Washington e “The Post”, lo scandalo dei Pentagon Papers nell’ultimo film di Spielberg

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Il primo febbraio uscirà al cinema “The Post”, il nuovo film di Steven Spielberg che vede recitare insieme, per la prima volta, Tom Hanks e Meryl Streep.

“The Post” racconta la storia dei celebri “Pentagon Papers”, i documenti riservati del Dipartimento della difesa americano sulla strategia degli Stati Uniti in Vietnam, relativi al periodo compreso tra il 1945 e il 1967.

I documenti, che furono pubblicati per la prima volta sul New York Times nel 1971 – nelle fasi finali della guerra in Vietnam – furono poi oggetto di un’approfondita inchiesta del Washington Post

Il film si focalizza proprio sulla storia dell’allora direttore del Washington Post, Ben Bradlee (Tom Hanks), e dell’editore Katharine Graham (Maryl Streep), e di come entrambi sfidarono il governo e rivendicarono il loro diritto a pubblicare e commentare i documenti riservati.

I documenti, scritti e rubati dall’analista militare Daniel Ellsberg, dimostravano che l’amministrazione Johnson aveva mentito al Congresso riguardo l’impiego di truppe in Vietnam e che, in seguito, l’amministrazione Nixon aveva in segreto incrementato l’impegno dell’esercito nel conflitto.

“Tricky Dicky” (questo il soprannome di Nixon) cercò di fermare la pubblicazione dei documenti, e la battaglia per la libertà di stampa arrivò fino alla Corte Suprema, che si dichiarò in favore del Washington Post.

La storia dei “Pentagon Papers”

I “Pentagon Papers”, commissionati dall’allora segretario alla difesa Robert S. McNamara, raccontavano di come quattro amministrazioni, da Truman a Johnson, avessero di fatto mentito all’opinione pubblica nascondendo le loro effettive intenzioni legate al Vietnam.

Nel corso della sua campagna elettorale nel 1964, per esempio, Lyndon Johnson aveva affermato di non voler estendere il conflitto, ma nella realtà dei fatti si era mosso per espandere le operazioni belliche anche in Laos e Cambogia.

La pubblicazione di tali documenti consentì così all’opinione pubblica di venire a conoscenza di alcune azioni militari sulle quali le amministrazioni non avevano mai fornito notizie.

La pubblicazione del materiale, a partire dal 13 giugno 1971, portò a numerose manifestazioni di protesta e diede il via a una serie di cause legali.

Richard Nixon, che nel 1971 era presidente degli Stati Uniti, accusò Ellsberg e uno dei suoi collaboratori – Anthony Russo – di tradimento.

Insieme al procuratore generale John N. Mitchell, Nixon ottenne un’ingiunzione da parte di una corte federale per impedire al New York Times di proseguire nella pubblicazione dei documenti.

Il giornale decise di appellarsi e il caso giunse molto rapidamente alla Corte Suprema, dove sei giudici su nove stabilirono l’incostituzionalità dell’ingiunzione.

Washington, cuore del potere

Washington DC, capitale sonnacchiosa, cresciuta con il complesso d’inferiorità nei confronti della vicina New York, in questi ultimi anni si è riscoperta vitale e movimentata, grazie ai teatri cittadini, ai nuovi quartieri e soprattutto ai film e alle serie tv.

Prima di “The Post” è doveroso citare “House of Cards”, la serie simbolo delle ultime rivoluzioni del piccolo schermo d’oltreoceano con protagonisti Kevin Spacey e Robin Wright (che ora però sta vivendo una fase down in seguito alle accuse di molestie rivolte all’attore premio Oscar Kevin Spacey).

Il “castello di carte” dei coniugi Underwood, Frank e Claire, è un vero e proprio dipinto a tinte fosche del lato più oscuro dell’ambizione umana, ancora prima che racconto degli intrighi di potere e dei meccanismi segreti della politica americana.

Ecco le 5 principali attrazioni del potere che non dovete assolutamente perdervi se vi trovate nella capitale degli Stati Uniti!

La Casa Bianca

La Casa Bianca, o White House, non è solo la fantastica dimora dove risiede il Presidente degli USA con la sua famiglia dal 1800, bensì un simbolo che ha preso piede nel nostro immaginario.

Quando si nomina la città di Washington DC la prima cosa che passa per la nostra mente è questa favolosa casa immersa in una zona verde.

L’accesso è consentito solo in determinate stanze, e ogni mattina, tranne la domenica e il lunedì, le visite sono gratuite. Tra le stanze più famose ci sono la Blu Room e la Green Room, la prima dimora presidenziale, la seconda sala di ricevimento di diplomatici e politici. 

Capitol Hill 

Il Campidoglio è il centro della città di Washington DC dato che tutti i viali confluiscono in esso: si trova sulla collina a est del Potomac.

Rappresenta il centro politico del Paese, dove sono ospitate la Camera e il Senato degli Stati Uniti.

Da non perdere, la Biblioteca del Congresso (Library of Congress) che rappresenta la biblioteca più grande del mondo: merito degli oltre 100milioni di oggetti, tra libri, mappe, fotografie, manoscritti, partiti e strumenti musicali (sono ospitati anche cinque violini della collezione Stradivari).

Sempre in zona si trovano il palazzo della Corte Suprema e i giardini botanici, la cui visita è consigliata. 

The Mall 

Il quartiere del Mall si estende di fronte alla Casa Bianca e include una serie di attrazioni.

Si parte con il Washington Monument dedicato al primo presidente George Washington: si tratta di un obelisco alto 166 metri dalla cui cima è possibile godere di una bellissima vista del Potomac.

Da non perdere anche il Vietnam Veterans Memorial, un monumento fatto con due muri di marmo nero uniti come a formare una V che elencano i nomi dei veterani morti o scomparsi durante la guerra del Vietnam.

Sempre in questa zona si trova poi il Lincoln Memorial, il monumento realizzato su esempio di un tempio greco in onore del 16esimo presidente degli Stati Uniti. 

La zona del Mall si distingue anche per i molti siti legati all’arte: qui si trovano il Museum of Natural History, il National Air and Space Museum (dedicato a aerei, pianeti e navicelle spaziali ) oltre a una buona parte di musei della Smithsonian Institution, come la plurivisitata National Gallery, la Freer Gallery of American and Asian Art (galleria d’arte americana e asiatica), il National Museum of African Art (arte africana), l’Arthur M. Sackler Gallery of Asian Art (arte asiatica) e la collezione Hirshhorn di arte moderna. 

Georgetown 

Da ghetto nero a zona residenziale: la trasformazione di Georgetown è assolutamente senza paragone.

Oggi questo quartiere è uno dei più visitati della città merito dei molti negozi, dei locali e di tanti edifici storici che lo rendono assolutamente affascinante.

In questa zona si trova il Dumbarton Oaks Museum, famoso per i bellissimi giardini che ospita sulla sua terrazza, lo Zoo, e la famosa e prestigiosa Georgetown University. 

Arlington 

Il quartiere di Arlington è ricordato principalmente per il suo cimitero dove si trovano il monumento al milite ignoto chiamato Unknow Soldier e la tomba di J.F. Kennedy, il presidente più amato degli USA.

Poco distante si trova anche la Pentahouse, ovvero la sede del Pentagono dove vengono prese tutte le decisioni in merito alla Difesa americana.

 

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