Olanda, il Fries Museum rende omaggio a Mata Hari

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Dal 14 ottobre 2017 al 2 aprile 2018, il Fries Museum di Leeuwarden presenta la mostra Mata Hari: the myth and the maiden.

A cento anni dalla sua scomparsa, il museo racconta la vita di questa intrigante icona per la prima volta: la storia di Margaretha Geertruida Zelle, nata proprio in questa città a Leeuwarden e trasformata nella famosa danzatrice Mata Hari all’inizio del XX secolo.

 

Durante la Prima Guerra Mondiale fu arrestata dai servizi segreti francesi perché sospettata di spionaggio, e successivamente giustiziata.

Più di 100 oggetti collezionati in Olanda e all’estero sono esposti a Leeuwaarden in occasione della mostra. Tra questi, una selezione di documenti militari francesi recentemente desecretati sarà resa pubblica per la prima volta. Mata Hari: The myth and the maiden è la più grande mostra mai dedicata alla vita di Margaretha Geertruida Zelle.

I documenti legali relativi al caso Mata Hari sono stati tenuti sotto chiave presso gli archivi militari di Vincennes negli ultimi 100 anni. Rapporti sulla sua attività, trascrizioni delle udienze e prove chiave,
come i telegrammi intercettati di un diplomatico tedesco a Madrid, forniscono una panoramica completa del processo a Mata Hari. Questi reperti saranno resi pubblici per la prima volta nel Fries Museum in occasione della mostra.

La mostra illustra ai visitatori i momenti cruciali della vita di Margaretha attraverso oggetti personali: una raccolta di poesie, pagelle scolastiche e scritti della stessa Mata Hari che raccontano
un’infanzia felice a Leeuwaarden. Oggetti acquisiti di recente, lettere e fotografie gettano nuova luce anche sul ruolo che Margaretha ebbe come donna e madre nelle Indie orientali olandesi. Un album mostra come tenesse traccia della crescita del figlio Norman e della figlia Non. Dopo la perdita del figlio, Margaretha e il marito divorziarono.

Il Frisian History and Literature Centre Tresoar ha recentemente acquisito delle lettere che fanno chiarezza su questo periodo, e si vanno ad aggiungere ai numerosi prestiti esposti nella mostra, raccontando come McLeod rifiutò di pagare gli
alimenti alla moglie, impedendole inoltre di avere contatti con la figlia. Margaretha scrisse molto di questo suo dilemma: restare accanto alla figlia o proseguire la propria carriera a Parigi?

In occasione della mostra, il Musée Guimet di Parigi ha donato in prestito al Fries Museum una statua di Shiva e quattordici marionette wayang, oggetti che facevano parte della scenografia delle prime esibizioni di Mata Hari presso la biblioteca del facoltoso industriale Émile Guimet. Anche il diario di Margaretha appartiene a quel periodo, e contiene una collezione di fotografie, poster, recensioni e articoli a lei dedicati, costituendo uno degli elementi più significativi dell’esposizione.

Nel 1916, appena prima del suo arresto, Mata Hari fu immortalata dal pittore olandese Isaac Israëls: il ritratto, di dimensioni naturali, è stato da poco completamente restaurato, e viene esposto per la prima volta dopo l’intervento di rinnovo.

Info: www. friesmuseum.nl

Fonte: Ufficio del Turismo Olandese

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