Il Salvator Mundi: il quadro perduto di Leonardo

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Il ‘Salvator Mundi’, dipinto intorno all’inizio del ‘500 da Leonardo Da Vinci, dopo sei anni dall’attribuzione e l’esposizione alla National Gallery, va all’asta. Sessant’anni fa l’opera venne battuta all’asta da Sotheby’s per 45 dollari, oggi Christie’s prevede di ricavarne 75 milioni di sterline, ovvero circa 100 milioni di dollari.

Commissionato dal re di Francia Luigi XII, il ‘Salvator Mundi’ figurò all’inizio del diciassettesimo secolo nella collezione privata di Carlo I d’Inghilterra.

Il dipinto sopravvisse allo smembramento della raccolta avvenuta dopo la decapitazione del sovrano, nel 1649, e fu ereditato dal figlio, Carlo II. L’opera il secolo successivo giunse galleria privata dei duchi di Buckingham, che lo vendettero all’asta nel 1763 insieme a tutte le altre opere conservate nel Buckingham Palace.
 
Del ‘Salvator Mundi’ non si seppe più nulla fino al 1900, quando – spiega il sito della casa d’aste – fu acquistato da Sir Charles Robinson per la Cook Collection.

Il volto e i capelli del Cristo erano stati nel  frattempo ridipinti e l’autore fu identificato in Bernardino Luini, un allievo di Leonardo. La Cook Collection venne poi dispersa e il capolavoro riapparve nel 1958 a un’asta di Sotheby’s, dove venne aggiudicato per 45 dollari per poi scomparire di nuovo fino al 2005, quando è stato rilevato da un consorzio di uomini d’affari statunitensi. Anche in questo caso l’autore viene ritenuto un allievo di Leonardo, non il Luini ma Giovanni Antonio Boltraffio.

Questa volta viene sollevato il dubbio che l’autore potesse essere il maestro stesso. Gli specialisti si mettono al lavoro. Dopo sei anni di complesse ricerche, il ‘Salvator Mundi’ viene autenticato quale opera di Leonardo e nel 2011 è stato la sorpresa che ha fatto entrare nella storia la mostra della National Gallery dedicata a da Vinci.

Falliti i tentativi del museo di Dallas di acquistarlo, il quadro viene messo all’asta da Christie. L’appuntamento è il 15 novembre a New York.

Fonte: Agi

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