Palermo: il quadro “Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi” rubato nel 1969 non è stato distrutto

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Palermo. L’opera di Caravaggio la “Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi” non è stato distrutto dopo il furto del 1969, come aveva invece dichiarato l’ex boss Marino Mannoia al giudice Falcone.

L’opera è nascosta da qualche parte nel mondo probabilmente scomposta in 6 o 8 pezzi. Lo si apprende da un verbale, reso da poco pubblico, che contiene le dichiarazioni dal pentito Gaetano Grado alla commissione antimafia presieduta da Rosy Bindi. 

Come riportato da La Repubblica, Grado racconta che “già nel 1970, il capo della Cupola, Gaetano Badalamenti, curò il trasferimento del quadro in Svizzera, dietro il pagamento di una grossa somma in franchi“. Grado ha riconosciuto in foto l’antiquario giunto in Sicilia per occuparsi dell’affare; l’intermediario è morto da tempo, ma il suo nome è prezioso per capire gli spostamenti del quadro quadro, che a quanto risulta venne anche esposto a una riunione di Cosa Nostra.

È dal 1971 che i Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale sono alla ricerca di questo quadro, il cui furto “è maturato nell’ambiente della piccola criminalità – dice la relazione dell’Antimafia – ma l’importanza del quadro e il suo enorme valore indussero Cosa Nostra a interessarsi della vicenda e a provvedere a rivendicare l’opera“.

L’indagine dell’Antimafia è arrivata a scoprire i nomi di alcuni piccoli pregiudicati dell’epoca sospettati di aver compiuto il furto nell’oratorio di San Lorenzo la notte del 17 ottobre del 1969. Le carte della nuova indagine saranno inviate a breve alla procura di Palermo e, anche se i reati sono caduti ormai in prescrizione, Bindi si augura che ci sia una cooperazione internazionale al fine di recuperare l’opera.

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