La poesia di Ghirri al Maxxi con Atlante

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Roma. Il Maxxi dedica un focus al fotografo Luigi Ghirri, nell’ambito del nuovo allestimento delle Collezioni, “The Place To Be”.

Progetto che inaugura anche il programma di “Passeggiate Fotografiche romane”, con cui Roma per tre giorni celebra la fotografia, il 15, 16 e 17 dicembre.

Al centro dell’esposizione 41 scatti che Ghirri aveva poi rilegato nel 1973 nell’album Atlante, “il luogo nel quale tutti i segni della terra, da quelli naturali a quelli costruiti dall’uomo, sono rappresentati: monti, laghi, piramidi, oceani, città, villaggi, stelle, sole.”

L’album in mostra al Maxxi è anche un inedito: acquistato nel 1975 da un collezionista privato e ritrovato solo di recente, non è mai stato esposto in Italia. “Il solo viaggio possibile sembra essere ormai all’interno dei segni, delle immagini: nella distruzione dell’esperienza diretta”, scriveva Ghirri in quegli anni particolarmente importanti della sua produzione artistica.

Composto da fotografie di dettagli di un vero atlante geografico, l’Atlante è considerato uno dei primi tentativi di ripensare il concetto di “paesaggio” e di interrogare i codici della sua rappresentazione attraverso la fotografia.

Si tratta in pratica di un “viaggio immaginario” che Ghirri compie tra le pareti della sua casa. Protagoniste le pagine di un semplice atlante che davanti all’obiettivo perdono la loro funzione descrittiva trasformandosi in pure astrazioni, un mondo fantastico fatto di segni da interpretare a piacimento.

Linee, cerchi, macchie, lettere, che l’autore considera il luogo nel quale sono rappresentati tutti i segni della terra, da quelli naturali a quelli costruiti dall’uomo, dai monti e i laghi alle piramidi e le città, appunto, dal sole e le stelle ai villaggi.

Un tema sul quale il grande fotografo emiliano lavora intensamente in quegli anni dando forma a diverse edizioni in cui le stesse immagini sono assemblate in sequenze differenti, secondo una prassi operativa degli artisti concettuali e che diventerà tipica anche nel suo lavoro.

 

Credits: la mostra è curata da Margherita Guccione Direttore MAXXI Architettura, Bartolomeo Pietromarchi Direttore MAXXI Arte e Laura Gasparini Responsabile della Fototeca della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia

La mostra resterà aperta fino al 21 gennaio 2018 

Fonte: Ansa

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