Amelia Earhart, identificati i resti della leggendaria aviatrice

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Finalmente è stato svelato il lungo mistero della morte di Amelia Earhart, la più famosa aviatrice di tutti i tempi.


Appartengono a lei i resti trovati nel 1940 sull’isola di Nikumaroro, dove la pilota americana era scomparsa nel 1937 proprio mentre sorvolava l’oceano Pacifico.

Lo ha stabilito una nuova analisi pubblicata sulla rivista “Forensic Anthropology” e condotta da Richard Jantz, del Centro di Antropologia Forense all’Università del Tennessee, che ha riesaminato le misurazioni fatte nel 1940: all’epoca i resti erano stati attribuiti a un uomo.

Jantz ha usato il programma informatico Fordisc per stabilire sesso, età e statura partendo da misurazioni dei resti ossei.

Le analisi hanno così rivelato che la somiglianza con Amelia Earhart era maggiore rispetto al 99% di individui in un largo campione di riferimento.

Per questo motivo, “la spiegazione più convincente è che i resti siano quelli della Earhart”.

Amelia Earhart: la donna dietro la leggenda

Amelia Earhart con i suoi capelli corti e i suoi completi da aviatore non è stata soltanto la regina dei cieli ma per le donne americane è diventata un’icona dei movimenti femministi. Un simbolo che arriva fino ai giorni nostri.

Quando Amelia Earhart comincia a sfidare i cieli, negli anni 20, l’aviazione vive la sua epoca d’oro. La prima donna a prendere il brevetto da pilota, nel 1909, è una giovane attrice francese, Raymonde de Laroche, ma non fu mai famosa come lei.  

L’America, infatti, l’adorava e iniziò subito a dedicarle piazze, statue, francobolli e, dopo la sua scomparsa, a realizzare film sulla sua storia.

Dopo il successo della trasvolata atlantica in solitaria nel 1932, Amelia visita l’Europa dove viene accolta come un Capo di Stato.

A Roma incontra Mussolini e Italo Balbo che poi si ispirerà proprio a lei per la sua impresa atlantica.

 

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