Le pitture di Franca Pisani al Macro Testaccio di Roma

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Roma. “Codice Archeologico. Il recupero della Bellezza” è il titolo della personale dedicata a Franca Pisani, visitabile al Macro Testaccio fino al prossimo 26 novembre.

La pittrice espone qui un’ampia serie di dipinti di grandissime dimensioni sintoniche a quelle attualmente ospiti della Biennale di Venezia, Padiglione della Repubblica Araba Siriana.

E se l’esposizione di Venezia, “La Sposa del Deserto”, è dedicata a Palmira, quella di Roma prende invece in considerazione altri siti archeologici dell’oriente vicino e non, come Nimrud e Mosul.

47 le opere presenti volte a testimoniare l’approfondito lavoro di studio di Franca Pisani sulla memoria di alcuni elementi primordiali della storia dell’umanità.

Tra affreschi, quadri, istallazioni e ben 10 “teleri”, supporti tipici dell’arte veneziana del ’400 e del ’500 che nel dialetto veneziano significano telai.

Si tratta di grandi tele (ma senza il tipico riquadro ligneo) posizionate direttamente al muro e fatte di lino, elemento che per le sue preziose qualità risultava il preferito dagli artisti dell’epoca.  Riproposto qui da Pisani sia per compire un’indagine nella tradizione, sia per confrontarsi con le regole che la necessaria forza espressiva impone per questi grandi oggetti d’arte. l risultato è una sorta di incanto che la location romana rende più coinvolgente

Il percorso della mostra si articola su quattro livelli e propone al visitatore una sorta di viaggio emozionale alla ri-scoperta di quattro siti archeologici di importanza fondamentale che hanno tracciato la storia comune di tanti popoli: Hatra, Nimrud, Bamiyan e Palmira.

Il primo livello è un’installazione dove Nomade anziano ci conduce idealmente in Afghanistan, nella Valle di Bamiyan vicino Kabul, ovvero il sito archeologico che era caratterizzato da due Buddha giganti scavati nella roccia, oggi non più visibili poiché distrutti dalla furia umana.

Nel secondo livello Nomade Vento fa compiere al visitatore un’incursione in Iraq, nel sito di Hatra Mosul, vicino Baghdad, dove fino a poco tempo fa esistevano sculture raffiguranti tori con teste umane (androcefalo), i Lamassu.

Nomade Adolescente è il conducente del terzo livello, dove il visitatore può rivivere il fascino della città assira di Nimrud di biblica memoria, situata sul fiume Tigri, ricca di suggestione e di riferimenti al nostro passato.

Infine, nel quarto livello Nomade Curioso rivela il continuum dell’opera dedicata alla memoria dell’antica città di Palmira ed è rappresentato da L’albero di Pietra – un tronco di frassino in cui è inserito un cilindro in marmo statuario delle Alpi Apuane su cui sono stati scolpiti dei segni primordiali secondo l’antica arte dei marmi e dei graniti – che rappresenta una sorta di leitmotiv dell’attività artistica di Franca Pisani.

 

Credits: a cura di Duccio Trombadori. Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Informazioni:

“Codice archeologico – Il recupero della bellezza”

MACRO Testaccio di Roma, Padiglione 9B Piazza Orazio Giustiniani, 4

Orario: da martedì a domenica, ore 14.00-20.00 (la biglietteria chiude 30 minuti prima) Chiuso il lunedì

Biglietto MACRO Testaccio:

Tariffa intera: non residenti 6,00 €, residenti 5,00 €

Tariffa ridotta: non residenti 5,00 €, residenti 4,00 €

Biglietto cumulativo MACRO via Nizza + MACRO Testaccio:

Tariffa intera: non residenti 12,50 €, residenti 11,50 €

Tariffa ridotta: non residenti 11,50 €, residenti 10,50 €

Ulteriori informazioni:  www.museomacro.org

 

Fonte: Ufficio stampa mostra: Marco Ferri e Zetema Progetto Cultura

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