A caccia di fantasmi a Roma

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I fantasmi.
Prendono forma al chiaro di luna,
si materializzano nei sogni.
Ombre. Sagome
di ciò che non è più.

Ellen Hopkins

La notte di Halloween è quasi vicina e Roma, la città eterna, è l’ideale per trascorrere una serata alla ricerca di fantasmi. Tra gli edifici storici, le mura sacre e le antiche strade di Roma si aggirano, infatti, oscure presenze e diaboliche entità, che aspettano di conoscervi.

Indossate il vostro costume e la vostra attrezzatura da Ghostbuster, e partite alla volta di questo itinerario tra i posti più celebri della città eterna.

Castel Sant’Angelo

Qui si dice che abiti uno dei fantasmi più celebri di Roma, lo spettro di una giovane fanciulla, Beatrice Cenci. Dopo anni di abusi subiti dal padre, Francesco Cenci, decise in accordo con tutta la famiglia di uccidere l’orco. Così il 9 settembre del 1598 il corpo dilaniato di Francesco venne trovato nell’orto de La Rocca. In un primo momento non venne aperto alcun processo, ma le indagini che seguirono accusarono inequivocabilmente Beatrice e i fratelli che, brutalmente torturati, alla fine confessarono. Seguì un processo lungo e dibattuto, che divise il popolo a conoscenza delle nefandezze subite dalla giovane donna, ma alla fine Beatrice fu condannata alla decapitazione.

Ad assistere alla decapitazione della ragazza ci fu anche Caravaggio che ne rimase particolarmente turbato. Secondo alcuni scritti, nella piazza di Castel Sant’Angelo, Beatrice prima di morire baciò la croce e invocò Maria e da sola si accomodò da sola sul ceppo dove l’aspettavano due boia Alessandro Bracca che fu trovato morto in circostanze non chiare 13 giorni dopo e Mastro Peppe, ucciso a pugnalate sul Ponte di Castel Sant’Angelo. La leggenda vuole che il fantasma di Beatrice appaia sul ponte di Sant’Angelo la notte di ogni 11 settembre, ma chissà forse sarete fortunati.

C‘è un’altra figura storica di Roma legata a Castel Sant’Angelo, si tratta di Mastro Titta, ‘il boia di Roma’. Nella sua lunga carriera Giovanni Battista Bugatti eseguì 514 condanne a morte. Nei suoi taccuini sono riportati tutti i dettagli più raccapriccianti delle esecuzioni, soprattutto quelle femminili, che il boia non amava particolarmente eseguire. Conosciuto anche da Lord Byron e Charles Dickens, Mastro Titta frequenta ancora i luoghi dove operò come boia. Se vi trovate da queste parti e avvistate un manto rosso, attenzione alla testa!

Piazza Navona

In via di Santa Maria dell’Anima, nelle notti di luna piena si possono scorgere al primo piano della finestra di Palazzo Tuccimei, le mani di Costanza De Cupis, una donna vissuta nel ‘600 nota per la bellezza delle sue mani. Così incantevoli che l’artista Bastiano volle riprodurle in un calco di gesso. Si narra che tutta Roma giungeva alla bottega di Bastiano in via dei Serpenti per ammirarle.

Un giorno un frate dominicano che vide il calco commentò che mani così belle avrebbero potuto generare invidia e che la proprietaria avrebbe corso il rischio di vederle tagliate. Costanza per paura che le potesse succedere qualcosa, si rinchiuse in casa, dove per un incidente domestico di poco conto si ferì un dito, mentre cuciva con l’ago. I medici furono costretti ad amputare le mani che si erano violentemente e inspiegabilmente infettate e poco dopo la donna morì di setticemia.

 

Palazzo Pamphilj, invece, ospita lo spettro di una donna non particolarmente amata dal popolo romano, Ottavia Olimpia Maidalchini, meglio conosciuta come ‘La Pimpaccia’. Descritta coma una donna dispotica e avida, Donna Olimpia riuscì a sfuggire al convento, accusando di tentata seduzione il direttore spirituale del monastero che doveva accoglierla.

Dopo aver rifiutato i voti sposò Paolo Nini, un facoltoso borghese, che poco dopo la lasciò vedova. Successivamente Donna Olimpia un uomo più vecchio di lei di 27 anni che la imparentò con Giovanni Battista, il futuro Papa Innocenzo X la cui carriera passò proprio per le mani della donna. Ossessionata dal denaro, dal potere e dagli eccessi accumulò enormi ricchezze durante la sua vita. Il 7 gennaio, il giorno dell’anniversario della morte del cognato, Papa Innocenzo X, è più semplice vederla sfrecciare su una carrozza in fiamme, trainata da cavalli infernali dagli occhi rossi tra Piazza Navona e Ponte Sisto sbeffeggiando tutti. 

Al Pantheon ad attendervi un spettro reale, Umberto I che pare abbia come intento spaventare i turisti più chiassosi, mentre a Trastevere, sul ponte Garibaldi, è stata avvistata una giovane donna incappucciata che secondo la leggenda è Lorenza Feliciani, la moglie del Conte di Cagliostro.

Monteverde

Se sopra Viale dei Quattro Venti, circa all’altezza di Via San Calepodio, avvistate un uomo elegante in smoking, si tratta del marchese Luca De Marchettis. Questo aristocratico del 700, amava passare le serate nei vicoli di Roma, in compagnia delle popolane, travestendosi. Per paura che qualcuna potesse rivelare i suoi giochi erotici, prese a ucciderle. Venne sottoposto a sedute di esorcismo, ma durante una di queste si gettò dalla finestra urlando ‘tornerò!’ 

Muro Torto

Muro Torto gira tutto intorno a Villa Borghese. Ai piedi, c’era un tempo un cimitero sconsacrato dove venivano seppelliti di ladri, vagabondi e donne di facili costumi. Pare che le loro anime siano rimaste bloccate in questo luogo alla ricerca i vendetta per averli condannati alla dannazione eterna.

Inoltre, qui vennero seppelliti Targhini e Montanari, due carbonari decapitati nel 1825 e di notte i loro fantasmi vengano avvistati sotto le mura, mentre reggono con le mani le proprie teste.

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