediamenti secolari in adobe degli antichi anasazi incastonati direttamente nelle pareti rocciose. Questa meraviglia naturale è custodita molto gelosamente dai Navajo, che non permettono escursioni all’interno del canyon se non tramite visita guidata.

Maggiori Info su U.S. National Park Service (https://www.nps.gov/grca/index.htm) e Visit Arizona (www.visitarizona.com)

Monument Valley

È terra Navajo anche questa icona assoluta del West. Si trova al confine tra Arizona e Utah, in un’area abbastanza isolata quanto estesa che dista più di 70 km dalla cittadina più vicina, Kayenta, ed è gestito dai nativi della riserva Navajo. Con le sue guglie rocciose disseminate lungo la sua superficie di pianoro fluviale desertico, è uno scenario davvero unico da percorrere e in cui dormire.

È possibile infatti pernottare in un Hogan, una costruzione tipica della tribù indigena a forma di cupola con l’ingresso posto verso est dove sorge il sole e alzandosi all’alba si possono ammirare albe spettacolari. Per arrivare alla Monument Valley è consigliata la I-163 (Scenic byway), una strada panoramica molto famosa negli Stati Uniti che conduce dritti verso i grandi monoliti della valle.

Maggiori info su Navajo Parks (http://navajonationparks.org/)

Utah

Varcare il confine di questo Stato significa perdersi in uno dei territori più affascinanti e ricchi di natura di tutto il Nord America, con i suoi panorami da sogno, i suoi canyon, rocce dagli accesi e intensi colori, vallate e deserti e poi boschi. Nello Utah si va per sciare, fare snowboard, camminare, pedalare in mountain bike tra le rocce. Un turbinio di avventure selvagge, miri ancestrali e alcuni tra i paesaggi più belli al mondo.

Le sue attrazioni prime sono i suoi parchi nazionali. Sono 5, e appena si scorgono in lontananza i loro paesaggi è facile comprendere perché siano state nominate aree protette: Zion e Bryce  in primis.

Zyon National Park: è un parco naturale affascinante, caratterizzato da una gola profonda scavata dal fiume Virgin, un canyon ampio e mozzafiato, costeggiato da arenaria bianca, con dei dirupi che calano a picco per circa 3.000 metri. Caratteristici i colori rosso brillante e bianco e le incredibili rocce scolpite che si affiancano alle valli pensili.

Bryce Canyon National Park: questo piccolo parco nazionale dello Utah si estende su un’area che comprende il Bryce Canyon, che in realtà più che Canyon è un anfiteatro naturale nato dall’erosione dell’Altopiano di Paunsaugunt, celebre per i suoi Hoodoos, i celebri pinnacoli che al tramonto si accendono di una luce profonda e irradiante. Pinnacoli che si sono originati dall’erosione delle rocce sedimentarie fluviali e lacustri. Tra gli antichi abitanti di quest’area, i pueblo e gli indiani Paiute.

Lo Utah vanta anche una quarantina di parchi statali e tra le tante meraviglie da cui lasciarsi abbagliare c’è anche il

Dead Horse Point State Park, nonostante la scarsa notorietà, offre un panorama meraviglioso e si presenta al mondo come un vero e proprio capolavoro naturale. Una sorta di Belvedere privilegiato da cui si gode di una vista mozzafiato su un territorio rosso e frastagliato Canyonlands, plasmato dal corso impetuoso del Colorado River.

Curiosità: per intenderci il posto in cui viene girata la scena finale di Thelma e Louise (quella del volo in auto dal ciglio del burrone) è proprio qui al Dead Horse State Point.

Maggiori info su Utah State Park (https://stateparks.utah.gov/) e National Park Service (https://www.nps.gov/zion/index.htm) e Visit Utah (www.visitutah.com)

Info generali su: Native America.Travel, Visit Usa Italy

 

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