Roma, Appia Antica: imbrattata la Cisterna del Ninfeo e crollo al Quo Vadis

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È da venerdì scorso che la Cisterna Ninfeo nel parco della Caffarella è stata imbrattata con croci celtiche, scritte volgari e slogan fascisti.

Si tratta dell’ennesimo sfregio al parco dell’Appia Antica, uno dei territori prestigiosi di Roma nonché area verde del quadrante sud della capitale. Come se non bastasse, domenica scorsa ha ceduto un pezzo dello stemma della chiesa del Domine Quo Vadis di via Appia Antica. L’incidente, simile a quello accaduto a Firenze qualche giorno fa nella Basilica di Santa Croce e che ha ucciso un turista, fortunatamente non ha minato l’incolumità di nessuno.

Per quanto riguarda la pulitura delle pareti esterne della Cisterna Ninfeo (III d.C.) l’ente parco regionale dell’Appia Antica ha dichiarato a Repubblica  di aver contatto l’Am, che offre il servizio di idrosabbiatura, una tecnica specifica per ripulire i monumenti dalle vernici delle bombolette spray.

È stato uno schiaffo – commenta amareggiata la direttrice del Parco regionale dell’Appia Antica, Alma Rossi – la Cisterna Ninfeo è stata abbandonata per anni, l’abbiamo liberata dal degrado con molta fatica: anni fa ci abitavano dei clochard. Nel gennaio del 2016, dopo un importante lavoro di restauro, è stata aperta al pubblico“.

L‘ipotesi di recintare il parco della Caffarella per controllare l’ingresso, ed evitare che i vandali danneggino gli antichi monumenti, è escluso dalla direttrice Rossi che punta su un percorso di sensibilizzazione.

 

Fonte: La Repubblica

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