Himalaya: Trekking estremo

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L’Himalaya è la dimora degli dei, una catena montuosa che comprende le montagne più alte e più spettacolari della Terra, ricche di profonde gole, pittoresche vallate, altopiani e foreste incontaminate con la più alta biodiversità del pianeta.

Estendendosi per 4.000km, l’Himalaya attraversa Paesi di una struggente bellezza, come il Nepal, il Tibet, il Ladakh e il Buthan, abitati da popolazioni la cui spiritualità non ha eguali.

Le vette di queste montagne sono il punto di convergenza di alcune religioni importanti tra cui l’induismo,l’islam, il buddismo, il gianismo e il sikhismo, ecco perchè sono ritenute dei luoghi sacri.

La parola Hima Alaya, deriva dal sanscrito dell’antica India e significa “dimora della neve”, cioè un enorme serbatoio di acqua congelata, fonte dei fiumi sacri come il Gange e l’Indo che sostengono la vita delle pianure aride del nord dell’India.

Anche se diverse spedizioni sono riuscite negli anni a esplorare le sue vette insormontabili, il suo cuore appare sempre impenetrabile a tutti coloro che ci si avventurano.

Ecco perché il trekking sull’Himalaya è considerato una delle esperienze più difficili del mondo e va pianificato analizzando anche il più piccolo dettaglio.

Tuttavia la bellezza di queste montagne non è riservata esclusivamente agli alpinisti esperti. Questo concetto è vero quando si parla di raggiungere le vette più alte come l’Everest e il K2, dove comunque è necessaria una preparazione fisica, ma al giorno d’oggi, l’Himalaya è aperta a tutti e ci sono nuovi modi per vivere un’esperienza indimenticabile senza dover essere un’alpinista a tutti i costi.

Il trekking al campo base del monte Everest, per esempio, è la meta più gettonata, anche se ci sono tante altre mete e adatte a tutti i livelli, dal percorso più facile a quello più estremo.

I percorsi più popolari come l’Everest, l’Annapurna e la valle del Ladakh Markha, sono ben preparati al turismo e hanno una buona rete di lodge in cui è possibile soggiornare, permettendo così agli escursionisti con budget limitato, di poter spostarsi facilmente senza doversi portare dietro attrezzature per i campeggi.

Annapurma Base Camp

I viaggiatori con un budget più elevato, invece, possono rivolgersi ai tour operators che organizzano spedizioni con inclusi i pernottamenti, le guide e i portantini. 

Trekking facile

In Nepal ci sono dei percorsi facili che non superano la quota di 2.500 metri e includono la visita dei graziosi villaggi di Landruk e Ghandruk, dove si può ammirare la vista mozzafiato della catena montuosa Annapurna e della colossale piramide del Dhaulagiri, la settima vetta più alta del mondo.

Anche in India, nella zona di Ladakh, ci sono itinerari facili con trekking e pernottamenti nelle homestay (case famiglia), che includono la visita dei monasteri tibetani, rafting facile sul fiume Indo e trekking di tre giorni attraverso il passo del Sarmanchan La, a 3.750 metri di quota.  

Trekking estremo

Sebbene il turismo in Himalaya stia cambiando velocemente e diventando sempre più accessibile a tutti, esistono ancora delle zone incontaminate.

Percorsi adatti solo ai viaggiatori più avventurosi, che non sono spaventati dall’idea di dormire in tenda per diversi giorni e che soprattutto sono fisicamente preparati per affrontare le altitudini e le situazioni più estreme.

In Pakistan, sulla catena montuosa Karakoram, dove ci sono pochissimi villaggi, il trekking è reso affascinante dall’isolamento e dal gusto della scoperta di posti inesplorati.

L’esperienza più quotata è sicuramente quella che parte dal campo base del K2, percorso che conduce alle vette più belle, come il Trango Towers e il Masherbrum, prima di raggiungere la Concordia, una confluenza di due possenti ghiacciai con una vista spettacolare sul K2.

Per completare il percorso e raggiungere il campo base del K2, ci vogliono almeno 15 giorni di cammino a una media di 13 km al giorno. Il prezzo medio per un pacchetto del genere costa circa 3,800-4,700 Euro a persona, esclusi i voli internazionali.

In alternativa al Pakistan, un altro percorso parte dal Nepal, presso il lungo e arduo circuito Manaslu.

La montagna Kingdoms offre un percorso leggermente diverso e porta a scoprire paesaggi remoti incontaminati, ricchi di una affascinante cultura locale, perfetta introduzione al trekking estremo in Himalaya.

Il vero trekking estremo è però quello del “Great Himalayan Trail”, che attraversa l’intero tratto di montagne del Nepal.

Un percorso diviso in 10 sezioni, ciascuna delle quali viene completata in circa 2,3 settimane di cammino.

Quando partire:

Il monsone estivo è molto più severo sull’Himalaya orientale rispetto a quella occidentale, per cui i mesi migliori per fare trekking in India e Nepal sono Aprile/Maggio o Ottobre/Novembre. 

Questi sono i mesi con un’alta concentrazione di escursionisti che si recano in Nepal per fare trekking al campo base dell’Everest.

Coloro che vogliono fare trekking durante le vacanze estive, possono recarsi un pò più a ovest. Zanskar, Ladakh e Kashmir, a nord della catena Himalayana, godono delle migliori condizioni climatiche durante i mesi estivi di Luglio e Agosto.

Questi sono anche i mesi migliori per le spedizioni sul K2 e il resto del Karakoram, incluso il Kashmir e l’Hindu Kush.

 

Info utili al sito: www.nepaltrekking.it

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