Archeologia: a Bologna un incontro sulle nuove scoperte archeologiche nella valle del Samogia

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L‘incontro tenutosi a Bologna lo scorso 28 novembre con Sara Campagnari, archeologa della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, ha illustrato i ritrovamenti più significativi avvenuti nel cantiere della Nuova Bazzanese a Crespellano (BO).

L’archeologa si è soffermata sugli scavi effettuati nella zona compresa tra le vie Cassola e Cassoletta, che include anche la terramara di Pragatto.

Dopo le prime verifiche, sono stati effettuati scavi estensivi che hanno interessato in particolar modo l’area insistente sulla via Cassola, oltre allo scavo integrale di un settore della terramara di Pragatto.

I nuovi rinvenimenti hanno consentito da un lato di confermare quanto già noto a partire dagli scavi ottocenteschi effettuati nel territorio da Arsenio Crespellani e dalle successive indagini della Soprintendenza, dall’altro di gettare nuova luce sulla ricostruzione del sistema insediativo dell’età del Ferro, grazie allo scavo di due aree di abitato e al rinvenimento di porzioni di necropoli di fase villanoviana ed etrusca.

Per l’età romana è stato confermato il pieno inserimento di questa fascia di pianura, ampiamente popolata, nella poderosa rete infrastrutturale costituita dalla maglia della centuriazione, un dato già indiziato in passato dalla presenza di resti di fattorie e villae rustiche, con i relativi sepolcreti, cave per l’estrazione di argilla e impianti produttivi per la fabbricazione di ceramiche e laterizi. Questo popolamento, teso soprattutto allosfruttamento agricolo del territorio, era favorito da una funzionale rete viaria imperniata sulla via Aemilia a nord, tramite le vie di percorrenza coincidenti con gli assi centuriali, e sulla via pedemontana a sud, ricalcata in parte dal percorso della vecchia Bazzanese, a sua volta collegata all’entroterra montano dalle aste fluviali che sfociavano in pianura.

I dati archeologici presentati riguardano un amplissimo excursus cronologico che va dall’Eneolitico all’Età moderna. Le nuove acquisizioni sono state possibili grazie alle indagini preliminari effettuate sull’intero tracciato di progetto nell’ambito della procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico, prevista dal codice degli Appalti.

Fonte: Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara 

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