Anno del Cibo, esperti di turismo gastronomico da tutto il mondo riuniti in Italia

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Anno del Cibo, esperti di turismo gastronomico da tutto il mondo riuniti in Italia

Il 22 e 23 febbraio esperti nazionali e internazionali si sono riuniti a Bergamo in occasione dell’Anno del Cibo Italiano nel mondo e della presentazione del Primo rapporto sul turismo enogastronomico italiano.


Il tavolo di confronto ha affrontato le tematiche relative al futuro del turismo enogastronomico e alla sostenibilità. “Abbiamo organizzato questo incontro per confrontarci sulle tendenze più attuali e per dare un contribuito fattivo al dibattito sul turismo enogastronomico, identificando le azioni più rilevanti da sviluppare per soddisfare una domanda oggi in costante crescita” – afferma Roberta Garibaldi, Università di Bergamo, promotore dell’incontro organizzato con ATLAS,  Association for Tourism, Leisure Education and Research.

Tutti gli esperti convengono su quanto affermato da Erik Wolf: Direttore della World Food Travel Association (USA) nel rapporto: “L’interesse verso tutto ciò che è legato al cibo rimane altissimo e non vi sono segnali di una diminuzione nel breve periodo. Il futuro appare quindi luminoso. Nuove opportunità si apriranno per le destinazioni e gli operatori del settore, che dovranno valorizzare la componente enogastronomica, ad esempio attraverso lo storytelling o proposte specifiche”. E come afferma Trevor Benson: Direttore della Culinary Tourism Alliance (Canada): “Il turismo enogastronomico ha le potenzialità per diventare un veicolo di sviluppo sostenibile per le piccole comunità agricole e un mezzo di sussistenza per le persone direttamente coinvolte nella produzione agroalimentare”.

La sostenibilità viene indicata come una necessità per le comunità locali, per i produttori, per le destinazioni e l’ambiente. “La sostenibilità diventerà il principio guida non solo nella produzione agroalimentare, ma anche nel turismo” – dichiara Anne-Mette Hjalager, Editor-in-chief della rivista “Journal of Gastronomy and Tourism”. “Il turismo enogastronomico sarà una ‘pietra miliare’ nello sviluppo delle destinazioni nei prossimi cinque anni – prosegue la Hjalager – con i singoli settori maggiormente stimolati a collaborare fra loro favorendo innovazioni intersettoriali”.
Dal Primo Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano emerge che per il 42% gli italiani è fattore di scelta rilevante in un viaggio la presenza di strutture e/o eventi sostenibili.

I turisti ricercano il cibo del territorio, ma spesso la cucina va verso una forte innovazione, soprattutto nelle metropoli. Coloro che amano mangiare piatti tipici del luogo in un ristorante locale sono il 73%, quelli che desiderano mangiare in un ristorante gourmet di alto livello sono il 27% (Rapporto turismo enogastronomico italiano).

Altro tema affrontato, quello del ruolo che l’enogastronomia ha per creare un “ponte” tra i popoli. Wantanee Suntikul, Politecnico di Hong Kong, pone l’attenzione sulla gastro-diplomazia: “L’enogastronomia può essere un veicolo dell’identità di un territorio poiché fa leva su valori condivisi. Lo sviluppo di esperienze a tema può essere un’occasione per il turista di conoscere i prodotti e le tradizioni locali, ma anche un’opportunità per stimolare un reciproco contatto tra turista e popolazione locale”.

Info: www.touringclub.it

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