Regioni italiane da scoprire: il Molise

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C‘è una regione in Italia a lungo dimenticata, lontano dai tour turistici ma ricca di cultura e di storia. Si tratta del Molise, la seconda regione più piccola d’Italia dopo la Valle D’Aosta. 

Di questa piccola regione, il cui territorio è prettamente montuoso, si conosce davvero poco, tant’è che i suoi abitanti più giovani qualche hanno fa lanciarono un nuovo termine ‘molisn’t’, riprendendo la forma negativa del verbo inglese ‘to do’ alla terza persona, doesn’t, per indicare che: il Molise non esiste.

Negli ultimi anni però, insieme ad altre regioni poco come conosciute come la Basilicata e l’Abruzzo, con le quali condivide le problematiche simili, primo fra tutti quello delle infrastrutture, il Molise sta dimostrando che esiste, attirando molti turisti grazie alle sue bellezze paesaggistiche e culturali.

La natura è una delle anime di questa regione da scoprire nell’Oasi WWF di Guardiaregia – Campochiaro, un’area naturale protetta istituita nel 1996 sul territorio molisano del Matese, nella Riserva Naturale di Montedimezzo (Riserva MaB – Man and Biosphere – Patrimonio mondiale dell’Unesco), area di biodiversità situata in provincia di Isernia riconosciuta a livello mondiale per l’elevato valore naturalistico: è dimora di numerose specie di mammiferi quali cinghiali, lepri, tassi, caprioli, martore, donnole, faine, volpi e scoiattoli. C’è poi l’Oasi Lipu di Casacalenda che ospita un bosco di querce di circa 100 ettari, che anticamente ospitò l’accampamento di Gerione di Annibale o recati al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, conosciuto come il più antico parco d’Italia.

Ma il Molise fu anche la dimora dei Sanniti, i più grandi rivali degli antichi romani, a testimonianza di questo antichissimo popolo italico i resti del Teatro sannita di Pietrabbondante risalente al 5° secolo a.C. (tra cui una necropoli, un santuario e numerosi templi) situato a un’altitudine di circa 1.000 metri.

La piccola Pompei di Altilia Saepinum è un esempio di una città della provincia romana, che ben conserva ancora le porte (tra quali la Porta Bovianum) le antiche torri, le botteghe artigiane, e poi fontane e i bagni termali nonché la straordinaria basilica le cui colonne in stile dorico aprono sul foro, antico luogo per le funzioni politico-amministrative.

Passando all’epoca medievale sono da visitare Sepino, con il suo incantevole centro storico e i suoi edifici del Settecento come il palazzo Giacchi e il rinascimentale palazzo Attilio. A Frosolone, il cui nucleo fortificato fu eretto in epoca preromana, le sette torri del periodo normanno e angioino, il palazzo baronale e la chiesa di San Michele Arcangelo. Oratino, un paese dall’illustre passato, dove numerosi artisti e uomini d’ingegno mossero i primi passi verso un futuro glorioso. E infine Fornelli, la cui cinta muraria medievale è tra le meglio conservate del Molise e la cui struttura urbanistica ancora ricalca quella originaria.

Ci son poi i borghi premiati con le Bandiere Arancioni per la loro qualità turistico-ambientale: Agnone, città medievale stemmata di blasoni, ottocentesca cesellatrice di ori, per due volte “Città Regia”, nota per le sue campane nonché per la tradizione della ‘Ndocciata‘, manifestazione che ha ricevuto dal Ministro del Turismo il premio “Patrimonio d’Italia per la Tradizione”; Scapoli conosciuta a livello internazionale per le sue storiche zampogne e Ferrazzano, cittadina fortificata dai sanniti che ancora conserva una muraglia visibile a tratti, situata sui punti cardine delle antiche vie di comunicazione e dove si trova il castello Carafa fatto costruire su strutture più antiche dalla nobile famiglia verso la fine del XV secolo.

Per gli amanti dei Musei, e in generale della cultura, sono da non perdere il Museo del Grano di Jelsi, unico al mondo nel suo genere, il Museo paleolitico di Isernia La Pineta che conserva reperti archeologici risalenti a 600 000 anni fa appartenenti a una tra le comunità umane più antiche d’Europa, quella del cosiddetto Homo Aeserniensis, e poi il Museo dei Misteri, a che raccoglie ed espone i costumi e le “macchine teatrali” che caratterizzano la manifestazione folkloristica più rappresentativa della città di Campobasso, il festival dei Misteri, che si svolge la domenica del Corpus Domini.

Spazio poi alla gastronomia con ricette che si tramandano di generazione in generazione e che si rifanno alla tradizione contadina. Sono moltissimi i piatti caratteristici, come i maccheroni alla chitarra, le pallotte cacio e uova, la pasta e fagioli, la polenta, l’agnello e i turcinelli arrostiti, formati da interiora di agnello e frattaglie.  

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