Trekking sul Vettore, il tetto dei Sibillini

Print Friendly, PDF & Email

Il Monte Vettore si trova nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, al confine tra Marche e Umbria, a quota 2476 metri.

Si raggiunge passando da Forca di Presta e una volta raggiunta la vetta, se lo si desidera, si può anche scendere in direzione dei Laghi di Pilato.

Come arrivare:

Come indicato dal sito Trekking Monti Azzurro, tre sono le strade possibili per arrivare a Forca di Presta, due marchigiane e l’altra umbra.

Delle due marchigiane, una passa per Macerata e l’altra per Ascoli Piceno.

Da Macerata, si prende la superstrada direzione mare-monti fino al bivio per Visso. Si arriva al paese attraverso la SS 209 e da qui si prosegue per Castelsantangelo sul Nera. Poco dopo il paese, si volta a sinistra per Castelluccio. Una volta arrivati qua, si scende verso le piane, fino a imboccare, sulla sinistra, la salita per Forca di Presta.

Da Ascoli Piceno, s’imbocca la SS 4 “Salaria” e si arriva fino a Trisungo. Passato il paese, si volta a destra per Arquata del Tronto su SP 89. Alcuni chilometri dopo Pretare, si volta a sinistra su SP 34 per Forca di Presta. 

Altra opzione è invece quella di passare per Norcia. Qui le indicazioni da seguire, appena fuori dal paese, sono Ascoli, Forca Canapine e Castelluccio. Una volta arrivati sul Pian Grande, identico percorso che si è descritto sopra, ma girando a destra.

Al momento, tuttavia, come riportato dal sito dei Monti Sibillini, Forca di Presta è raggiungibile esclusivamente da Norcia e Castelluccio, causa sisma 2016. A breve dovrebbe riaprire anche l’altra strada, quella da Montegallo.

Forca di Presta è il punto di partenza dell’escursione, dove nel periodo di ferragosto salgano mediamente 100-200 persone. Chi arriva fino alla cima del Vettore, superando ben 900 metri di dislivello, chi si ferma poco sotto, al Rifugio Zilioli, chi scende ai Laghi di Pilato e chiude il cerchio arrivando a Castelluccio.

Punti di Riferimento:

Due i punti di riferimento: il Rifugio Zilioli e Forca di Presta.

Una volta lasciato alle spalle Castelluccio, sulla sinistra e guardando in alto si trova sempre l’immagine del Rifugio Zilioli. Un puntino alla partenza da Forca di Presta, poi sempre più grande.

Per arrivare in cima si sale sempre e, in generale, è quasi impossibile perdersi, basta seguire sempre la segnaletica del sentiero ufficiale E15 (accatastato presso Regione Marche, del Parco Nazionale dei Monti Sibillini).

Il percorso:

I primi 10-15 minuti sono durissimi, a causa della salita ghiaiosa che dopo poco si dividerà. Qui si consiglia di mantenere la destra poiché il sentiero originale, solo in questo tratto, si presenta sconnesso e rovinato.

Subito dopo si riprende la traccia principale e si continua la salita fino al Monte Vettoretto, per poi, tenendo la destra, raggiungere il Rifugio Tito Zilioli e la Sella delle Ciaule.

Una volta arrivati al Rifugio Zilioli, mantenendo la destra, in circa 40 minuti, si raggiunge la cima del Monte Vettore. Qui c’è sempre vento, consigliabile perciò coprirsi con una giacca a vento (windstopper) o un pile.

Il rifugio, intitolato a un alpinista marchigiano morto in questo punto negli anni ’60, è un rifugio nel vero senso della parola. Non ha acqua, né luce, né servizi igienici. Solo uno stanzone di 14 metri, sempre aperto, con panche di legno, utile per ripararsi quando c’è maltempo.

Lo Zilioli sorge sulla Sella delle Ciaule, spettacolare anfiteatro dal quale si dominano le montagne attorno: Vettoretto, Pizzo del Diavolo, Cima del Redentore.

Panorama a 360° gradi:

Fatta una sostanziosa pausa sui prati attorno allo Zilioli, si riparte poi verso la vetta. Più o meno 30-45 minuti di marcia, attraverso un sentiero che avvolge e accompagna come una pista di bob, ma percorsa al contrario e senza neve.

In cima al Vettore fino a due anni fa c’erano due croci, oggi soltanto una, a circa 80 metri lineari dalla vetta. Da lassù il panorama è bellissimo. Guardando a sud si scorgono nitidamente i Monti della Laga fino al Gran Sasso e alla Maiella, a ovest c’è il Velino e poi il Terminillo, davanti, a nord, tutta la catena dei Sibillini.

La discesa:

La discesa impegnerà un’ora e mezza abbondante, non è faticosa, ma occorrono impegno e concentrazione nei tratti con ghiaia e piccoli sassi incontrati in salita.

Senza possibilità di aggrapparsi da nessuna parte è bene essere freschi e non avere le gambe appesantite. In ogni caso, una volta conquistato il Vettore, si può scendere anche molto lentamente. Ormai, l’impresa è compiuta.

Se si sceglie di scendere verso est, si arriva ai laghi di Pilato, camminando per circa un’ora e poi risalire (una salita durissima). Questo itinerario si chiama ‘Le Rocette’ e non è consigliato a escursionisti non esperti. 

Comunque se non si è più che preparati è sconsigliabile fare nello stesso giorno il Vettore e Pilato.

Come vestirsi:

Abbigliamento a cipolla, con maglia della salute e/o tecnica, felpa di pile, giacca a vento, cappello e, importantissimo, uno o due cambi di magliette perché si suda moltissimo.

Le scarpe da trekking devono essere comode e testate (mai usarle appena comperate), così come le calze, ancora più importanti perché a contatto diretto con i piedi.

 

Informazioni utili:

Ubicazione: Forca di Presta (AP)

Lunghezza del Percorso: circa 10 km (Andata e Ritorno)

Altitudine: da mt. 1.535 a 2.476 s.l.m.

Difficoltà del percorso: Impegnativo. Per escursionisti

Durata del Percorso: 3h circa (Andata) + 2h circa (Ritorno)

Periodo Consigliato: da Aprile a Novembre (in assenza di neve)

 

Potrebbe interessare:

Un viaggio on the road in Albania
In cammino: 4 percorsi da non perdere se amate il trekking
Print Friendly, PDF & Email

copyright Riproduzione riservata.

A Firenze in mostra l’arte islamica

Roma. Firenze è pronta a ospitare l’arte islamica presso l’Aula Magliabechiana delle Gallerie degli Uffizi e il Museo nazionale del Bargello dal 22 giugno al 23 settembre. ...
Vai alla barra degli strumenti