A Campovolo, l’area per concerti più grande d’Europa

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Reggio Emilia. L’Arena eventi più grande d’Europa è pronta a materializzarsi a Campovolo.

Area attualmente non operativa a nord della pista di atterraggio dell’aeroporto della città emiliana, ma che sarà completamente riqualificata per diventare una struttura permanente e modulabile in grado di ospitare da 10mila a 100mila persone ad evento.

L’ambizione per la città di Ligabue e di Zucchero è di trasformarsi nella futura capitale della Music Valley per il Nord Italia con una decina di grandi concerti (anche con star internazionali) a stagione per un richiamo di oltre 300mila spettatori ogni anno.

Una porta di ingresso, questo l’obiettivo, per il turismo ‘musicale’ in arrivo da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna capace di competere con ‘avversari’ già affermati come, ad esempio, lo stadio San Siro.

Un progetto ambizioso, da circa 7 milioni di euro, di cui 1.7 milioni derivano da finanziamenti europei ‘intercettati’ grazie alla Regione e gli altri 5.3 da privati.

Si tratta del più grande investimento in cultura degli ultimi 20 anni per la città di Reggio Emilia.

Così il ritorno di grandi gruppi musicali come gli U2 non sarà più un fatto occasionale. Anche se l’arena vanta già di un ‘curriculum’ di tutto rispetto, grazie agli storici concerti da oltre 150mila persone per i 25 anni di carriera di Ligabue, e dell’Italia Loves Emilia, il maxi evento benefico del settembre 2012 (con 13 artisti sul palco) per le popolazioni terremotate in Emilia. 

“Adesso abbiamo la possibilità” – ha detto il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi- “di far evolvere questa esperienza occasionale per rendere l’Arena una sede permanente di attività culturali, artistiche e musicali all’altezza di quello che può offrire questa location. L’obiettivo è diventare capitale della Music Valley dell’Italia del Nord tenendo presente che la musica in Emilia e a Reggio è molto radicata, ha unito una comunità. Dalle sale da ballo, alle discoteche fino alle grandi star come Zucchero, Ligabue o i Nomadi: la musica è nell’anima di questo territorio”.

 

Fonte: Agi                                     

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