Lombardia: presenze turistiche oltre 37 milioni nel 2016

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Le presenze di turisti in Lombardia hanno superato i 37 milioni nel 2016, sulla base delle rilevazioni Istat, e rappresentano il 9,2% delle presenze totali di turisti nel nostro Paese.

Lo evidenzia la ricerca sull’alberghiero lombardo presentata da Intesa Sanpaolo a Villa Erba. Dallo studio emerge una forte crescita in questi anni pari a 8,9 milioni di presenze in più rispetto al 2008, con un elevato e crescente grado di internazionalizzazione. Oltre a Milano, dove la crescita ha toccato il 62,5% grazie a Expo 2015, crescono bene Como (+36%), Varese (+73%) e Bergamo (+48,6%). Le prime indicazioni disponibili sul 2017 e confermano la tendenza di crescita delle presenze estere immerso negli ultimi anni.

I tassi di occupazione delle stanze più elevati sono registrati negli hotel ad alto stellaggio e di maggiori dimensioni che si rivelano anche in grado di fare leva sulla clientela straniera e con maggiore capacità di spesa. Gli alberghi di categoria medio-bassa, dove prevale una gestione a carattere familiare, si focalizzano più su una clientela a basso costo.

Una buona quota di imprese ha dichiarato di avere effettuato investimenti in passato e di voler investire anche in futuro. Tra gli operatori prevale infatti ottimismo per il triennio 2018-2020. Nonostante alcuni fattori strutturali di freno agli investimenti, quali l’eccesso di burocrazia e le ridotte dimensioni aziendali, si prevede un rafforzamento di fatturato e di redditività.

Per il responsabile Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, Stefano Barrese, la sfida per il settore del turismo in Italia è “riuscire a creare valore nonostante la stagionalità”. “Il turismo – ha aggiunto il manager – è molto dipendente dalla stagionalità, ancora oggi vediamo come nei mesi di alta stagionalità tende a crescere. Bisogna trovare il modo più possibile estensivo per aggiungere valore, provare a immaginare delle filiere orizzontali e cercare di immaginare servizi che non sono immediatamente riconducibili al settore del turismo. Penso, in particolare, all’enogastronomia e al mondo del benessere, il che consente di destagionalizzare l’offerta” ha osservato.

In Italia – ha aggiunto il capo economista di Intesa Sanpaolo, Gregorio De Felice  c’è la fortuna che si può spingere su tanti tipi di turismo, per esempio – quello lagunare, quello lacustre, balneare, enogastronomico, religioso e congressuale, e se ben gestito può dare la possibilità di gestire anche le stagioni meno vivaci dal punto di vista del tasso di occupazione delle stanze. Altro dato che emerge dalla ricerca è che c’è fortissima differenza dei tassi di occupazione delle stanze tra alta e bassa stagione. Su questo aspetto si può lavorare”.

Fonte: Askanews

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