Il digiuno pratica religiosa, ma non solo!

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Non di solo pane vivrà l’uomo…

Gesù

Il digiuno è la pratica quaresimale per eccellenza: nei quaranta giorni che precedono la Pasqua ogni buon cattolico dovrebbe consumare un solo pasto al giorno, evitando particolari alimenti come la carne, per prepararsi al meglio alla Resurrezione di Gesù. 

Questa pratica, comune a molte religioninel mondo cattolico-cristiano trae le sue origini dall’Antico Testamento, ma si è sviluppata soprattutto nel monachesimo orientale e occidentale perché una severa alimentazione aiutava a evitare le tentazioni e la concupiscenza della carne, favorendo l’ascesi e il dominio spirituale del corpo. E sono proprio l’autocontrollo e la purificazione dell’anima gli obiettivi comuni del digiuno nelle varie religioni.

Ma il digiuno ha una tradizione millenaria, non solo religiosa: nell’antico Giappone si digiunava “contro” il nemico per attentare al suo onore, in India un creditore poteva decidere di fare lo sciopero della fame davanti alla casa del suo debitore finché non gli veniva restituito quanto dovuto. Senza dimenticare che un tempo, in quanto cacciatori, si mangiava quando era possibile e spesso solo nelle ore di luce. Durante lo scorso secolo è diventato, grazie a Gandhi, anche uno strumento laico e pacifico di contestazione.

@Getty Images

Il nostro corpo non risente del digiuno, anzi secondo la scienza può solo che farci bene: basta astenersi dal cibo per 24 ore perché nel cervello si formino nuovi neuroni, si riduca l’infiammazione, si migliori la risposta immune e si potenzi la capacità delle cellule di liberarsi da sostanze di scarto. Particolarmente indicato è per chi soffre di problemi cardiaci e di diabete. Attenzione però: il digiuno non è una dieta!

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