Picasso a Roma: una mostra chiude le celebrazioni per il centenario del suo viaggio in Italia

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La pittura è più forte di me; mi costringe a dipingere come vuole lei (Pablo Picasso)

Un motivo in più per visitare Palazzo Barberini è oggi offerto dalla ghiotta occasione di vedere un magistrale capolavoro di Pablo Picasso, giunto a Roma al culmine del ciclo di manifestazioni dedicate al centenario del gran tour che il pittore catalano ha compiuto in Italia nel 1917: si tratta del sipario dipinto per Parade, una immensa tela lunga 17 metri e alta 11, che l’artista realizzò per il balletto Parade, commissione che lo portò dritto in Italia nel 1917.

Cento anni sono passati da quel lungo viaggio che lo vide solcare per la prima volta le strade di Roma e di Napoli, al seguito dell’amico Jean Cocteau (ideatore del balletto). Le rovine romane della capitale e dall’arte popolare napoletana lo affascinarono al punto da segnare in maniera indelebile la sua arte e la sua vita privata (proprio a Roma, mentre preparava i costumi e le scene per i Ballets Russes di Diaghilev, conobbe infatti la ballerina russa Olga Khokhlova che divenne poi sua moglie).

Così fino al prossimo 21 gennaio, la sala affrescata da Pietro da Cortona di Palazzo Barberini ospita questa immensa tela, che a guardarla fa sentire piccoli. L’architettura di Bernini e Borromini diventa così cornice per un emozionante dialogo tra l’opera di Picasso e la più celebre volta affrescata del barocco romano.

Un’esposizione che è parte in realtà della più ampia mostra che Roma dedica a Picasso al culmine delle celebrazioni del centenario di questo viaggio tutto italiano del pittore: sempre fino al prossimo 21 gennaio infatti le Scuderie del Quirinale diventano sede dell’esposizione “Picasso. Tra cubismo e classicismo: 1915-1925. Così tutta la Capitale si irradia del genio catalano e delle sue opere.

Solo alle Scuderie sono raccolti più di 100 capolavori tra tele, gouaches e disegni oltre a fotografie, lettere autografe e altri documenti, selezionati dal curatore Olivier Berggruen con Anunciata von Liechtenstein.

Tra questi, il Ritratto di Olga in poltrona (1918), Arlecchino (Léonide Massine) (1917), Natura morta con chitarra, bottiglia, frutta, piatto e bicchiere su tavolo (1919), Due donne che corrono sulla spiaggia (La corsa) (1922), Il flauto di Pan (1923), Saltimbanco seduto con braccia conserte (1923), Arlecchino con Specchio (1923), Paulo come Arlecchino (1924), Paulo come Pierrot (1925).

Un forte accento è posto sul metodo del pastiche, analizzando il modo in cui Picasso lo utilizzò come strumento al servizio del modernismo, in un percorso dal realismo all’astrazione tra i più originali e straordinari della storia dell’arte moderna.

La mostra illustra gli esperimenti condotti da Picasso con diversi stili e generi: dal gioco delle superfici decorative nei collage, eseguiti durante la prima guerra mondiale, al realismo stilizzato degli “anni Diaghilev ”, dalla natura morta al ritratto.

Una mostra che riflette il grande impatto che il soggiorno in Italia ebbe sull’arte del maestro spagnolo, come messo in luce dalle numerose opere d’ispirazione classica realizzate nel periodo successivo a quel viaggio; opere concepite ed elaborate in maniera personalissima, come sottolinea il curatore Olivier Berggruen:

«Delle statue antiche lo avevano colpito la monumentalità e la sensualità nascosta, più che le forme e le proporzioni. Ma poi, anticipando certe moderne trasgressioni, Picasso aveva iniziato a mettere insieme con grande disinvoltura “alto” e “basso”. Nella sua voglia di un’arte che fosse al tempo stesso più moderna ma anche più primitiva, interessandosi ancora più a tutti quei mondi “ai margini della classicità”, preferendo all’Antica Roma e al Rinascimento gli Etruschi, gli affreschi erotici di Pompei, le maschere della Commedia dell’arte, la vita frenetica della via Margutta del 1917 o quella dei vicoli di Napoli».

Tutto questo mentre a Palazzo Barberini risplende Parade, voluto e realizzato per un balletto che, come preciserà l’amico e critico Apollinaire, sarà destinato a sconvolgere non poco le idee degli spettatori e la stessa produzione del “genio Picasso”.

Parade, conservata al Centre Georges Pompidou di Parigi, è stata esposta solo in rare occasioni, a causa delle sue monumentali dimensioni, e oggi è a Roma, per chiunque voglia restarne estasiato.

Il balletto teatrale Parade, ideato da Jean Cocteau e andato in scena per la prima volta in una Parigi del 1917 era il frutto della collaborazione tra l’impresario Sergej Djagilev, il musicista Erik Satie, il coreografo Léonide Massine e, soprattutto, Picasso, che concepì l’idea del sipario proprio a Roma, durante un viaggio in Italia con Cocteau in cerca di ispirazione.

Accanto a Parade anche i bozzetti per le scenografie e i fondali per il balletto Pulcinella, due spettacoli teatrali fortemente influenzati dall’esperienza del tour italiano. A Roma Picasso incontrò l’arte di Raffaello, a Napoli ammirò l’Ercole Farnese e gli altri capolavori classici del Museo Archeologico, oltre all’impatto artistico ed emotivo che ebbe su di lui il fascino misterioso degli affreschi di Pompei.

Si chiude così in bellezza l’anno di celebrazioni per i cento anni di quel lungo tour italiano del maestro catalano, che ha visto negli scorsi mesi un susseguirsi di mostre ed eventi (dal museo di Capodimonte di Napoli agli scavi di Pompei fino alla mostra di Castiglione del Lago), di cui questa tappa alle Scuderie del Quirinale e a Palazzo Barberini rappresenta il culmine.

Un video che mostra il dietro le quinte dell’allestimento. Dall’arrivo di Parade a Palazzo Barberini fino allo splendido risultato finale che ha visto l’opera di Picasso splendidamente accolta nella sala affrescata da Pietro da Cortona.

 

Info utili

Alle Scuderie del Quirinale

Picasso.
Tra Cubismo e Classicismo 1915‐1925

Periodo: 22 settembre 2017 – 21 gennaio 2018
Orari: dalla domenica al giovedì dalle 10.00 alle 20.00
venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30
Biglietti: Intero € 15,00 (audioguida inclusa)
Ridotto € 13,00 (audioguida inclusa)

A Palazzo Barberini

Picasso e il Salon de Parade

Periodo: 22 settembre 2017 – 21 gennaio 2018
Orari: martedì/domenica 9.00 – 19.00. La biglietteria chiude alle 18.00
Biglietto Barberini-Corsini: Intero 12 € – Ridotto 6 €

Credits: Mondo Mostre, Comin & Partners, Maria Bonmassar

 

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