La top 5 dei dolci napoletani

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Parlare di Napoli significa anche parlare di sfogliatella, pastiera e babà. Basterebbero questi tre dolci per fare della pasticceria napoletana una delle più prolifiche e famose d’Italia, ma la produzione dolciaria all’ombra del Vesuvio non si ferma qui.


Napoli è costellata di pasticcerie più o meno famose nelle quali sono stati creati e si sfornano ancora oggi dolci di tutti i tipi.

Ecco qua i migliori 6 dolci della città e le pasticcerie dove trovarli!

Sfogliatella Riccia, Attanasio

Il motivo per cui questo antro nei non troppo rassicuranti pressi della stazione di Napoli ha conquistato mezza Italia, è senza dubbio il culto per la sfogliatella, il più antico dolce della città.

Create da mani abili, conservate in forno e riscaldate al momento dell’ordine, queste speciali paste sfoglie ripiene di Attanasio dimostrano al di là di ogni ragionevole dubbio che non tutte le sfogliatelle sono create uguali.

Sfogliatella frolla, Carraturo

Versione semplificata della sfogliatella riccia ma con lo stesso ripieno di ricotta, semola, latte, canditi, uova e zucchero, trova il suo bengodi partenopeo in una delle pasticcerie più antiche d’Italia.

Carraturo, quinta generazione di pasticceri da sempre a porta Capuana, che oltre a confezionare e spedire per il mondo i classici della tradizione locale, mandano in visibilio napoletani e turisti con un caffè impeccabile.

Ministeriale, Scaturchio

Ministeriale è un cioccolatone fondente e rotondo con dentro un cremoso ripieno al liquore, la cui ricetta resta gelosamente segreta.

E Scaturchio ne è il tempio. Leggenda vuole che a fine Ottocento a inventare questo dolce sia stato Francesco il fondatore, e che il nome sia dovuto alla lunga trafila, di ministero in ministero, per poterlo brevettare e vendere.

Babà, Pasticceria Leone

Pasta sofficemente lievitata e cotta al forno, senza uvetta e zafferano della ricetta originale: è questo il dna partenopeo di un dolce capolavoro che, pare impossibile, arriva dalla fredda Polonia (dove non si inzuppava nel rum ma nel Tokaj).

A Napoli si è aggiunto il ripieno di crema o amarene come da versione della pasticceria Leone, già Varriale Leone, oggi condotta con immutato piglio da Alfredo Russo, proprietario dopo aver lavorato nel locale dal 1956.

Pastiera, Pasquale Marigliano

Simbolo della Pasqua ma buono per tutte le stagioni, è un ingegnoso dolce di pasta frolla con ricotta, frutta candita, uova, zucchero e soprattutto grano bollito nel latte.

Marigliano è un pasticcere di gran vaglia: membro AMPI, apprendista nei santuari della pasticceria francese come Fauchon e Lenotre, prima di tornare a casa nel 2000 e aprire la sua bottega. Campione Italiano di pasticceria nel 2003.

 

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