Alla Scala Bolle è un amante tormentato

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Milano. Roberto Bolle ritorna a indossare i panni di Armand nella sfarzosa e stuffente “Dame aux Camelies”, che ha aperto il 17 dicembre la stagione di danza del Corpo di ballo del Teatro alla Scala diretto da Frédéric Olivieri, nell’allestimento del Royal Theatre di Copenhagen.

Panni che Bolle aveva già indossati 10 anni fa per un addio alle scene di Alessandra Ferri. Allora l’etoile aveva 32 anni. Dieci di più lo hanno ricompensato di maggiore capacità recitativa ed espressiva per questo ruolo.

In un crescendo di acrobazie raffinate e perfezionismo che ha reso molto intensa tutta la disperazione dell’amante che crede di essere stato tradito. E scopre con dolore quanto era forte l’amore di Marguerite, interpretata da Svetlana Zakharova, al suo debutto nel ruolo al Piermarini. Applausi per entrambi e per tutti gli interpreti.

Per questa narrazione sulle punte, John Neumeier, uno dei maggiori coreografi viventi, si è ispirato al romanzo di Alexandre Dumas figlio, scritto nel 1848 di getto pochi mesi dopo la morte di Marie Duplessis, la cui vicenda ha a sua volta dato vita alla Violetta verdiana della Traviata. Marguerite Gautier è morta, e il contenuto del suo lussuoso appartamento sta per essere messo all’asta.

Il palcoscenico è arredato con raffinatezza viscontiana, tre divanetti, su uno dei quali c’è il ritratto della defunta, la specchiera, il pianoforte, qualche altro oggetto a lei prezioso. In primo piano, il leggio con l’annuncio ‘Vente’ e la data della vendita 16 mars , 1847.

Tra i visitatori, curiosi, acquirenti, amici di Marguerite, arriva anche il vecchio Monsieur Duval e poco dopo Bolle-Armand Duval irrompe disperato e si abbatte per terra perdendo i sensi.

La storia della signora delle Camelie da questo momento si dipana tra flasback: i primi incontri tra Armand e Marguerite (un’ affascinsnte Svetlana Zakharova, ballerina ucraina di 37 anni), il tormento della cortigiana che si sacrifica e sacrifica il loro amore su richiesta del padre di Armand, la disperazione attonita del giovane quando si vede respinto.

In tre atti e due ore e 50 minuti Neumeier usa le coreografie per disegnare psicologicamente la sensibilità dei suoi personaggi. Scene sensuali con seducenti passi a due, mentre i due innamorati passano dalla raggiante passione all’indifferenza, al dolore e, infine, alla morte.

Fastosi affreschi di ballo riempiono poi il palcoscenico e rendono un’atmosfera ritenuta un pò immorale per quei tempi. Il tormento di Armand accasciato in un angolo del palcoscenico come un innamorato speranzoso e poi respinto davanti il portone dell’amata. Sul podio per la prima volta con il Balletto della Scala Theodor Guschlbauer, che ha diretto per oltre un decennio la Filarmonica di Strasburgo.

 

Fonte: Ansa

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