Vacanza in Friuli Venezia Giulia, 10 esperienze da vivere in inverno

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10 cose da fare in Friuli Venezia Giulia in inverno

Le montagne del Friuli Venezia Giulia regalano diverse possibilità di svago per una vacanza in inverno, tra attività praticabili sulla neve, enogastronomia, storia, relax e benessere.


Da Tarvisio e Sella Nevea, passando dal Monte ZoncolanSauris e Forni di Sopra, fino a raggiungere il comprensorio di Piancavallo, si può usufruire di un’ampia offerta di attività praticabili sulla neve nei 5 moderni poli sciistici della regione dotati di piste fra le più sicure dell’arco alpino italiano e sempre poco affollate.

Di seguito, un elenco di 10 esperienze suggestive e stimolanti da vivere in una vacanza in Friuli venezia Giulia durante l’inverno 2018:

  1. Sciare guardando il mare a Piancavallo
    Piancavallo, situata ai margini delle Dolomiti friulane, abbina lo sci e il divertimento. Gli impianti di risalita, che si snodano dal centro abitato, portano gli sciatori a godere di 25 Km di piste per la discesa, delle quali una parte è fruibile anche in notturna in sci alpinismo. Spazio anche per lo sci di fondo e lo snowboard e l’Alpine Coaster (bob su rotaia).
  2. Imparare a cucinare le innumerevoli varianti dei cjarsons
    La cucina carnica e di tutto il Friuli Venezia Giulia è particolarmente ricca di sapori. Durante una vacanza si può prendere parte ai laboratori di cucina proposti per imparare a cucinare i cjarsons o cjalsons o cjarzons, uno dei piatti poveri più tipici della cultura gastronomica carnica che venivano preparati con ciò che la credenza offriva. Sono costituiti da una pasta di patate ripiena, molto simile agli agnolotti o ai ravioli mentre il ripieno è caratterizzato da una infinità di varianti, tra salato e dolce, e possono essere serviti come primo piatto o come dessert.
  3. A Tarvisio come in Lapponia, in compagnia degli husky
    I boschi intorno ai Laghi di Fusine di Tarvisio e l’omonima piana soleggiata rendono il luogo dove cimentarsi nello sleddog, la slitta trainata dai cani Alaskan Husky, ancora più suggestivo. Un’esperienza resa possibile dalla Scuola internazionale mushing-sleddog di Fusine diretta dal famoso Araràd Khatchikiàn, pluricampione di questa disciplina nonché allevatore e istruttore. Per tutto l’inverno propone corsi di sleddog, riconosciuti dalla FIMSS Federazione Italiana Musher Sleddog Sport, ed escursioni lungo 14 km di pista
  4. Passare il confine tra Italia e Slovenia con gli sci ai piedi
    Passare i confini nazionali con gli sci ai piedi in Friuli Venezia Giulia è possibile: a Sella Nevea grazie al collegamento transfrontaliero, si può raggiungere sciando la località sciistica slovena di BovecUn unico skipass, acquistabile su entrambi i fronti, consente agli appassionati di godere a 360° delle opportunità offerte dal monte Canin sui due versanti, quello italiano e quello sloveno, per un totale di 15 km di piste. Grazie alla funivia “Prevala”, abbinata a due cabine da 100 posti, si parte dai 1.845 metri della stazione Gilberti e si arriva ai 2.133 di Sella Golovec, a monte di Sella Prevala, per poi scendere lungo le piste slovene fino a Bovec.
  5. A Forni Avoltri per ciaspolare su uno dei fronti della Grande Guerra
    Riflettere e conoscere l’ambiente che circonda i luoghi teatro di importanti eventi storici. Forni Avoltri, uno dei punti nevralgici del fronte durante la Grande Guerra, è stato conteso tra le truppe italiane e quelle austriache. La storia viene ripercorsa nelle sale del Museo dedicato al conflitto e durante le ciaspolate condotte da guide esperteverso il lago Volaia dove dopo 100 anni si può vedere lo stesso ambiente e immaginare le enormi difficoltà logistiche e le condizioni di vita non semplici provate dai soldati lungo questo tratto del fronte.
  6. Sciare su una pista della Coppa del Mondo
    Tarvisio, contornata dalle Alpi Giulie, è uno dei più importanti poli sciistici dell’intero arco alpino con i suoi 15 impianti di risalita e i 25 chilometri di piste di discesa assoluta. Qui si può percorrere la Di Prampero che ha spesso ospitato prove delle discipline veloci di Coppa del Mondo femminile. Con quasi 4 km di lunghezza e oltre 800 metri di dislivello, porta dal Monte Santo del Lussari, il pittoresco borgo posto in cima a 1.790 metri d’altitudine, fino al paese di Camporosso, e con i suoi curvoni, i falsopiani e i continui cambi di pendenza mette alla prova anche gli sciatori più capaci.
  7. Giocare con i bambini a caccia al tesoro a Forni di Sopra
    Una vera e propria caccia al tesoro ambientata negli scenari selvaggi e suggestivi delle Dolomiti friulane, uno dei parchi più ricchi di animali selvatici. Oltre a partecipare all’ originale caccia al tesoro naturalistica proposta da PromoTurismoFVG, a Forni di Sopra si può visitare l’area faunistica comunale e vedere da vicino animali selvatici come la volpe, la lince, i cervi e anche i gufi.
  8. In cerca del party giusto sulla neve dello Zoncolan
    Salire sul comprensorio di Ravascletto-Zoncolan e trascorrere momenti musicali divertenti in uno dei molti rifugi che organizzano le tipiche feste après-skidirettamente sulle piste. Tra tutti i poli del FVG, quello del monte Zoncolanè il più mondano e maggiormente vocato al divertimento durante e dopo una giornata di sci di discesa.
  9. Immergersi nelle acque termali amate da Carducci
    Non solo neve ma anche godere dei benefici dell’acqua minerale solfato-calcico-magnesiaca-sulfurea che sgorga a una temperatura di 9 °C dalla sorgente Pudia. A pochi chilometri da Tolmezzo e dal polo sciistico di Ravascletto-Zoncolan, un moderno stabilimento termale propone pacchetti salute e tanti trattamenti, dalle terapie con acque e fanghi termali alla riabilitazione e fisioterapia. E inoltre un ampio spazio relax, saune di diverse temperature, bagno turco, docce emozionali e percorso kneipp.
  10. Esplorare i borghi custoditi dalle montagne Patrimonio dell’Unesco
    Tra iborghi montani pittoreschi del Friuli Venezia Giulia c’è Poffabro, una sorta di museo a cielo aperto nel cuore della Val Colvera, dove le tracce di insediamenti antichi si unisce alle tipiche strutture architettoniche di pianta cinque-seicentesca delle lunghe schiere di abitazioni con pietre tagliate al vivo e balconi di legno.
    Poco distanti da Poffabro, altre due perle adornano le montagne, i borghi Erto e Casso il cui ricordo è legato alla diga del Vajont. Il forte legame degli abitanti con il territorio ha permesso di realizzare nel corso degli anni una ricostruzione autentica che conserva il loro antico aspetto rurale legato alle tradizioni, alle usanze e all’artigianato, il tutto immerso nella purezza e la freschezza dell’aria di montagna.

Fonte: PromoTurismo FVG

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