A Milano arriva l’arte ribelle degli artisti sessantottini

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Milano. A quasi cinquant’anni dalla data-simbolo del “Sessantotto”, una grande mostra si propone di indagare tutte quelle espressioni artistiche che in Italia si sono chiaramente ispirate alla protesta politica, alla speranza rivoluzionaria, alle spinte libertarie, e che si sono sviluppate a partire dal 1965, con le prime proteste per la guerra del Vietnam, per proseguire poi almeno sino alla metà degli anni settanta. 

“Arte ribelle. 1968-1978 Artisti e gruppi dal Sessantotto” è il titolo della mostra che vuole analizzare il tentativo di costruire un linguaggio artistico “politico” e “popolare” insieme, da parte di chi era umanamente coinvolto in quegli anni di rivoluzione e grande cambiamento.

L’esposizione presenta così un gruppo abbastanza ristretto di artisti, essenzialmente operanti tra Milano e Roma, mettendo a confronto linguaggi cosiddetti “alti” (pittura da un lato e arte “concettuale” e comportamentale dall’altro) e “bassi” (l’illustrazione di riviste e di fanzine, come “Re Nudo” e altre), che in quegli anni hanno cercato di costruire un vero e proprio linguaggio espressivo al contempo innovativo e accettato dalle grandi masse , dove il confronto tra arte e illustrazione, tra arte e ciò che un tempo si definiva “propaganda”, pur essendo entrambi schierati ideologicamente dalla stessa parte, costituisce uno dei motivi più interessanti.

“Se la Francia” – affermano i due direttori Cristina Quadrio Curzio e Leo Guerra – “ha celebrato la sua “Figuration Narrative” con una mostra al Centre Pompidou (maggio 2008), ci pare opportuno che Milano – cuore della protesta studentesca e operaia italiana – faccia altrettanto con gli artisti e anche coi semplici illustratori, che furono testimoni attivi di quella stagione, e che costituirono un esempio importante, duraturo e linguisticamente non secondo a nessuno nell’Europa di quell’epoca”.

Di qui, appunto, il Progetto “Arte ribelle” che dall’11 ottobre, proprio a Milano, presso la Galleria Gruppo Credito Valtellinese di Corso Magenta, approderà in una grande e selezionatissima retrospettiva sui protagonisti, sul fronte dell’arte di quel momento storico e sociale.

80 le opere esposte, assieme a una nutrita serie di documenti illustrati, oltre alle testimonianze fotografiche, centrate soprattutto sul costume dell’epoca.

Tra gli artisti protagonisti, Vincenzo Agnetti, Franco Angeli, Fernando De Filippi, Nanni Balestrini, Age, Paolo Baratella, Gianfranco Baruchello, Fabio Mauri, Mario Ceroli, Emilio Isgrò, Pablo Echaurren, Mario Schifano, Ugo La Pietra, Umberto Mariani, Franco Vaccari, Gianni Pettena, Gianni Emilio Simonetti, Giangiacomo Spadari, Franco Mazzucchelli.

A questi artisti si affiancano coloro – Matteo Guarnaccia tra i molti – che in quel periodo, magari anonimamente, hanno operato nel campo dell’illustrazione, del muralismo e nelle diverse altre forme di comunicazione visiva, a comporre un affresco ragionato di uno dei momenti più magmaticamente creativi della cultura italiana del Novecento.

Credits: Da un’idea di Marco Meneguzzo, e a cura di Cristina Quadrio Curzio e Leo Guerra, direttori artistici delle Gallerie del Credito Valtellinese.

Informazioni utili:
ARTE RIBELLE, 1968-1978 Artisti e gruppi dal Sessantotto
Galleria Gruppo Credito Valtellinese, Corso Magenta n. 59 – Milano
12 ottobre – 9 dicembre 2017
Orari: da martedì a venerdì 13.30-19.30, sabato 15.00-19.00, chiuso domenica e lunedì,

Ingresso libero
Contatti: galleriearte@creval.it – www.creval.it

Fonte: Ufficio Stampa Studio ESSECI

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