“Dentro Caravaggio”, a Milano una mostra sul pittore dissidente

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“Quando non c’è energia, non c’è colore, non c’è forma, non c’è vita”.

Pittore della società, del popolo, dalla spiccata sensibilità moderna. Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, è sicuramente uno degli artisti italiani più amati al mondo.

Ma la sua opera non è sempre stata popolare, al contrario il suo nome, caduto nell’oblio subito dopo la sua morte, è stato rispolverato soltanto a metà del secolo scorso, grazie agli studi di Roberto Longhi che, nel 1951, gli dedicò una mostra epocale a Palazzo Reale di Milano.

E Milano torna oggi a omaggiare il grande artista con la mostra “Dentro Caravaggio”, sempre a Palazzo Reale, con 20 capolavori del Maestro, riuniti tutti insieme per la prima volta.

Un’esposizione unica non solo perché presenta al pubblico opere provenienti dai maggiori musei italiani e da altrettanti importanti musei esteri, ma perché le tele di Caravaggio sono accompagnate da innovativi apparati multimediali che consentono di seguire e scoprire il suo percorso, dal pensiero iniziale fino alla realizzazione finale dell’opera.

Le riflettografie e radiografie, infatti, penetrano così sotto la superficie pittorica da farne emergere il procedimento creativo: i suoi pentimenti, rifacimenti, nonché aggiustamenti nell’elaborazione della composizione.

Caravaggio, inventore della fotografia e artista maledetto

La passione del pubblico verso Caravaggio si deve alla sua volontà di rappresentare la realtà per quella che è e non per come dovrebbe essere.

I suoi dipinti diventano così delle vere e proprie “istantanee fotografiche”, che ritraggono l’attimo esattamente come appare davanti ai suoi occhi.

Ecco perché di “Bacco” ne dà due versioni. Quella sana, e quella malata, la parte bella, ma anche quella negativa, mortificata e malata.

Un’altra opera nella quale si può scorgere questa sua presa di posizione è la “Maddalena penitente”.  Qui Caravaggio non chiama una modella, come voleva la prassi, ma una ragazza del popolo che sa poco e nulla su cosa significa stare in posa per un ritratto.

Non essendo professionale, la ragazza infatti si addormenta e Caravaggio, anziché risvegliarla, la lascia dormire, ritraendola così come la vede, ritraendone l’istante del sonno. Ecco così svelato il perchè lo si definisce l’inventore della fotografia.

Altro motivo di fascino attorno alla sua figura, riguarda la sua vita spericolata, da artista maledetto.

Caravaggio, a Roma, dove si traferisce all’età di 23 anni, ha una doppia vita: vive come un guascone, di notte va nelle osterie, sfida a duello la gente e addirittura arriva a uccidere un uomo.

Una spericolatezza che si riflette anche nelle sue scelte pittoriche. Infatti non appena arriva a Roma, realizza subito che non spetta a lui dipingere cose sacre, quelle le lascia agli altri artisti della sua generazione.

Lui, proprio come farà qualche secolo dopo Pasolini, sceglie i ragazzi di strada e, soprattutto, sceglie di dipingere quello che vede. Come un ragazzo ameno che subito identifica come Bacco.

La mostra milanese

Naturalismo, ambientazione realistica e uso personalissimo della luce e dell’ombra sono i tre elementi che caratterizzano tutti i suoi lavori. Ben visibili nei 20 capolavori riuniti ora nella mostra.

Tra le opere esposte: “Giuditta che taglia la testa a Oloferne” (1601-1602 circa), “San Giovanni Battista” (1604 circa) e “San Francesco in meditazione” (1606); “Maddalena penitente” (1597); “Sacrificio di Isacco” (1603); “Flagellazione di Cristo” (1607); “Marta e Maddalena” (1598-1599) “San Giovanni Battista” (1604) e “Salomé con la testa del Battista” (1607 o 1610).

Esposti inoltre anche alcuni selezionati documenti, provenienti dall’Archivio di Stato di Roma e di Siena relativi alla vicenda umana e artistica di Caravaggio, che hanno cambiato profondamente la cronologia dei primi anni romani e creato misteriosi vuoti nella sua attività.

Scarse, infatti, sono le notizie tra la fine del suo apprendistato presso Simone Peterzano nel 1588 e il 1592 quando compare a Milano in un atto notarile. Così come l’arrivo a Roma è documentato solo all’inizio del 1596 e dunque rimane misteriosa la sua vicenda in questi otto anni, non pochi per un pittore che ha lavorato in tutto meno di quindici anni.

 

Credits: la mostra è a cura di Rossella Vodret. Promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e MondoMostreSkira, in collaborazione con il MIBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Informazioni:

“Dentro Caravaggio”

Milano, Palazzo Reale, Piazza Duomo 12

Dal 29 settembre al 28 gennaio 2018                                                

Orari: Lunedì 14.30 – 22.30,Martedì, mercoledì e domenica 9.30 – 20.00, Giovedì, venerdì e sabato 9.30 – 22.30

Biglietti (audioguida inclusa):Intero € 13,00 / Ridotto € 11,00

Info: tel. 02/92800375 / www.vivaticket.it

Sito: www.palazzorealemilano.it e www.caravaggiomilano.it

                                     

Fonte: Ufficio Stampa MondoMostreSkira e Ufficio Stampa Comune di Milano

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