L’esplosione culturale di “LA RIVOLUZIONE RUSSA. Da Djagilev all’Astrattismo”

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Vasilij Kandinskij: Lago. 1910

La mostra, in occasione del centenario della Rivoluzione d’Ottobre, racconta la più ampia rivoluzione che ebbe la cultura del momento.

Arrivano a Palazzo Attems Petzenstein i capolavori dei grandi musei russi per raccontare la Rivoluzione nel mondo delle arti. La mostra, curata da Silvia Burini e Giuseppe Barbieri, sarà visitabile dal 6 dicembre fino al 25 marzo 2018. 

“LA RIVOLUZIONE RUSSA. Da Djagilev all’Astrattismo (1898-1922)” racconta una più ampia Rivoluzione Russa, quella riguardante la cultura e le arti.

Un momento in cui i canoni espressivi precedenti cambiarono profondamente grazie ai grandi maestri del momento. Dal balletto con Djagilev e la fotografia con Radcenko alle arti figurative con altri importanti artisti come Kandinskij, Ekster o Malevic.

Un’importante esplosione culturale ma poco conosciuta in Italia.

Raffaella Sgubin, Direttore del Servizio Museo e Archivi Storici dell’ERPAC, spiega:

Questa grande mostra presenta un’originale sequenza di opere emblematiche, ma anche assai poco viste in Italia, e vuole essere quindi l’insolita celebrazione di un evento storico che ha mutato per sempre il mondo contemporaneo. Indicandolo come l’esito di una complessiva dinamica che, poco prima e poco dopo il 1917, ha rivoluzionato radicalmente la cultura e la scena internazionale dell’arte”. 

In mostra oltre cento opere concesse da alcune delle principali istituzioni moscovite, in gran parte dalla Galleria Tret’jakov. Si aggiungono anche il Museo delle arti decorative e applicate e il Museo di Storia contemporanea della Russia ed il Fondo Alberto Sandretti presso la Fondazione Feltrinelli di Milano.

“LA RIVOLUZIONE RUSSA”, integrata anche da una sofisticata multimedialità, conduce il visitatore dal 1898, l’anno di fondazione del gruppo Mir iskusstva (“Il mondo dell’arte”) e della rivista fondata e diretta da Djagilev, fino al 1922, quando si costituì l’Unione Sovietica. 

Le Arti e la Storia s’incrociano in un questo racconto articolato in 6 sezioni. Ognuna corrisponde ad un anno concreto e determinante con i propri eventi storici, movimenti culturali ed opere specifiche.  

I curatori affermano:

Dalle ricerche che hanno sotteso questa esposizione sono emersi anzitutto il valore e il ruolo “rivoluzionari” delle pratiche artistiche all’interno della società russa a cavallo tra XIX e XX sec., a partire dalla sotterranea e decisiva matrice letteraria della cultura russa ottocentesca, e qui basterà ricordare almeno i nomi di Blok, Achmatova, Mandel’stam, Pasternak, Majakovskij. Ma fu una rivoluzione complessiva, che si è estesa alla pittura (esiste un’arte prima dell’Astrattismo e una successiva, quella in cui ancora oggi viviamo) e poi alla grafica, alle scenografie, alla musica, per registrare infine le origini dell’esperienza del cinema, che qualche anno dopo si sarebbe concretata nel magistero di Ejzenstejn e Vertov”.

 

Credits:

“LA RIVOLUZIONE RUSSA. Da Djagilev all’Astrattismo (1898-1922)”
6 dicembre 2017 – 25 marzo 2018
Palazzo Attems Petzenstein
Via Edmondo De Amicis 2 – 34170 Gorizia

A cura di Silvia Burini e Giuseppe Barbieri.

Orario

Dal martedì alla domenica: dalle ore 10 alle 18
(Chiuso il lunedì)

Info

www.studioesseci.net
Tel. 348 13047 26

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