Castello di Otranto: tra romanzi gotici e guerre saracene

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Il castello e la signoria d’Otranto sarebbero venuti a mancare all’attuale famiglia, quando l’autentico possessore fosse diventato troppo grande per abitarvi.

Si tratta di una profezia riportata in quello che comunemente è definito il primo romanzo gotico della letteratura internazionale: il Castello di Otranto dello scrittore inglese Horace Walpole

L‘opera nella sua prima edizione, del 1764, si presentava come la traduzione di un manoscritto stampato a Napoli nel 1529 e da poco rinvenuto nella biblioteca di “un’antica famiglia cattolica nel nord dell’Inghilterra”. La storia raccontata nel manoscritto derivava da un’altra storia più vecchia, risalente forse al periodo delle Crociate. Solo nella seconda edizione Walpole rivendicò la paternità dell’opera, aggiungendo il sottotitolo A Gothic Story (Un Racconto Gotico). 

Questo romanzo, più una novella lunga, diviso in 5 capitoli è stato definito da André Breton e Paul Eluard come il precursore diretto del surrealismo, in quanto romanzo nato dal sogno e saturo di onirismo. Nelle intenzioni dell’autore, come si legge nella prefazione, c’era la volontà di unificare il novel e il romance:

«Fu un tentativo di miscelare le due anime della narrativa, l’antico e il moderno. In principio era tutto immaginazione ed improbabilità: in seguito, la natura è sempre stata copiata con successo… L’autore delle pagine seguenti ritiene possibile riconciliare i due tipi. »

Le vicende di Manfredi e della sua famiglia si svolgono all’interno dell’incantevole Castello di Otranto, tra le fortezze più belle d’Italia.

Il Castello Aragonese, fu la roccaforte difensiva della città di Otranto, storico ponte fra Oriente e Occidente. Danneggiato, riparato e ricostruito, la fortezza ha visto modifiche già dopo l’assedio del 1067, ma fu solo sopo l’ attacco saraceno del 1480 che la struttura difensiva fu ampliata e dotata di torrioni con cannoniere.

E come ogni buon castello che si rispetti anche a questo posto sono legati misteri e leggende. Tra le leggende, la più celebre è quella del Cavaliere senza testa: si narra che durante l’assedio dei saraceni, guidato da Mechmèt Pascià, vennero decapitate ottocento persone, tra cui il Conte di Conversano, Giulio Antonio Acquaviva che nonostante la testa mozzata per difendere le terre d’Otranto.

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