Una figura storica controversa: il Conte di Cagliostro

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Io non sono di nessuna epoca e di nessun luogo: al di fuori del tempo e dello spazio, il mio essere spirituale vive la sua eterna esistenza.

Conte Alessandro Cagliostro

 

Il Conte Alessandro Cagliostro, al secolo Giuseppe Balsamo, è una delle figure storiche italiane più controverse e misteriose. Nato a Palermo nel 1743 da una famiglia di commercianti, quindicenne entra nella Confraternita della Carità, da cui presto però ne esce per dedicarsi a una da avventuriero.

Visse la sua vita tra Roma, Napoli, Londra e Parigi: qui venne accolto dalla Parigi Bene e fondò un personale rito massonico egiziano chiamato “La saggezza trionfante”. A causa di un truffa venne però imprigionato con la moglie nella Bastiglia. Riuscì a dimostrare la sua innocenza e fu scarcerato, ma gli fu imposto di lasciare la città francese. Scappò prima a Londra e successivamente a Roma.

Con sua moglie, Lorenza Feliciani sposata nel 1768, visse in una locanda a piazza di Spagna e successivamente a Villa Malta (l’attuale via di Porta Pinciana), esercitando con non poche difficoltà la professione di medico.

Cominciò allora a sfruttare le sue doti medianiche presenziando riti spiritistici e, allo stesso tempo, fondò una setta massonica. Nella notte del 27 dicembre 1789 e seguito di una denuncia alla Santa Inquisizione da parte della moglie, viene arrestato e rinchiuso nelle prigioni di Castel Sant’Angelo.

Il processo a Cagliostro fu velocissimo: sua moglie, oggi diremmo teste chiave, confessò tutti i reati del marito, venendo assolta, il conte, invece fu costretto all’abiura il 13 aprile 1791 e condannato a morte, anche se la sentenza fu poi mutata in ergastolo.

Il Conte venne imprigionato solo per una settimana in una delle carceri di Castel Sant’Angelo (la zona è visitabile), fu poi trasferito a San Leo, località sull’Appennino tosco-romagnolo. La cella di San Leo, più che una cella è una vera e propria botola: Cagliostro venne calato al suo interno dal soffitto, praticamente fu murato vivo.

Visse per quattro anni al buio quasi totale (la poca luce che filtrava all’interno della cella proveniva da una piccolissima finestra nell’alto della cella) e immobilizzato, fino a diventare semiparalizzato.

Il conte di Cagliostro morì il 23 agosto del 1795, dopo tre giorni di sofferenza senza mai pentirsi delle sue idee e fu sepolto come ‘infedele’. Attorno a questa figura ruotano varie leggende, come quella relativa al presunto inscenamento della sua morte o che sia stato lui l’inventore del famoso motto della Rivoluzione Francese: “libertà, uguaglianza, fratellanza”.

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