I libri più misteriosi di sempre: il manoscritto di Voynich, il Codice Gigas e il Libro di Kells

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Il libro, un insieme di fogli di carta stampati o manoscritti rilegati tra loro, è considerato più che un oggetto sin da prima dell’avvento della stampa. In epoca medievale, il libro o codice veniva considerato sacro perché fonte di conoscenza, affidata alla lettura e scrittura di pochi, da tramandare ai posteri attraverso pagine e pagine di pelle di capra.

La produzione di un codice richiedeva molto tempo, spesso anni, ed era affidata ai monaci, detti amanuensi, che all’interno di uno Scriptorium muniti di calamo e penna di volatile si prodigavano nella scrittura di testi che sono pervenuti, grazie al loro enorme lavoro, sino a oggi.

Tra questi testi ce ne sono alcuni diventati leggendari perché la loro produzione è legata al mistero, come il manoscritto di Voynich. Questo codice porta il nome del suo primo possessore un polacco che lo acquistò dall’archivio della villa di Mondragone di Frascati ed è scritto in una lingua mai decifrata. Per anni si è pensato a un falso, ma la datazione al carbonio-14 ha dimostrato che la pergamena risale a un periodo compreso tra il 1404 e il 1438. Dalla lingua ai disegni tutto è di difficile comprensione: sulle pagine compaiono ampolle alchemiche, erbari, strani diagrammi, e disegni in cui figure femminili sono immerse in un liquido verde. 

Qualche mese fa su questo manoscritto, custodito all’Università di Yale negli USA, è stato pubblicato uno studio di Stephen Kinner, secondo cui il libro sarebbe stato creato da un ebreo del Nord Italia. A testimonianza della sua tesi ci sono la tipologia di merlatura del castello, presente su una pagina e la rappresentazione di un rituale ebraico, il mikveh, che purificava le donne dopo il parto o le mestruazioni.

Considerato maledetto è il Codex Gigas, conosciuto anche come la Bibbia del Diavolo, custodito attualmente in Svezia presso la Biblioteca Nazionale. Di dimensioni gigantesche (75 kg di peso, 50 cm di larghezza e 92 cm di lunghezza) secondo la leggenda è stato fabbricato in una sola notte da un monaco dell’attuale Repubblica Ceca. Al monaco condannato alla pena capitale per aver gettato i voti venne concesso di salvarsi fabbricando in una sola notte un meraviglioso libro. Un’opera impossibile; il monaco fu costretto a vendere la sua anima al diavolo che realizzò l’opera al suo posto, firmando a pagina 290 il suo lavoro.

Pare che questo enorme manoscritto abbia ispirato il drammaturgo August Strindeberg nella stesura della Sonata degli spettri e dell’Isola dei Morti. Al di là delle leggende le analisi hanno confermato che l’opera è stata scritta da un solo autore in un periodo molto breve e che non presenta alcun refuso.

C‘è poi il Libro di Kells che si trova a Dublino presso il Trinity College. Famoso per la bellezza delle sue miniature, è una raccolta di testi biblici redatta tra il sesto e il nono secolo. Prende il nome dall’abbazia che lo ha conservato durante il Medioevo, abbazia che venne fondata durante l’invasione vichinga precristiana ed fu proprio l’estetica norrena ad averne influenzato la stesura.

Il testo, prodotto nello Scriptorium di Iona, raccoglie 600 pagine di Vangelo scritte con lettere minate perfettamente realizzate con draghi che spuntano per terminare il contorno, all’interno di ogni pagina, poi, seminascoste nella trama ci sono immagini di animali e personaggi sacri. 

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