Museo: tra experience, mostre diffuse e nuove narrazioni

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tempi cambiano e con essi anche le modalità di esporre l’arte. Le mostre diventano sempre più tecnologiche e i confini spaziali dei musei vengono superati. 

ANSA/ANGELO CARCONI

Molto diffuse sono le “experience” legate ad artisti amatissimi, come Van Gogh o Klimt, mostre in cui attraverso installazioni audio-visive altamente tecnologiche, il visitatore è catapultato in un’altra dimensione. Si parla sempre più spesso anche di mostre diffuse e di mostre itineranti o, come nel caso del Louvre in riferimento alla Gioconda, di opere itineranti.

Cambiano i modi di fruizione dell’arte e si accendono anche dibattiti sul ruolo del Museo, come istituzione dedita alla conservazione di opere provenienti da altre culture. Ci si chiede se sia giusto che Stati altri ospitino pezzi d’arte provenienti da luoghi diversi, e in alcuni casi molto distanti. Una risposta a questa domanda può essere l’ultima mostra organizzata dal Museo Egizio di Torino intitolata “Anche le statue muoiono. Conflitto e patrimonio tra antico e contemporaneo”.

Si tratta di una mostra diffusa in tre sedi (Museo Egizio, Musei Reali, Fondazione Sandretto), visitabile fino al 9 settembre 2018, che mette in dialogo opere d’arte di epoche e contesti geografici diversi per proporre una riflessione sul ruolo del Museo, in ottica di protezione  e conservazione del Patrimonio. Partendo dalla recente distruzione del Patrimonio storico-artistico nel Vicino Oriente introduce un’altra temporalità, legata alla storia e al concetto di trasmissione nelle varie epoche della cultura.

Il percorso espositivo si focalizza sul ruolo del Museo che, a partire dal Ventesimo secolo, si è imposto come luogo di tutela e conservazione di un Patrimonio che appartiene, almeno in teoria, a tutta l’umanità.

Attraverso il recupero della dimensione biografica dell’oggetto l’esposizione torinese vuole mostrare al pubblico non solo una storia ma le molte storie di cui è stato protagonista: dal momento della sua creazione, a quello dell’abbandono, dal ritrovamento alla musealizzazione.

Il museo diventa così luogo di una narrazione nuova, contemporanea, in cui le opere d’arte sono dei reperti storici che da un lato ci raccontano una civiltà lontana ma del nostro passato; dall’altro, invece, sono parte integrante dell’istituzione museale che li studia, conserva, protegge e tramanda.

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