Da De Nittis a Gemito. I napoletani a Parigi: la mostra a Palazzo Zevallos Stigliano di Napoli

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Una buona impressione si perde così velocemente…

Claude Monet

Le Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano di Napoli dedicano una mostra al legame che legò Parigi, capitale cultuale moderna, e gli artisti attivi nella città partenopea durante la seconda parte dell’Ottocento. L’esposizione dal titolo Da De Nittis a Gemito. I napoletani a Parigi dal 6 dicembre all’8 aprile è curata da Luisa Martorelli e Fernando Mazzocca e vede i patrocini del Comune di Napoli, di Barletta e dall’Institut Français di Napoli.

Giuseppe De Nittis, Sulle falde del Vesuvio, 1872 olio su tavola, 13.5 x 17.5 cm.

La mostra ricostruisce i rapporti tra Parigi e gli artisti a Napoli nella seconda metà dell’Ottocento: nel corso di tutto il secolo risulta molto intensa, maggiore rispetto a quella di qualsiasi altra scuola italiana, la presenza di artisti napoletani, sia fisica che attraverso le opere esposte, nella capitale francese.

La rassegna riconsidera lo sviluppo della pittura napoletana, ma anche della scultura, rappresentata dal genio di Vincenzo Gemito, alla luce di questo fenomeno che ha interessato i generi allora più amati dai collezionisti, dalla critica e dal pubblico: il paesaggio, la pittura di storia, l’orientalismo, le marine, la veduta urbana e in particolare la cosiddetta “pittura della vita moderna”, di cui proprio gli Impressionisti e Giuseppe De Nittis, che ha partecipato alla loro prima mostra, sono stati i maggiori interpreti.

Disegno dell’Esposizione Universale di Parigi del 1867

 

Dopo le Esposizioni Universali del 1855 e del 1867 si afferma un interesse sempre crescente verso il richiamo di modernità che Parigi offre sotto il profilo dell’aggiornamento e del confronto con l’arte europea. Contemporaneamente si presenta agli artisti l’opportunità di sperimentare innovazioni tecnologiche, come la fotografia che impressionò molti pittori, tra cui Giuseppe Palizzi aprendo loro inedite potenzialità espressive.

Si parte dalla pittura storica di Domenico Morelli e Gioacchino Toma, per tracciare la svolta in direzione di un altro genere emergente, la pittura della vita moderna teorizzata da Baudelaire, di cui sono stati protagonisti, insieme agli impressionisti, Francesco Netti e Giuseppe De Nittis, quest’ultimo tra l’altro presente alla prima mostra che nel 1874 nello studio del fotografo Nadar venne dedicata proprio al neonato impressionismo.

 

Con una trentina di opere esposte, De Nittis, “pugliese di nascita ma napoletano di vocazione e cultura”, uno dei pittori più rappresentativi del tempo, diventa la figura emblematica della mostra.

Giuseppe de Nittis, Dame à l’Ulster (o La signora con l’Ulster), 1882 pastello su tela, 117 x 89 cm.

Stabilitosi definitivamente a Parigi nel 1867, dove visse fino alla morte precoce nel 1884, nel corso della sua breve ma folgorante esistenza ha conquistato una fama tale da essere considerato “più parigino degli stessi parigini”. La sua casa nella elegante zona di Parc Monceau, dove ogni sabato si tenevano ricevimenti molto ambiti, fu un centro di ritrovo anche per gli italiani che frequentavano la capitale. Ma il suo legame con Napoli, dove ritornò di frequente, non venne mai interrotto.

Interessanti sono le piccole ma straordinarie vedute, eseguite nel 1872, quando abitò a Portici e assistette ad una delle più spettacolari eruzioni del Vesuvio che la storia ricordi.

