Archeologia, civiltà scomparse: i 5 siti da non perdere

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Civiltà scomparse, culture ancestrali, luoghi impervi. L’archeologia offre sempre spunti interessanti per organizzare viaggi avventurosi e ricchi di mistero. Ecco cinque siti archeologici da visitare per svegliare l’Indiana Jones che è in voi.

Angkor, Cambogia

L‘impero Khmer sorse in Cambogia tra il 900 e il 1400, la cui capitale era Angkor: città che attorno al 1.200 dopo Cristo era abitata da quasi un milione di abitanti. Dopo pochi secoli la città fu abbandonata. Oggi Angkor è un sito archeologico ricco di  templi di pietra, immersi nella giungla, a 20 minuti a nord di Siem Reap che possono essere visitati autonomamente o con tour guidati in bicicletta, in bus, in elicottero o a dorso di elefante.

Petra, Giordania

Una leggendaria città scolpita nella roccia rossa. Qui abitò il popolo nomade dei Nabatei, che fece sorgere Petra in questa particolare posizione per controllare le rotte commerciali di oro, incenso, mirra e spezie. L’impero dei Nabatei durò 500 anni e fu inespugnabile fino alla conquista dei Romani. Per secoli di Petra non si seppe più nulla, fino a quando non venne riscoperta dallo svizzero Johann Ludwig Burckhardt. Petra è uno dei siti archeologici più visitati al mondo: i tour previsti si fanno a cavallo o a dorso d’asino  fino all’imbocco del Siq, il canyon di arenaria che accede segretamente alla città, poi si prosegue a piedi tra pareti alte fino a 200 metri, fino al tesoro del faraone, il monumento dalla facciata scolpita, e al maestoso monastero. Simbolo di Petra è l’antica tomba di Aretas III, con figure della divinità e della mitologia, scavata nella roccia.

Cartagine, Tunisia

A nord di Tunisi sorgono le rovine di Cartagine, la leggendaria città punica fondata dalla principessa Didone nell’814 a.C. maestosa come Roma e che dopo la distruzione fu ricostruita da Cesare. Gli arabi secoli dopo la rasero completamente al suolo. Gli scavi oggi sono raggiungibili con la metropolitana leggera scendendo alla fermata Carthage-Hannibal, a meritare sono le terme di Antonino, le cisterne, la chiesa Damous el Karita e il suo teatro.

Palenque, Messico

Situato nella foresta ai piedi dei monti del Chiapas, nel Messico sudoccidentale, il sito di Palenque esiste da un secolo prima della nascita di Cristo. Cinque secoli dopo ospitò la popolazione precolombiana più famosa: la civiltà Maya. Palenque, dal 1987 Patrimonio Unesco,  è un importante centro archeologico e turistico con i suoi immensi palazzi, templi – come quello delle iscrizioni – e opere artistiche che sono la massima espressione dell’arte dei Maya.

Nevşehir, Turchia

Nel cuore dell’Anatolia turca, tra gole profonde e caverne anguste, si trova la Cappadocia. Terra d’origine dell’impero ittita, numerose civiltà successivamente la abitarono, tra cui la romana e la bizantina, delle quali ci sono ancora testimonianze incise nella roccia. Per scoprirle bisogna attraversare tortuose gallerie che portano a segrete città sotterranee e alle oltre tremila case rupestri affrescate dai bizantini, abitazioni che l’Unesco ha dichiarato patrimonio dell’umanità.

Tra le città da non perdere Nevşehirù, capoluogo della regione, dove si rifugiarono monaci ed eremiti durante le prime incursioni musulmane; successivamente fu abitata da armeni nell’Xl secolo e da greci ortodossi che l’abbandonarono agli inizi degli anni Venti. Da visitare la moschea Ürgüp Taşkınpaşa Cami, costruita nel 1726 e il castello del XII secolo.

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