Autunno in Barbagia, tra storia e natura selvaggia nel cuore della Sardegna

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La Sardegna è una terra che solitamente evoca mare, spiagge mozzafiato e vacanze estive ma nell’isola c’è anche dell’altro. La Barbagia è un affascinante territorio nel cuore della Sardegna dove ogni anno si svolge la mostra itinerante “Autunno in Barbagia” che porta i turisti alla scoperta delle tradizioni culturali, artigiane ed enogastronomiche di questa parte di isola.

La Barbagia presenta un territorio impervio e al tempo stesso suggestivo con i suoi monti e la natura selvaggia che la rendono unica. Qui si trova la catena montuosa più alta della Sardegna, il massiccio di Gennargentu. Barbagia non è un nome casuale: la particolarità di queste terre portarono i romani a chiamare questa regione Barbaria per la sua difficoltà ad accedervi e ad essere controllata.

Massiccio di Gennargentu

Autunno in Barbagia coinvolge 32 centri del nuorese che per 16 fine settimana tra settembre e dicembre ospitano a turno sagre e intrattenimenti di vario genere per mettere in risalto le caratteristiche distintive di ogni comunità.

Nel mese di settembre trovano spazio soprattutto le eccellenze artigiane e le prelibatezze locali toccando località come Bitti, patrimonio Unesco famosa per il canto a Tenore e il villaggio-santuario su Romanzesu, e la caratteristica Oliena. La Barbagia regala anche paesaggi multiformi come le montagne del Supramonte a Dorgali e il gigante calcareo del Monte Albo, a Lula.

L’attenzione si sposta maggiormente sulle tradizioni, le leggende, e le testimonianze del passato riguardanti queste terre una volta arrivato il mese di ottobre: dalla tradizione artigiana di Gavoi alle leggende sulle Janas – le fate del folklore sardo – di Meana Sardo, dalla suggestiva e misteriosa atmosfera di Lollove ai paesaggi fiabeschi di Aritzo. Nell’immenso patrimonio naturalistico di Belvì passa il Trenino Verde con arrivo nell’antica stazione del borgo de is caschettes.

A novembre la mostra arriva a Nuoro, ridefinita l’Atene sarda per essere città simbolo di cultura e tradizioni, dove è in programma un percorso culturale attraverso i suoi musei. I mestieri delle antiche botteghe di Orotelli, i gioielli architettonici del paese dei laureati Olzai o i riti ancestrali di Mamuthones e Issohadores a Mamoiada caratterizzano la mostra in questo mese.

Storia e archeologia ma anche la natura incontaminata sono le protagoniste dell’ultima parte di Autunno in Barbagia. A Teti, dove non può mancare una visita al santuario di Abini e al villaggio s’Urbale, è stata trovata la più antica opera sarda, la Venere dormiente. A Fonni – la località più alta dell’isola – c’è spazio anche per gli amanti dello sci con le tante piste presenti; a conferma che la Sardegna non è sinonimo soltanto di estate e spiagge meravigliose.

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