Maratona di New York: tutto sulla corsa più famosa al mondo

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Oggi, domenica 5 novembre, si corre la Maratona di New York. Uno degli eventi sportivi più importanti dell’anno, capace di attirare milioni di appassionati e migliaia di runners sulle strade della Grande Mela. 

Quest’edizione si preannuncia particolarmente appassionante e avvincente, una prova affascinante non soltanto per i professionisti che punteranno al successo ma anche per i tanti amatori che si cimenteranno in una vera e propria esperienza che ricorderanno per tutta la vita. 

Chi vorrà seguire l’evento, potrà sintonizzarsi con i canali RaiSport ed Eurosport.

La nascita

La maratona di New York nasce il 13 settembre del 1970 da un’idea di Fred Lebow e Vince Chiappetta, cofondatori del New York Road Runners Club. L’iscrizione costa un dollaro e i premi sono orologi di poco valore e trofei riciclati dal baseball e dal bowling.

Il percorso prevede sei giri del Central Park e dei 127 concorrenti in gara, solo 55 arrivano al traguardo. A vincere è il carneade Gary Muhrcke in 2 ore, 31 munuti e 38 secondi.

Sin da subito, i 42K sono aperti anche alle donne nonostante il parere negativo della federazione di atletica americana.

Nel 1971 è Beth Bonner la prima donna a vincere la maratona di New York, con un tempo di 2 ore 55 minuti e 22 secondi.

Il percorso

Nel 1976 il tracciato di gara diventa quello definitivo,obbligando gli atleti ad attraversare tutti e cinque i distretti di New York.

Si parte da Staten Island salendo subito sul ponte di Verrazzano, per poi proseguire attraversando Brooklyn. Esattamente a metà gara si passa sul ponte Pulaski entrando nel distretto del Queens. Poi il temuto ponte di Queensboro che porta la corsa a Manhattan passando per la First Avenue, fino ad attraversare brevemente il Bronx ritornando a Manhattan attraverso il ponte della Willis Avenue. Quindi la corsa procede per Harlem e quindi il tratto finale in Central Park sino all’arrivo appena fuori del ristorante Tavern on the Green.

Bill Rodgers: il vincitore più noto

Nel 1976 a dare spettacolo è Bill Rodgers, un biondino americano che sembra nato per fare la maratona. Vincerà anche nei tre anni successivi e nello stesso periodo vincerà più volte anche la maratona di casa, quella di Boston. Tanto da essere soprannominato “Boston Bill”.

Dopo Bill Rodgers ci saranno le tre vittorie consecutive di Alberto Salazar, il discusso coach di Mo Farah, demiurgo del Nike Oregon Project.

Arriva l’Africa

Dopo le vittorie americane ed europee in serie irrompe anche l’Africa, in primis il Kenia, che dominerà la scena collezionando 23 successi sino a oggi.

Tra i primi vincitori, gli uomini con il keniota Ibrahim Hussein che nell’edizione del 1987 precede sul traguardo con 2h11.02 l’azzurro Gianni Demadonna già ottimo atleta e ancora più valente come manager con trent’anni di attività alle spalle.

Poi tocca alle donne con il peso piuma Tegla Loroupe, già primatista mondiale sulla distanza, che vincerà l’edizione del 1994 con 2h27’37.

I migliori tempi

Con il suo tracciato ricco di salite e discese la classica newyorchese non potrà mia essere teatro di un primato del mondo.

Tuttavia vincere a New York non ha prezzo. Un successo nella gara della megalopoli americana vale come una vittoria ai campionati mondiali se non alle olimpiadi. I due migliori tempi di sempre sono in ordine cronologico il 2 ore 22 minuti e 31 secondi della keniota Margareth Okayo (2003) ed il 2 ore 5 minuti e sei secondi del suo connazionale Geoffrey Mutai nel 2011.

Il programma 2017:

15.20 Partenza Maratona femminile (professioniste)

15.50 Partenza Maratona maschile (professionisti)

16.15 Partenza seconda onda (amatori)

16.40 Partenza terza onda (amatori)

17.00 Partenza quarta onda (amatori)

 

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