Paesini arroccati e distese di lavanda: weekend in Provenza per sentirsi ancora in vacanza

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Anche se è in estate che la Provenza da il massimo del suo splendore, non meno bella si mostra a settembre, quando la stagione de sol leone volge al termine e si avvicina quella dei colori caldi, malinconici e del clima mite dell’autunno. Un momento magico per trascorrere un meraviglioso weekend tra i romantici e violacei profumi di lavanda e i paesini arroccati, seguendo le tracce di paesaggi sconfinati e una natura pacata e misteriosa, decantata dal pennello dei migliori pittori impressionisti e post impressionisti che in questi luoghi scelsero di vivere, fermarsi e dar vita alla loro anima.

Luogo del cuore di artisti di tutto il mondo, andare in Provenza significa perdersi prima nei campi di lavanda, per lasciare spazio poi ai numerosi e pittoreschi borghi e villaggi abbarbicati sulle dolci colline provenzali, e poi nei mercati, nei vigneti, nella rigogliosa distesa di natura.

Ecco alcuni luoghi consigliati se si hanno pochi giorni a disposizione

Aix en Provence

Una piccola Parigi nel cuore della Provenza, con lo spirito adattabile della piccola cittadina in un cuore vitale e stimolante come solo le grandi città del mondo sanno regalare. Si trova nel sud della Francia, nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra e vanta quasi duemila anni di storia. Abbracciata da un territorio collinare, a metà via tra la costa mediterranea e il massiccio di Luberon, è la città delle cento fontane, tanto amata dal famoso pittore impressionista Paul Cezanne, che qui è nato e ha vissuto per buona parte della sua vita. in lei batte un cuore vivo e vivace, fatto di bellezze architettoniche, passeggiate nel verde e all’insegna dello shopping e alla ricerca della nobiltà e delle meraviglie del barocco.

Cours Mirabeau

Atelier di Cezanne

Luoghi simbolo della città:

Corso Mirabeau, un lungo viale alberato, adornato di tre fontane e contornato da splendide e pittoresche case decorate. Il corso divide in due parti Aix: la città nuova e quella vecchia, in cui si rispecchiano le antiche mura del sedicesimo secolo.

Cattedrale di Saint Sauveur, splendida e imponente, si trova davanti alla facoltà di diritto sempre in Cours Mirabeau. Luogo importante per Cezanne, che qui si sedeva a Messa, sotto il Trittico del roveto ardente di Nicolas Froment. È bello entrarci e notare la diversità di stili che convivono senza calpestarsi i piedi: dal romanico al gotico al barocco. La sua epoca si estende tra l’undicesimo e il tredicesimo secolo, la sua facciata ha uno splendido rimando gotico nel portale intarsiato, al suo interno brillano arazzi del sedicesimo secolo, opere d’arte e un chiostro romanico.

Studio Cezanne, situato a poco meno di un chilometro dalla cattedrale, sulla collina dei Lauves, al n. 9 di Avenue paul Cezanne, è l’atelier in cui il grande pittore ha lavorato, qui si racchiude l’essenza creativa del maestro post impressionista francese. Il piccolo edificio conserva ancora gli oggetti cari al pittore: pennelli, tavolozze, colori, i mobile, le ultime nature morte. Entrandovi sembra quasi che da un momento Cezanne possa sbucare dall’angolo sporco di colore e immerso nel suo climax creativo.

Sorgenti Termali. Aix è anche città termale, ricca di bellissime sorgenti. Nel cuore della cittadina sorge la fonte Regina Jeanne, nota fin dall’antichità per le proprietà benefiche della sua acqua: rilassante, depurativa e ottima come tonico per le vene. Nella parte nord del centro storico è possibile godere delle Thermes Sextius, affiancate dalla Torreluque del sedicesimo secolo, costruite sulle fondamenta delle terme romane Aquae Sextiae, dai cui scavi archeologici è emersa una grande piscina visibile all’ingresso. qui l’acqua sgorga a 33° ed è alla base di tutti i trattamenti offerti. Si dice che anche Paolina Bonaparte amasse giungere ad Aix en Provence per beneficiare delle sue magiche acque.

Il Château de la Gaude, un bellissimo castello restaurato nel diciottesimo secolo, con un’architettura da fiaba e noto per i bellissimi giardini in puro stile francese.

Quartiere Mazarine, situato sulla sponda opposta al corso Mirabeau e caratterizzato da hôtel particulier settecenteschi di impronta parigina. Proprio in quel settore di città, merita menzione il museo Granet, ampliato e restaurato in occasione del centenario della morte di Cézanne, sede di originali rassegne legate alla pittura impressionista.