Particolarmente significativa è L’eruzione del Vesuvio (Sotto il Vesuvio), di collezione privata, mai esposta prima, che in origine è appartenuta a un’importante raccolta di Vienna da cui fu confiscata dai nazisti per essere collocata nel grande “museo ariano” che Hitler intendeva realizzare. Da segnalare anche le vedute di Parigi tra cui opere mai viste, come quella raffigurante Place de la Concorde, Alle corse di Auteil.

La Dame à l’Ulster, è un grande pastello la cui bellezza è stata restituita da un restauro eseguito in questa occasione che conferma il grande livello da lui raggiunto in questa tecnica, recuperata dal Settecento e praticata da grandi artisti come Degas,un grande amico di De Nittis.

Particolare importanza è stata riservata ad Antonio Mancini che dall’assidua frequentazione del salotto di De Nittis a Parigi, frequentato da Edgard Degas, Edmond de Goncourt, Marcel Desboutin, Charles François Daubigny e tanti altri protagonisti delle arti, della cultura e della mondanità, riuscì a cogliere nuove ispirazioni per una pittura della vita moderna assolutamente originale e alternativa, nella sua attenzione alla realtà popolare rispetto alla celebrazione della società elegante dello stesso De Nittis.

Antonio Mancini, Saltimbanchi suonatori, 1877 olio su tavola, 55,5 x 45,5 cm.

Chiude la mostra una sezione dedicata allo scultore Vincenzo Gemito, protagonista dell’ultima stagione naturalistica di fine secolo, di cui vengono esposti numerosi ritratti in terracotta e bronzi.

Grazie ai successi conseguiti sulla scena parigina con capolavori come il Ritratto di Verdi e il celebre Pescatoriello, in prestito al Museo Nazionale del Bargello, Gemito è stato consacrato come uno dei grandi rinnovatori, insieme a Rodin e Medardo Rosso, della scultura moderna.

I soggiorni a Parigi di Mancini e Gemito, legati da amicizia fraterna, furono purtroppo seguiti da un disagio mentale che portò entrambi, per un certo periodo, a esplorare gli abissi della follia.

Vincenzo Gemito, Ritratto di Giuseppe Verdi, 1873cera madre, cera rossa e cera pigmentata ad effetto bronzo su anima in gesso e armatura in legno, 57 x 61,5 x 30,5 cm.

Nove le sezioni che caratterizzano la mostra, nello specifico:

  • Nella luce di Fontainebleau e nel segno di Courbet. Palizzi e Cammarano;
  • Le Esposizioni Universali del 1855 e del 1867. Morelli e i nuovi orizzonti della pittura di storia;
  • I bagliori del Vesuvio. De Nittis a Napoli e l’eruzione del 1872;
  • Netti e De Nittis. La pittura della vita moderna;
  • La sirena di Goupil. Incanti mediterranei da Michetti a Campriani;
  • Lungo i boulevard. Impressioni parigine;
  • Mancini. Il mistero e la magia del quotidiano;
  • Gemito. Una rivoluzione in scultura; Il pescatore di Gemito all’Esposizione Universale del 1878

«Dopo Le mille luci di New York, torniamo alla straordinaria tradizione artistica napoletana interpretata in chiave europea e internazionale», afferma Michele Coppola, responsabile Attività Culturali di Intesa Sanpaolo. «Punto di partenza di molte delle iniziative di Progetto Cultura sono le opere che appartengono alle collezioni della Banca esposte prevalentemente alle Gallerie d’Italia. Palazzo Zevallos Stigliano è sempre di più luogo di riferimento della produzione culturale di Napoli e promuove progetti inediti che appassionano e avvicinano il pubblico all’arte e alla storia italiana».

Credits

A cura di Luisa Martorelli e Fernando Mazzocca

Informazioni:

Da De Nittis a Gemito. I napoletani a Parigi

Napoli, Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano

6 dicembre – 8 aprile

Orari

Dal martedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 18.00 (ultimo ingresso ore 17.30)

Sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 20.00 (ultimo ingresso ore 19.30)

Biglietto: intero 5 euro, ridotto 3 euro

Sito: www.gallerieditalia.com

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