Il volto inedito di Kerouac pittore al Museo Maga di Gallarate

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Varese. Il volto segreto di Jack Kerouak svelato in una grande mostra allestita dal 3 dicembre al 28 aprile negli spazi del Museo Maga di Gallarate.

Circa 80 i dipinti e le opere esposte appartenenti al padre della Beat Generation, in gran parte mai visti in Italia, affiancati da materiale documentario di sicuro interesse, come le fotografie di Robert Frank ed Ettore Sottsass, e il video dell’intervista (da Rai Teche) che gli fece Fernanda Pivano.

L’importante rassegna, dal titolo ‘Jack Kerouac. Beat Painting’, ha lo scopo di gettare una luce del tutto inedita su una delle icone letterarie del XX secolo.

Jack Kerouac rappresentò infatti il movimento letterario e artistico che a partire dalla fine degli anni ’40 sconvolse e scandalizzò i valori della società negli Usa e in Europa, dove le sue opere furono diffuse e tradotte quasi immediatamente.

Rigettando gli ideali tecnologici del dopoguerra, i Beat e il gruppo di Kerouac, Ginsberg, Owen, Ferlinghetti difesero una nuova etica, quasi tribale, di carattere spontaneista, che sarebbe poi sfociata nel movimento Hippie, nell’opposizione alla guerra del Vietnam e nella ‘tre giorni di pace e musica rock’ di Woodstock.

Le opere selezionate dalla mostra puntano a rappresentare per la prima volta l’intero spettro del suo labirintico processo creativo.

In particolar modo, si esplorerà le sue relazioni con la tradizione della cultura visiva americana, non solo con gli altri autori del movimento Beat, da Allen Ginsberg a William Borroughs, ma anche con i maestri della pittura informale e della Scuola di New York, che Kerouac iniziò a frequentare dalla seconda metà degli anni ’50.

La forza di queste opere risiede soprattutto nell’identità totale che Kerouac seppe condensare tra vita, produzione letteraria e ogni altra espressione creativa come la musica, il canto, la poesia, il cinema.

L’esposizione del Maga si configura così come un’occasione unica per ammirare le opere di Kerouac, finora esposte in solo alcuni selezionati musei come il Whitney Museum, il Centre Pompidou e lo Zkm di Karlsruhe e rimaste per decenni a Lowell (Massachusetts), città natale dello scrittore, all’interno del lascito testamentario, ceduto ad una serie di collezionisti privati facenti capo al Rivellino Ldv di Locarno.

Il percorso si articolerà in differenti nuclei in grado di sviluppare riflessioni che intrecciano la vita e la poetica di Kerouac, dai ritratti di personaggi famosi quali Joan Crawford, Truman Capote, Dody Muller o il Cardinal Montini ai riferimenti alla cultura beat, da Robert Frank a William Burroughs. La mostra approfondirà inoltre le relazioni tra Kerouac e l’Italia, attraverso una selezione di fotografie scattate da Robert Frank e da Ettore Sottsass alla moglie Fernanda Pivano, ad Allen Ginsberg e allo stesso Kerouac. 

 

Credits: la mostra è a cura di Sandrina Bandera, Alessandro Castiglioni ed Emma Zanella.

Fonte: Ansa

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