Abbazia di Sénanque

In un paesaggio idilliaco, tra distese di campi di lavanda, si trova l’abbazia di Sénanque è di fatto l’icona per antonomasia della Provenza. L’abbazia cistercense è uno degli esempi più affascinanti di architettura monastica, fondata nel 1148, e vanta un bellissimo dormitorio, una bella chiesa e un grazioso chiostro. Arrivando, ci si immerge in un clima fatto di profumi e sentori spirituali, che sprofondano nel violaceo colore di lavanda. Un posto magico.

Arles

Quando si parla di Arles, viene subito in mente Vincent Van Gogh e la ‘casa gialla’ che condivise con l’amico Paul Gauguin. Di tracce qui il pittore olandese ne lasciò parecchie e non a caso proprio qui scelse di vivere gli ultimi anni della sua vita, dando libero sfogo ad un genio creativo che produsse a raffica più di 300 opere solo qui, in questo paradiso provenzale in cui egli trovò la sua massima ispirazione.

Arles

La casa gialla di Arles

Chiesa di Saint Trophime

I luoghi simbolo di Arles:

L’Anfiteatro romano, il centro della Feria di Arles, la festa di Pasqua che attira in città turisti e appassionati di corrida. È riconosciuto Patrimonio mondiale Unesco e per secoli spettatori si sono seduti sui suoi spalti per godere dei sanguinosi combattimenti di gladiatori. Almeno fino al 404 quando il Cristianesimo intervenne a proibire queste furiose lotte. Da lì è iniziata una decadenza dell’anfiteatro, a cui vennero asportate intere parti per costruire, sotto le arcate, una sorta di cittadella fortificata con 200 case e due cappelle. Nel 1825 è iniziato poi il recupero e l’arena venne identificata come Monumento Nazionale.

Il teatro antico, un’altra meraviglia mondiale di cui purtroppo non restano che poche vestigia: le gradinate, due colonne della scena e i mosaici sul pavimento dell’orchestra. Il teatro fu infatti usato come cava durante il Medioevo per la costruzione della città e il risultato di questo saccheggio fu questo, una sua pressoché quasi totale spoliazione. Oggi il teatro antico viene utilizzato come cinema estivo all’aperto.

La Chiesa e il chiostro di Sant Trophime, un vero gioiello questo chiesa romanica dedicata al primo vescovo di Arles. Ispirato ad un modello di arco di trionfo diffuso in Provenza nel XII secolo, il portale è la più alta espressione dell’arte romanica provenzale, scolpito con una elaborata scena della Bibbia. Alla destra del portale un meraviglioso Chiostro, emblema della fusione tra romanico e gotico, generando una dei complessi architettonici più belli dei tutta la Provenza.

Abbazia di Montmajour, sorge appena qualche chilometro fuori dal centro storico, ma vale la pena arrivarci per restare estasiati da questa abbazia fondata nel decimo secolo, nel luogo in cui c’era un’isola in mezzo a una palude. Il complesso monastico è formato da più strutture: Chiesa di Notre-Dame ad unica navata e transetto; accanto il bellissimo Chiostro che domina la Torre dell’Abate, da cui si gode un bel panorama sulla campagna e sulla Camargue. Superato un piccolo cimitero si arriva nella minuscola ma bellissima Chiesa di St-Pierre, in parte scavata nella roccia. Infine la Cappella della Ste-Croix, costruita fuori dall’abbazia per permettere ai fedeli di pregare senza violare la clausura dei monaci.

I luoghi di Van Gogh. Un modo affascinante di scoprire la provenzale Arles è quello di camminare sulle tracce dei luoghi che hanno ispirato Van Gogh per i suoi dipinti: Il Caffè Van Gogh, dove nel 1888 il pittore olandese litigò col suo amico Paul Gauguin seduto al tavolo e gli tirò un bicchiere; Place Lamartine dove c’è la ‘casa gialla’ (oggi di un pallido lilla), la casa che i due condivisero per un periodo della loro vita, quella che Van Gogh dipinse nella “La casa gialla” e al cui interno si trova la famosa “Stanza ad Arles“; il Lungo Rodano, meglio se di notte, dove si può trovare l’angolazione da cui dipinse la straordinaria “Notte stellata“; e poi tutte le campagne circostanti, da cui è possibile comprendere il perché Van Gogh amasse tanto dipingere girasoli e campi di grano.

Avignone

Avignone è il cuore della Provenza, una città vivace, ricca di storia e monumenti. Con la sua cinta muraria riverbera i fasti del passato di città d’arte e cultura quando fu per quasi un secolo sede papale fino allo scisma del 1377. Affacciata sul Rodano, stretta dalle mura possenti, punteggiata di hôtels particuliers, viuzze tortuose e piccole piazzette all’italiana, Avignone si concentra intorno al meraviglioso Palazzo dei Papi, l’immensa costruzione che alla città portò soldi e molti artisti.

