U2: il rock energico e politically correct che ha infiammato l’Olimpico

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Per molti fan della band irlandese, quelle del 15 e 16 luglio sono state due serate indimenticabili, in cui si è celebrato l’album che ha segnato la loro svolta, Joshua Tree, ancora oggi potente e attuale.

I primi quattro pezzi che hanno aperto il concerto, questa potenza la fanno capire sin da subito: Sunday bloody Sunday, New years’day, Bad e Pride sono dei veri e propri monumenti che hanno scandito la loro crescita e la loro conquista del mondo rock.

In mezzo ai propri fan, Bono &co. parlano della bellezza della notte romana, citano il sommo poeta inglese John Keats le cui spoglie si trovano nella città eterna, omaggiano David Bowie, ringraziano l’Italia per la sua accoglienza con i migranti, raccontano l’America delle mille contraddizioni e la brutalità della politica, e, infine, elogiano le donne che si sono distinte per il loro impegno e tenacia, da Rita Levi Montalcino a Emma Watson, da Billie Holiday a Emma Bonino.

Un’emozione unica insomma per i 58 mila presenti all’Olimpico, provenienti da tutta Italia e dall’estero.

Ma il concerto degli U2 è stato un successo anche per la stessa città di Roma.

Ha infatti funzionato il dispositivo di accoglienza e sicurezza, messo in campo dalla Questura in occasione delle due date.

Non è stata registrata alcuna criticità per l’ordine pubblico né nelle ore precedenti né durante gli eventi.

I controlli della Polizia hanno interessato anche l’esterno dello stadio, onde contrastare la vendita abusiva di sostanze alcoliche.

Sono stati 25 i sequestri amministrativi, di cui 14 hanno interessato il settore alimentare e 11 prodotti contraffatti, per un totale di 200.000 euro di sanzioni amministrative.

L’unica ‘pecca’ che ha fatto infuriare alcuni fan, è stata l’acustica dello stadio, dove in alcuni punti il suono si diffondeva male. A detenerne la colpa, lo stesso palco che per ragioni logistiche è stato montato nella curva sud penalizzando così proprio il suono.

A ogni modo quello che resta dei due concerti, è la forza e l’energia di una band che non sembra invecchiare con il trascorrere del tempo, che non ha nostalgia del passato ma guarda avanti, al futuro.

Una forza e una speranza gridata e cantata in ogni canzone, dalla potente e contagiosa Pride (in the name of love) alle super hits Where the streets have no name, With or without you, I still haven’t found what i’m looking for, Beautiful day, la magica One, fino alla nuovissima The little things that give you away, anticipo di quello che sarà il prossimo album.

 

Fonte: Ansa e Questura di Roma

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