“Andare per i luoghi del cinema”, un cine-tour per l’Italia

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Cinema e turismo, un matrimonio ancora tutto da scoprire. Perché il cinema grazie alla spettacolarità delle immagini è uno strumento efficace per far conoscere nuove destinazioni, unendo arte e industria.

Chi di noi non ha sognato almeno una volta di visitare la Nuova Zelanda del “Signore degli Anelli”, o l’Inghilterra di Harry Potter, l’Irlanda di “Braveheart” o ancora le isole italiane del “Postino”? Perché “un film è sempre l’inizio di un viaggio” e il cine-turismo ci porta per mano a scoprire le location dei film e le emozioni che si celano dietro la più grande macchina dei sogni.

Fenomeno che il giornalista Oscar Iarussi, nel sul libro  “Andare per i luoghi del cinema”, ha descritto molto bene, focalizzandosi esclusivamente nel territorio italiano, ovvero in quei luoghi simbolo diventati set anche per le produzioni hollywoodiane.

Iarussi, giornalista nel Comitato esperti della Mostra di Venezia nonchè ex presidente della Apulia Film Commission, traccia un itinerario tra passato e presente in cui dieci città ci mostrano la bellezza e le contraddizioni della nostra storia, non solo cinematografica.

Il primo capitolo è dedicato a Venezia, la Serenissima “ormai Inquietissima” secondo l’autore, e al Lido, con i suoi villini liberty e il suo grande albergo Des Bains dove Luchino Visconti ambientò ‘Morte a Venezia’.

L’ultimo a Roma, “una specie di giungla tiepida, tranquilla, in cui ci si può nascondere bene” come la descrive Marcello Mastroianni nella ‘Dolce vita’ ad Anouk Aimée.

Da Federico Fellini, che regna nel mitico Teatro 5 a Cinecittà, a ‘La grande bellezza’ di Paolo Sorrentino, “ambasciatore nel mondo dell’autolesionismo nirvanico made in Italy”, Iarussi mostra bene come “tutti i film portino a Roma”.

Da Anna Magnani che corre dietro al camion dei tedeschi, colpevoli di portarle via il marito, in ‘Roma città aperta’ di Rossellini, ad alcune immagini di ‘Caro Diario’ di Nanni Moretti, come il suo arrivo in vespa all’idroscalo di Ostia dove fu assassinato Pasolini, divenute in seguito vere e proprie icone.

E ancora, da Aldo Fabrizi, Alberto Sordi, Vittorio De Sica, Carlo Verdone fino allo ‘Jeeg Robot’ del premiatissimo esordiente Gabriele Mainetti: Iarussi ci regala tante microstorie nella storia e ci fa scoprire dettagli più o meno noti in questo viaggio che fa dei luoghi il punto di partenza e di arrivo di un itinerario pieno di sorprese.

Ma “Andare per i luoghi del cinema” significa anche fare tappa a Torino, sede del Museo Nazionale del Cinema, nonché citta eletta, per il suo alone esoterico e la sua anima misteriosa, a “scenografia gotica e visionaria per eccellenza” da parte di Dario Argento.

E poi Milano, borghesissima e proletaria sullo schermo, dove arrivano Totò e Peppino con i colbacchi russi e le sciarpe di pelliccia nel film “Totò, Peppino e…la malafemmina” di Camillo Mastrocinque. E ancora Bologna e la sua cineteca, Firenze, che troviamo in tanti film di matrice romanzesca, come il recente “Inferno” di Ron Howard. 

Palermo gattopardesca e del ‘Nuovo cinema Paradiso’, Napoli visionaria, con una filmografia vastissima da Totò a Gomorra. Fino a Bari che esordisce a pieno titolo fra le città del cinema, con ‘Polvere di stelle’ di Alberto Sordi nel 1973, capitale di Lamerica e della Apulia Film Commission, e Matera, capitale della cultura europea nel 2019, terra di Rocco Scotellaro ed Ernesto De Martino dove viene girata ‘La passione di Cristo’ di Mel Gibson.

Il viaggio potrebbe continuare, magari in un secondo volume, con un focus questa volta sulle serie televisive made in Italy che all’estero stanno facendo furore, forti della matrice letteraria e dell’ambientazione mediterranea. Da “Il commissario Montalbano” ideato da Camilleri, a “Gomorra” di Saviano, da “Suburra” di De Cataldo e Bonini fino a “The Young Pope” di Sorrentino. Non resta che attendere.

 

Bibliografia: Iarussi, Oscar, “Andare per i luoghi del cinema”, Bologna, Il Mulino Editore, pp 172, euro 12.

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