Anna Magnani, 110 anni dell’anti-diva

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La mia vocazione è nata tra una lacrima in più e una carezza in meno.

Nasceva 110 anni fa a Roma (secondo alcune fonti ad Alessandria d’Egitto) la grande Anna Magnani. 

Cresciuta dalla nonna materna in condizioni di estrema povertà, Anna comincia presto a cantare nei cabaret e nei night-club romani mentre frequenta l’Accademia d’Arte Drammatica.

Tra il 1929 e il 1932 lavora nella compagnia teatrale diretta da Dario Niccodemi e nel 1934 passa alla rivista, divenendo in poco tempo  uno dei nomi più richiesti del teatro leggero italiano.

Lavora con Vittorio De Sica e con Totò, con il quale recita in numerose riviste, come “Quando meno te l’aspetti” (1940) e “Volumineide” (1942), entrambi di Michele Galdieri.

Al cinema esordisce nel film  La cieca di Sorrento di Nunzio Malasomma, anche se è con “Teresa Venerdì” (1941), di Vittorio De Sica, dove interpreta una bizzarra canzonettista che interpreta per la per la prima volta un personaggio non secondario.

In seguito interpreta alcune commedie leggere (“Campo de’ Fiori”, 1943; “L’ultima carrozzella”, 1944; “Quartetto pazzo”, 1945). Me è con”Roma città aperta” (1945) di Roberto Rossellini che avviene la consacrazione, regista con il quale ha poi anche una burrascosa ma intensa relazione amorosa. Recita poi in “L’onorevole Angelina” (1947) di Luigi Zampa, in L’Amore di Rossellini (1948) e in “Bellissima” (1951) di Luchino Visconti.

Nel 1955 arriva la consacrazione internazionale con l’Oscar interpretazione nel film di Daniel Mann, “La rosa tatuata” (The Rose Tatoo, 1955), con Burt Lancaster, tratto dal romanzo di Tennessee Williams. In seguito il cinema non le regala ruoli di primo ordine, ad eccezione di “Mamma Roma” di Pier Paolo Pasolini. 

Anna Magnani muore a Roma di cancro il 26 settembre 1973, all’età di sessantacinque anni, assistita fino all’ultimo da suo figlio Luca.

Definita spesso anti-diva, per via del suo forte temperamento, Anna Magnani fu abile a curare i suoi contratti: è stata in grado di farsi valere ed essere l’unica interprete donna a godere di un trattamento pari ai colleghi uomini.

A raccontare la donna e l’attrice Anna Magnani, Matilde Hochkofler nel suo Anna Magnani (Giunti editore, 440 pagine punteggiate di immagini inedite e rare), biografia completa della grande attrice romana con aneddoti raccontati dal figlio Luca Magnani.

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