Roma, scavi: trovati al pozzo Q15 presso largo dell’Amba Aradam i colori di un decoratore

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Roma, lo scavo a dieci metri di profondità del pozzo Q15 presso largo Amba Aradam continua a regalare sorprese.

Dopo il ritrovamento di luglio di parti lignee di una casa divorata da un incendio nella prima metà del III secocolo d.C., sono appena stati ritrovati i resti di una stanza dove alcuni restauratori mischiavano argille, polveri minerali e pigmenti per ottenere miscele da usare per decorare le pareti di quella stanza e degli altri ambienti.

Della camera in questione ancora non si sa nulla, ma si ipotizza che si possa trattare della caserma i cui resti sono stati scoperti a poca distanza.

Un’ulteriore ipotesi vuole che i decori servivano ad abbellire uno spazio termale destinato ai militari. Gli scavi hanno portato alla luce anche una sorta di sistema di riscaldamento, costituito da un’intercapedine sostenuta da suspensurae nella quale veniva convogliata calda. 

Come negli edifici moderni, anche negli antichi le lavorazioni di rifinitura degli ambienti prevedevano prima la realizzazione del soffitto e delle pareti a intonaco – spiega a La Repubblica Simona Moretti, direttore scientifico dello scavo archeologico – solo al termine di questi la stesura del pavimento. Il piano di lavorazione con i pigmenti colorati trovato al pozzo Q15 è un unicum per Roma e, come per il solaio in legno, trova confronti a Pompei“.

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