Avignone, Palazzo dei Papi

Ponte di Avignone

Luoghi simbolo:

Il palazzo dei Papi. Nel 1305 Papa Clemente V è costretto a scappare da Roma, si rifugia ad Avignone. La piccola e sconosciuta cittadina provenzale, diventa, da quel momento la nuova capitale del cattolicesimo. In soli 20 anni fu realizzato questo splendido palazzo: il Palazzo Vecchio e quello Nuovo furono decorati e abbelliti da Matteo Giovannetti, artista giottesco. Anche se spogliato nei secoli dei suoi arredi, il Palazzo dei Papi resta una meta imperdibile di Avignone, con la Sala del Concistoro, quella della Grande Udienza con la grande ruota che da il nome al Tribunale della Sacra Rota, la Cappella Maggiore.

Il Ponte di Avignone. Edificato tra il 1177 e il 1185, quando era considerato un vero capolavoro di ingegneria. Una meraviglia sospesa sul Rodano

La Cattedrale. La più importante chiesa di Avignone, cattedrale cittadina, costruita nel XII secolo dove poi troverà posto anche il Palazzo dei Papi.

Valensole

Uno dei più belli e abbaglianti itinerari della lavanda, passa proprio per l’altopiano di Valensole, per ammirare violacee e romantiche distese di lavanda, in una fascia che copre 800 chilometri quadrati a 500 metri sul livello del mare. Regno della celeberrima pianta profumata della Provenza, questo territorio, ricoperto di campi di lavanda e di grano, è costellato di graziose località come Saint-Martin-de-Brômes, Riez o, ancora, Esparron-de-Verdon.

Valensole

Valnesole

Un fazzoletto di terra compreso tra valle della Durance e le meravigliose gole del Verdon. Nel villaggio di Valensole, si produce un miele di lavanda dal sapore sottile e delicato. Sono numerosi, poi, i festival in onore della lavanda: la festa della lavanda a luglio, a Valensole; la sfilata della lavanda e la fiera della lavanda ad agosto, a Digne-les-Bains.

 

E se vi resta ancora un po’ di tempo…

Roussillon

Dal viola della lavanda ci spostiamo al caldo color giallo ocra. Siamo infatti nel cuore della Valle delle ocre, a Vaucluse. Roussillon è un villaggio dalle calde tonalità giallo acceso, delle sue rocce, uno dei più affascinanti della regione. Una vera tavolozza di colori da pittore! Le case e l’ambiente diventano tutt’uno grazie alle tante sfumature rossastre e ocra della terra estratta dalle cave vicine. Il risultato è un villaggio dai mille colori che sotto il potere della luce del sole si accende e vi staglia nel blu del cielo limpido immerso in una verdeggiante natura incontaminata.

Valle delle ocre

Valle delle ocre

Sentiero delle Ocre

Da non perdere è il sentiero delle Ocre, un percorso abbracciato da una variopinta tela di colori, su cui è possibile camminare tra le falesie che scivolano da un giallo acceso al violetto, al centro di una vegetazione spettacolare conosciuta come la Passeggiata dei giganti.

I sapori della Provenza

La cucina provenzale è conosciuta come cuisine du soleil (cucina del sole), colorata e ricca di ortaggi e frutta, frutti di mare e con piatti tipici della tradizione mediterranea, caratterizzati da un mix delizioso di olio di oliva, aglio ed erbe aromatiche.

Le tavole provenzali sono un tripudio di aromi, profumi e sapori del territorio, inondato di uliveti, campagne con animali al pascolo, risaie e villaggi sulla costa con pescherecci che rientrano in porto carichi di pesci e frutti di mare.

Boef en daube

Plat de fruit de mer

Calissons

Piatti di terra

Soupe au pistou: zuppa al pesto, una specie di minestrone ricco insaporito da una salsa al basilico, pinoli e aglio, praticamente onnipresente nella cucina provenzale.

Ratatouille: uno stufato di verdure (melanzane, zucchine, peperoni verdi) saltate con olio, aglio ed erbe.

Arichauts à la barigoule: piccoli carciofi locali violetti farciti con il lardo e cotti nel vino.

Boef en daube: stufato di manzo o cinghiale marinato nel vino rosso, con cipolle, aglio e pomodori.

Piatti di pesce

Bouillarbasse: è la zuppa di pesce più famosa della Provenza che arriva direttamente dalla tradizione marsigliese. È composta da pesci locali tra cui triglie e scorfani con pomodoro e zafferano servita in un abbondante brodo e pane abbrustolito con una maionese piccante chiamata rouille.

Plat du fruit de mer: misto di cozze, granchi, gamberi e ricci di mare.

Supions frits: calamari saltati in padella e conditi con aglio e prezzemolo

Dolci

Papalines d’Avignone: praline di cioccolato al liquore.

Calissons: biscotti alle mandorle coperti di glassa tipici di Aix-en-Provence.

Tarte tropézienne: crostata alla crema tipica di Saint-Tropez.

 

Fonti: Aix en Provence Office de Tourisme, Guida online della Provenza, Sto ufficiale del turismo in Francia (france.fr)

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