Natale a Napoli

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Io che ho girato tutto il mondo…’o sole ‘e Napule nun l’aggia maje truvate a nisciuna parte! (Roberto Murolo)

Il Natale a Napoli è davvero magico. Dai villaggi di Babbo Natale alle fiere, fino agli immancabili presepi della tradizione partenopea tanti sono gli eventi in programma.

Concerti, performance teatrali, visite guidate e spettacoli disegnano la mappa del Natale a Napoli, fino al 7 gennaio, con appuntamenti anche per i bambini, come “Il Piccolo Regno Incantato”, che trasforma gli spazi del Convento di San Domenico Maggiore in un mondo fiabesco, dove si cammina nei corridoi, nelle celle dei monaci e ci si imbatte in personaggi che raccontano favole e luoghi fantastici.

Ecco allora i nostri consigli su cosa fare durante il periodo natalizio per vivere tutto lo spirito delle feste all’insegna del divertimento.

I presepi di San Gregorio Armeno:

Via San Gregorio Armeno è la celebre strada degli artigiani del presepe, famosa in tutto il mondo per le innumerevoli botteghe artigiane dedicate all’arte presepiale.

Il presepe napoletano “o’ Presebbio”, insieme ai zampognari e alla tombolo è uno dei simboli più intensi della tradizione natalizia napoletana.

Ad di là dei simboli religiosi che esso richiama, il presepe è amato anche da quelle famiglie napoletane poco osservanti o dichiaratamente laiche, perché è il luogo dove sacro e profano, spiritualità e vita quotidiana, preghiera e ironia convivono come solo a Napoli, città delle contraddizioni, è possibile.

Cosa vedere:

Se c’è un luogo simbolo di Napoli questa è Piazza del Plebiscito, dove un tempo si svolgevano i tornei medievali e le “cuccagne” dei Borbone per tenere buono il popolo.

La piazza si trova poco distante dal lungomare e si collega con i Quartieri Spagnoli, cuore della vita napoletana.

Per arrivarvi basta passare per Spaccanapoli, la strada che va dai Quartieri Spagnoli al quartiere di Forcella, tagliando in linea retta la città di Napoli. Il nome si comprende salendo sopra San Martino e osservando dall’alto come questa strada tagli in due il cuore della città.

 

Napoli Sotterranea, il Maschio Angioino e il Duomo sono altre tre tappe imperdibili e classiche per un tour nella città.

Se volete però vivere un’esperienza singolare, merita una visita anche l’Ospedale delle Bambole, un museo bottega, da poco nella nuova sede del cinquecentesco Palazzo Marigliano.

Al suo interno troverete la bellissima collezione di giocattoli d’epoca del fondatore Luigi Grassi, scenografo dei teatri di corte e dei teatrini dei pupi di fine Ottocento.

In questa trama di vicoli vive la Napoli più fascinosa, la stessa che ha incantato il regista Ferzan Özpetek, che per sette settimane ha girato qui il suo ultimo film: “Napoli Velata”, thriller passionale sospeso tra magia e superstizione (dal 28 dicembre nelle sale).

Le mostre:

Al Pan Palazzo delle Arti di Napoli è di scena Sebastião Salgado con “Genesi”, oltre 200 foto dalle regioni più remote del globo; mentre a Palazzo Zevallos Stigliano si visita “Da De Nittis a Gemito. I napoletani a Parigi negli anni dell’impressionismo”.

Per chi predilige i linguaggi del contemporaneo, gli itinerari sono tanti e spesso si mescolano all’antico, come accade al Mann: fino all’8 gennaio le Proiezioni del veneziano Francesco Candeloro, opere site specific in neon e plexiglas, dialogano con i marmi della Collezione Farnese. Sempre al Mann, il 21 dicembre apre la grande mostra sui Longobardi.

Casa Morra ha inaugurato la seconda tappa del percorso espositivo Cento Anni di Mostra, svelando al pubblico nuovi spazi del monumentale Palazzo Cassano Ayerbo D’Aragona, con le opere di Julian Beck, Hermann Nitsch e Shozo Shimamoto.

Il Madre merita una visita per l’installazione di Daniel Buren, che altera la percezione dello spazio con specchi e superfici colorate nell’atrio del museo; per il lavoro La Rivoluzione siamo noi di Maurizio Cattelan; per le opere giocose e spiazzanti di Darren Bader, che chiamano all’interazione il pubblico (fino al 4 aprile 2018).

Cosa e dove mangiare:

Il dicembre partenopeo è un trionfo di dolci: roccocò, struffoli, pastiere e mostaccioli.

Nel centro antico, le pasticcerie Il Capriccio e Capparelli si contendono il primato del miglior babà della città.

Alla Salumeria Upnea, bar e bistrot con pezzi vintage e d’arte, il ragù è fatto secondo la ricetta borbonica, pippiante (gergo partenopeo per il rumore della bollitura) per almeno 36 ore, e servito nel cozzetto di pane casareccio.

La classica Margherita si ordina in due indirizzi storici: “Da Attilio” o da “La Figlia del Presidente”, mentre per una cucina in chiave contemporanea, “RestaQmme” o “Locanda La Riggiola”. 

Gli amanti dei fritti, non possono perdersi il mercato della Pignasecca, un trionfo di frutta, pesce e trippa, dove al civico 6, la friggitoria Fiorenzano dal 1897 rinnova la tradizione della pizza fritta mangiata per strada.

 

Ulteriori informazioni al sito: www.comunenapoli.it

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