Sulle orme del rock a Los Angeles

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A volte mi sento come se il mio unico amico fosse la città in cui vivo: la città degli angeli (Red Hot Chili Peppers)

Si dice che a Los Angeles splenda sempre il sole e che ogni sogno diventi realtà. Più che di una semplice città, L.A. è un simbolo, la rappresentazione tangibile del Sogno Americano, e dell’American Way of Life.

L.A, la patria del rock

Dagli anni ’60 in poi è cresciuto sempre di più il mito di Los Angeles come di una terra libera e rivoluzionaria in cui tutti i giovani alternativi scappavano per costruirsi o ricostruirsi una vita.

Il sogno americano che tutti mettono nella propria Bucket List, ma che in realtà ha significato in passato non solo feste, surf e concerti, ma anche un profonda riflessione da parte degli artisti che ci hanno trascorso diverso tempo. Gli stessi Eagles, autori di Hotel California, uno dei pezzi rock entrati nella storia lo definiscono come un posto dove “puoi lasciare libera la stanza quando vuoi ma non potrai andartene mai”.

L.A ha il rock nell’anima e merita di essere scoperta seguendo le orme della musica e dei movimenti che l’hanno attraversata dagli anni ’60 a oggi. Ecco allora alcuni must assolutamente da non perdere!

Itinerario rock lungo Sunset Strip

Ci sono poche strade con una storia paragonabile a questo tratto di 3,2 km del Sunset Boulevard, tra Havenhurst Drive e Doheny Drive.

Sunset Strip è il cuore artistico, culturale e turistico del Viale del Tramonto che, a cavallo degli anni Sessanta e Settanta, ha visto nascere sotto i propri occhi le leggende del rock, come i Led Zeppelin e i Doors.

Tante le ville che si incontrano lungo il percorso, pronte a svelare pagine inedite della storia del genere.

14400 W. Sunset Boulevard, casa di Dennis Wilson dei Beach Boys

Nel 1968 la villa apparteneva al batterista dei Beach Boys, Dennis Wilson. Wilson l’aveva presa in affitto dopo aver conosciuto il Maharishi Yogi (il guro dei Beatles), per il quale aveva abbandonato moglie e figli e a darsi alla meditazione trascendentale, alle droghe e al sesso sfrenato.

Tuttavia l’incontro più ‘significativo’ avvenne con Charles Manson, dopo il quale iniziò un periodo maledetto che si concluse con una morte assurda: l’unico dei Beach Boys a maneggiare il surf e a saper nuotare finì annegato nella baia di Marina Del Rey. Era il 28 dicembre 1983 e, dal carcere di Corcoran, Manson sentenziò: “Dennis Wilson annegato? E’ stato il diavolo a tenergli le gambe e a portarlo sotto”.

La casa degli orrori: 10050 Cielo Drive

E’ la villa in cui la Family di Charles Manson massacrò sei persone, tra cui l’attrice Sharon Tate, giovane moglie del regista Roman Polanski. La casa è stata poi rasa al suolo e al suo posto ne è stata costruita un’altra dal nome di Villa Bella, il cui attuale proprietario è il regista cinematografico Jeff  Franklin.

565 Perugia Way, Bel Air

Era l’indirizzo della dimora del Re del Rock, Elvis Presley. Casa in cui in un mattino del 27 agosto del 1965 era avvenuto l’incontro tra il divo americano e i Beatles, i giovani Fab Four che in quello stesso periodo stavano girando gli USA per il loro tour.

Si narra però che Elvis non ne rimase particolarmente soddisfatto e che non scattò alcuna empatia, nonostante l’incontro si concluse con un paio di chitarre e con una jam session improvvisata.

Oggi questa villa non c’è più, ma poco distante, al 1174 di Hilcrest Road, abita ancora la prima moglie di Elvis, Priscilla, che proprio non se la sente di lasciarla perché, come ha dichiarato di recente, “dentro ci sono troppi ricordi di Elvis, il grande amore della mia vita. Nonostante il divorzio nel 1973, siamo rimasti in contatto e lui adorava questo posto”.

9641 Sunset Boulevard, Beverly Hills Hotel

 

Per gli appassionati di rock questo è l’Hotel California. Anche se la canzone degli Eagles parlava di un albergo in senso metaforico, inteso come la fine del sogno americano, sulla copertina del disco campeggiava proprio l’inconfondibile silhouette del B.H.H, ancora oggi aperto e funzionante.

Per la copertina del quinto album, il manager del gruppo decise di ingaggiare il designer inglese John Kosh, che viveva in California. L’obiettivo era quello di fotografare un albergo in stile californiano, magari con un’aria un po’ sinistra, dimessa e demodé, proprio come narrava la canzone. Il risultato fu sbalorditivo e la copertina di “Hotel California” diventò una delle più belle e riconoscibili della storia del rock.

Chateau Marmont, 8221 Sunset Boulevard

Costruito nel 1929, ha una vaga ispirazione al Castello di Amboise in Francia e si tratta di uno degli hotel preferito dalle rockstar e dalle celebrità hollywoodiane. Qui, nel 1968 Jim Morrison, al termine di una festa, cadde da uno dei balconi della camera da lui occupata, riportando varie contusioni, ma senza fratture significative, e, nel 1982, l’attore John Belushi venne trovato morto in una delle camere dell’albergo.

Sempre qui è stato girato l’episodio del film “Four Rooms” diretto e interpretato da Quentin Tarantino, e vi è ambientato anche il film del 2010 di Sofia Coppola “Somewhere”, il cui protagonista abita proprio nell’albergo.

Roxy Theatre, Sunset Strip a West Hollywood

Il famoso nightclub venne aperto il 23 settembre 1973 da Elmer Valentine e Lou Adler con i loro soci David Geffen, Elliot Roberts e Peter Asher.

Nel locale hanno suonato molti artisti famosi come Frank Zappa (che vi incise parte del suo album “Roxy & Elsewhere”), U2, Linkin Park, Mark Tremonti (solo, “All I Was”), Bruce Springsteen, Nirvana, Tori Amos, Foo Fighters, Guns N’ Roses, Al Stewart, Jane’s Addiction, David Bowie, Thirty Seconds to Mars, Madonna (“Hung Up Promo Tour”), Avril Lavigne, Darren Criss e Tokio Hotel. E nel 1974 fu la sede dei primi spettacoli americani del “The Rocky Horror Show”.

Viper Room, 8852 sul Sunset Strip

Proprio di fronte al Roxy, c’è il Viper Room, nato nei primi anni Settanta come jazz club e poi comprato nel1993 da Johnny Depp su suggerimento del suo amico Chuck E. Weiss.

Oggi è di proprietà di Harry Morton, figlio del fondatore del Hard Rock Cafe, Peter Morton e continua a ospitare musica di molteplici generi, tra metal, punk rock e rock alternativo.

ll club è diventato noto per essere un ritrovo di molte celebrità di Hollywood, inoltre fu il luogo dove l’attore River Phoenix morì di overdose la notte di Halloween del 1993. Nel gennaio del 1995 invece, il cantante australiano Jason Donovan ebbe una violenta overdose di droga all’interno del locale.

 

Per approfondire: Guaitamacchi, Enzo, “Atlante Rock. Viaggio nella storia della musica”, Milano, Hoepli Editore, 2017, pp. 382.

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